CIRCA IL DIVINO - di Alessandro Idisium
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© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 14/03/2010 alle ore 12:35:51
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Alba che strilli più forte della storia con i suoi monumenti e leggende,
che lasci un insetto coordinato a sbeffeggiare le filosofie,
in te vidi piegare l’imperfezione, la mente superba,
e mi apparse la verità come una gigante rosa.
Gli occhi di fuoco del fanciullo avrò per sempre,
non paradiso o inferno perché la terra sa a chi appartiene,
è che l’umanità intera sembra un pesce sul fondo
di una barca che si dimena di fronte al tuo poema alba,
ovviamente solo il sogno disumano sarà la mia firma,
lascerò la mia eredità stregata a chi sa cosa vedrà appena risorto,
a chi non ha come mistero l’immenso ma voi flaccidi umani,
certo avrò sempre gli occhi di fuoco di chi non si è vergognato del paradiso,
ci vuole un cimitero per le chimere.
Ci vuole un armadio per le anime.
Infine durante lo scintillare notturno
vidi che come un elfo l’umanità si mosse, illuminata dal divino,
ma poi troppa paura ebbe delle vecchie comari, dell’essere considerato onesto,
a voi che vi siete chiesti cos’era quella cosa che ha mille nomi, l’anima,
vi lascio la mia fantasia che si arrugginisce a capire
dov’è che l’universo sbaglia, a dare il colpo di coda stellato alla terra,
per scagliarla in paradiso.
Circa il divino ti dico mondo che mi è stata più utile
una stella che non ho mai visto che tu.
Tu che sei stato in grado di distruggere città d’incenso,
maledire il paradiso e svegliare i bambini dal sogno
per avere tutta per te una testa di spillo.
Circa il divino mondo spiegami tu che senso hai,
dammi una risposta ai miei occhi di fuoco,
fammi urlare di gioia tu come l’arcobaleno e godere come i miracoli.
Circa il divino posso dire almeno mondo che non sono tuo figlio.
Certe sere calzava proprio a pennello tutto l’amore del cielo
mentre spintonavo sogni allegramente.
Circa il divino mondo senza giudizi universali e pentimenti
smettila di farci incoronare come eroi,
vogliamo stare con la nostra innamorata in prati di luce,
c’è un sussurro bollente nel deserto che dicono riveli l’impensabile
perché lo sappiamo tutti fra cinque minuti ci sarà una apocalisse
di cui i pazzi ne hanno tenuto il segreto,
a tutti logica come uno stipendio ad un lavoratore
o se ci fosse, nessuno darebbe del folle a chi l’aveva chiesta
ma come dicevo senza apocalisse anche c’è qualcosa circa il divino nell’aria
che rende una pietà le tue intenzioni e vocazioni mondo e lo renderà per sempre.
E’ come l’invulnerabilità della bellezza,
la spietatezza dell’estasi, l’impassibilità delle virtù,
si mondo come se non fosse casa tua ma dei miei dannati brividi.
Perché se non è così brinda con me
che mi sento un alieno, che mi sento vivo,
dimmi che non esisto nemmeno io.
