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Poesie - di Pablob

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© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 08/12/2009 alle ore 13:16:58

 

L'autore si assume la responsabilità di quanto pubblicato.

 

Ti racconto cosa vedo
da una finestra
alla sera.
Alcuni cadono
altri insorgono,
verticali
piegano
di concreto
tetti
segnano in lontananza la città
che si scolora
e l'orizzonte si consiste.
Fissato
parallelamente
il neon ruggisce
formidabilmente.

-Skyline-

- Saudade d'ottobre sul pò -
(Mi piacerebbe che provassi a musicarne le parole
con ritmo portoghese nella nebbia Padana)

Con l'onda della mano
comandi le maree
che frangiano lontano

Comandi con il verso
dal lascito gitano
il mio cuore sommero

un bacio tuo...

Con l'onda della mano
comandi le maree
che frangiano lontano

dai canti delle voci
dove sbocciano le luci
dei tuoi sogni.

-Rebelot o dormiveglia-

Che parto fecondo della materia in cui si smontano i sogni!
Una mistura acida di zucchero e squalene.
Il boccone di nebbia battuta dallo strascico del carro di Sonno
e le ruote che ne tagliano la sospensione, non l'hanno mai percorso,
forse.
Nascondono le spine di gomma delle rosidae che a singhiozzo
mordono i legamenti in flessione.
La nausea si attorciglia ad uno sbadiglio che fragorso spegne il rumore,
plasmandolo in bonaccia.
Smembrate, le sinapsi si mascherano al passo dell'orologio.
La testa in un sacco di gramigna e sabbia direbbe che sono smarrito,
col ghigno. Se solo si vedesse!.
Dopo, un bonzo puntellando il ponteggio che sostiene il restauro
del vortice che ingoia l'ignoto, sputato col suo mantra da sognatore,
é sbocciato dietro la capocchia delle ciglia allacciate a coppie pari,
come quelle dei mangiatori di oppio.






-Lil'ryc-

Scompiglia il mio spettro la luce rossastra
e ti avvolge,
stai dormendo,
e quelle labbra rosse.
Childlike
Infiammano la mia veglia
simile ai ceppi sul fuoco del camino
selvaggia
e la lampada rossa
borbotta
Il est tout rouge.






-Natura Morta-

La nascita splendente.
Montagne stagnanti ai lati delle strade, pachidermiche.
Le trame dell'erba scure
che scarpano l'asfalto
segnano le vie tra le nebbie
come falde.
Campi di grano piegati all'atmosfera.
Il rame, lo zinco e l'antimonio.
Il polifosfato.
Le nubi si mischiano
con le sere nella volta,
lascito di pensieri.
Onde radio che viaggiano a...il sorriso delle sue labbra belle.
Ai suoi silenzi
di una follia vigliacca.

-Ultima spiaggia bianca-


Dovresti vederla. Tutti quei sassi schierati tra le sporgenze e gli avvalli delicati e confinanti,
dove spunta un borgo antico dalle vie strette, ed un carretto. C'è un locale, la riva lambita
dall'acqua nera del lago.
Non so con certezza dove volga ad est, ma le vibrazioni della superfice dilagano sullo sfondo,
contro una montagna che divide in due rami il moto della corrente.
Arenata in mezzo al lago, sembra una grande nonna stanca e alberata. Il rumore dei pescatori
corteggia l'orizzonte, come quel cigno mischiato a quello oche. Simile a te tra le altre donne.