Scrittori
.: Home page .: Preferiti .: Testi pubblicati .: Libri .: Link utili .: Login
Cosa cerchi ?

Valeria Cotza

Sei in: Autori emergenti > Valeria Cotza

 

I testi di Valeria Cotza pubblicati sul sito

Il Silenzio

Avrei voluto donarti la mia Musica. Quando ti ho visto, bambino, sparare alla tua gente. Quando ti ho visto, adulto, picchiare tua moglie. Quando ti ho visto, vecchio, addestrare i giovani alla violenza. Ti ho visto attraverso uno schermo. Non sai che la musica non conosce né il tuo né il mio Dio? Ma ora non ti rimane altro che il Silenzio.

Sorte, prologo

Ombre inghiottono la stanza nella semi-oscurità, tende volteggiano al suono silenzioso dell’eccitante danza del vento. Ciò che prima appariva limpido ai miei occhi ora si fa oscuro e si copre d’un cupo mantello troppo pesante, per me, da sopportare. La notte che un tempo amica mi stringeva la mano, adesso, in questo posto dimenticato da Dio, nemica mi spinge giù dal trampolino nelle acque dei miei più angoscianti pensieri. La nera solitudine di...

Volteggia!, volteggia!

Volteggia!, volteggia! Sentirai il folto vento verace accarezzare le tue braccia abbandonate. Volteggia!, volteggia! Gusterai sulla lingua vorace il sapore di atmosfere dannate. Volteggia!, volteggia! Udirai il giovane innamorato sagace volteggiare tra meste melodie pacate. Volteggia!, volteggia! Vedrai nel turbinio fugace pastelli sfumati e sfumature colorate. Volteggia!, volteggia! Odorerai il perfido profumo di brace impregnare le tue membra accaldate. I rumori del...

Questa lacrima è per voi

A chi è sotto le bombe e prega di non essere colpito; a chi è gravemente malato e spera in un giorno in più; a chi non ha famiglia e non conosce infanzia; a chi non ha un amico ed è ancora in cerca di un sorriso; a chi spezza la vita altrui e distrugge così la propria. A chi è toccata la pena di nascondersi, a chi è toccata la pena di soffrire, a chi è toccata la pena dell’abbandono, a chi è toccata la pena della...

Iter ad tempus futurum

Lo vedeva seduto lì, vicino alla porta, tutto rannicchiato su se stesso e intimidito dall’ambiente; scrutava con attenzione ogni angolo dell’aula, aggrottava le sopracciglia, e di tanto in tanto scuoteva i riccioli castani borbottando incuriosito qualche parola. Gli studenti fissavano esterrefatti quello strano ragazzo di circa trent’anni; alcuni ridacchiavano sottovoce, altri lo motteggiavano. Come biasimarli? Chiunque avrebbe riso se si fosse trovato dinnanzi un...