A SYD - di Rem
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© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 23/07/2007 alle ore 18:11:27
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Fulmineo come una meteora ardente t’eri spento, angelo, fra le catene funeree di una Signora che non dimentica, prigioniero nell’ urna fredda ove luce non penetra. Morte ti aveva già con sé, ora ha solo reclamato le tue spoglie.. Pazzo diamante lasci questo mesto mondo con lacrime amare fra una gelida apatia che fa male: troppo ciechi gli animi per vedere le tue ali e seguire il tuo volo. Quando giungerai ai cancelli dell’alba, pifferaio, l’urlo funesto tuo si leverà sovra ogni cosa e seppur questo mondo è sordo da tempo farai tremare ancora una volta i cuori pulsanti di chi, come te, vuol vedere il sole. Folle dio ridente, hai desiderato volare più in alto di tutti per poter guardare il mondo dall’alto (forse che lassù i tuoi fantasmi non t’avrebbero seguito?). Schiavi delle nostre ombre, questo siamo noi miseri uomini. Ma tu, tu hai spiccato il volo e hai spiegato le ali al vento per poter trovare la vita in quel breve tragico viaggio. Come un albatro che sorvola i mari senza sosta tu continuerai a volare e sorriderai alla vista delle schegge di diamante che continuano a splendere al dolce chiarore della luna e sarai l’angelo custode di coloro i quali se ne prenderanno cura. Splenda in eterno la tua luce, Syd.
