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Il canto della solitudine - di Novalis

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© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 20/04/2007 alle ore 16:30:41

 

L'autore si assume la responsabilità di quanto pubblicato.

 

Sognavo ad occhi aperti
E parlavo ad alta voce
Mi dicevan’ ch’ero solo
Perché amici non avevo
Mi dicevan’ che gli amici
Non han’ bisogno di chi è solo:
E per questo ora piango
In uno stretto manicomio.

Non sono un pazzo
Né un malato
Non sono un matto
Né un demente
Rifiuto cure e medicine
E resto solo
In un angolo lontano.

Dopo un po’ van’ tutti via
Prima i pazzi poi i malati
Poi i matti poi i dementi
Io soltanto resto qui
Ci son’ le sbarre c’è la malattia.

La solitudine però
non è una malattia:
Chi sogna ad occhi aperti
E parla ad alta voce
Non è un uomo solo
Senza amici e senza amiche,
È soltanto un uomo saggio
Che nel piccolo suo cuore
ha capito che gli amici
Son’ soltanto un brutto sogno.