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Perlenbacher - di Luca Adami

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© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 23/04/2010 alle ore 01:08:22

 

L'autore si assume la responsabilità di quanto pubblicato.

 

gente che parte e gente che torna.
le solite facce che indosso non bastano più, oramai.
una canzone risuona nell’aria
e le orecchie sono incantate.
ci sono troppi falsi amori,
troppe proposte, un eccesso di vie.
scegli una sola strada
e ti ritrovi col culo per terra;
seguine troppe e non sarai nessuno.
anche il mondo si è uniformato alla legge superiore.
non avrai altro dio all’infuori di me.
anche a me ha fatto pensare,
spesso navigando in cattive acque.
è troppo facile come spiegazione,
troppo scontata.
io sono il tipo che scrive le sue impressioni in un diario
e non mi basta la fede.
voglio l’amore,
voglio la gloria,
voglio vedere...

il cielo si fa buio,
le notti consumano l’aria;
io soffoco, cercando il vento.
dov’è la brezza notturna,
quella fresca d’estate?
dov’è il ricordo del ragazzo che ero?
sembro carta straccia
e all’occhio del viandante
non valgo che un soldo bucato.
felicità a momenti, e futuro incerto.
certo che la speranza è un barlume!
improvviso una danza da falena
e inseguo la luce fioca,
come quel faro distante che ho in testa.
quando il guardiano mi parlava
le cose del mondo erano più chiare.
ora ha smesso.
lui ha altro di meglio da fare.
resto indulgente sul vizio,
bicchiere o tabacco,
ma non vedo smuoversi le acque.
le mie lettere sono epistole senza destinatario
che interessano un po’ a tutti.
chissà se qualcuno le leggerà!

il mozzicone è spento e la birra vive a metà,
sono seduto sul gradino di una scala
e non ho il coraggio di muovermi.