I peccati della carta da parati - di Gianluca Parravicini
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© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 08/01/2007 alle ore 22:54:30
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Giuro che appena l’avrò tra le mie mani lo farò a pezzi! Mi ha rovinato quel lurido verme , ma ora gliela farò pagare, ah.. sì! Ventanni di lavoro buttati via, ventanni di sacrifici e rinunce e ora per colpa sua sono rovinato, lui e quella sua dannata carta da parati...
Queste sono state le ultime parole che ho sentito pronunciare da Attilio, un amico, un caro amico, un uomo che viveva solo per il suo lavoro, aveva fatto il macellaio, il camionista, il muratore e per finire il tappezziere. Una vita dedicata al lavoro, quello di fatica, quello dove le mani si sporcano prima ancora di incominciare a lavorare, quello dove i calli esprimono per primi i loro giudizi sulla durezza della vita. Poi, per colpa di quella carta, tutto gli era crollato addosso, tutto quel suo mondo che per ventanni era fatto solo di carta, che lui stendeva con tutta la maestria del caso sulle pareti, era finito. Scrostare, ripulire e incollare, questo era il suo lavoro, l’ho visto fare anche a casa mia, tre anni fa ha tappezzato la mia sala da pranzo, un lavoro impeccabile. Tutto questo fino allo scorso anno, poi è successo quello che non doveva succedere, quello che non può succedere, quello che a raccontarlo si è presi per pazzi, invece è andata proprio così.... So che nessuno crederà a questa dannata storia, io stesso se qualcuno di voi me la “sparasse” lì, gli farei una carezza sulla spalla e gli direi “coraggio inventatene una migliore”, ma porca miseria è successo e per Attilio è stata la rovina. Quindi almeno per il rispetto di Attilio vi prego di credermi.
Andiamo con ordine, perché a raccontare tutto non ci vuole molto, ma sono i particolari su cui occorre fare attenzione e soprattutto fate anche attenzione alla vostra carta da parati, magari se negli ultimi 12 mesi è venuto qualcuno a tappezzare in casa vostra. Anche qualcuno che non si chiama Attilio, perché quella carta ha viaggiato molto e deve essere entrata in molte case combinandone sicuramente delle belle.
Le telefonate a casa di Attilio cominciavano a rincorrersi già dallo scorso anno, erano tutte fatte da clienti da cui aveva da poco tappezzato con una nuova carta che gli aveva consigliato un suo rivenditore di fiducia. Le persone al telefono sembravano a tratti spaventate, volevano semplicemente avere indicazioni più precise su quel tipo di carta che lui aveva usato, sulle caratteristiche, sulla composizione, poi qualcuno ha chiesto di cambiarla al più presto. Sul momento Attilio pareva non farci caso, si sa le persone cambiano idea, moglie o marito in men che non si dica, anche se solitamente il matrimonio domestico con la carta da parati è più duraturo, ma di questi tempi tutto è possibile. Con il tempo le cose hanno continuato a peggiorare, cominciava anche a ricevere telefonate minatorie, volevano sapere chi fosse veramente, se lavorasse per qualche servizio segreto o se facesse l’investigatore privato. Nell’ultima gli hanno detto testualmente: “Arriverai una notte a casa stanco, la via di casa tua a quell’ora è poco trafficata, ecco io sarò lì ad aspettarti”...Questo era troppo, era stato anche dalla Polizia, la quale gli aveva semplicemente detto che si trattava di qualche mitomane, magari anche lui tappezziere che voleva portargli via i clienti. Un mitomane tappezziere... Attilio inizialmente ci aveva creduto, poi un giorno fuori dalla porta di casa ha trovato un pennello e una pistola giocattolo, a quel punto ha capito che il gioco si stava facendo pesante e che qualcosa di grave era veramente successo, già, ma cosa? Lui aveva solo tappezzato... aveva tappezzato con una carta da parati di nuovo tipo, più resistente, più economica rispetto alle altre, la fanno in Svezia gli aveva detto il suo rivenditore, provala perché è fantastica, rende come le altre ma costa la metà, ci farai la tua fortuna. Tutto sembrava ricondursi a quella carta perché tutto era iniziato proprio quando lui aveva incominciato ad utilizzarla. Ma cosa poteva avere quella carta da causargli tutti quei guai?
Attilio aveva ripreso a fumare dopo che aveva smesso anni prima, lo vedevo sempre stanco, non sapeva più cosa pensare, aveva smesso di lavorare, passava le ore in magazzino con le colle, le carte da parati e tutto ciò che gli serviva per lavorare. La sera lo vedevo al bar, solo, ho saputo che si faceva 4 o 5 bicchieri di bianco per poi trascinarsi verso casa un po’ brillo. Così una sera ho preso coraggio e sono andato a trovarlo, abbiamo parlato a lungo di cose nostre, che certo non metterò in piazza, poi quando la conversazione è dirottata sul lavoro è nata l’idea. Gli ho detto: Scusa Attilio, ma se i tuoi guai appartengono a quella carta da parati, anche se non ti capaciti cosa possa avere provocato, perché non tappezzi una stanza di casa tua, così finalmente ne sapremo di più!
Detto fatto, Attilio non si è fatto pregare, ha preso la scala, la carta e la colla, siamo andati nello sgabuzzino e ha incominciato a tappezzare. In mezz’ora aveva già finito, un professionista del mestiere. Finito, mi ha detto impetuoso, e ora? Entrambi l’abbiamo guardata, tastata, era di color azzurro chiaro, lavabile e di ottima fattura, che altra cosa si poteva dire? Era solo una fottuta carta da parati! Quindi ci siamo seduti sul divano e Attilio si è acceso una sigaretta mentre io sorseggiavo una birra chiara, con il sottofondo fastidioso dell’abbaiare di un cane, poco dopo sono tornato a casa. Per me era tutto finito, quella era solo carta da parati, e tutta quella era una storia assurda, in cui non volevo neanche più entrarci, a casa mia moglie quando la raccontavo cominciava a guardarmi storto temendo che mi stessi dando al bere.
All’una e venticinque della notte il telefono di casa ha cominciato a squillare, al sesto squillo ho alzato meccanicamente la cornetta del telefono sul comodino, era Attilio! Ho scoperto tutto, ora so cosa è successo! Urlava: “Giuro che appena l’avrò tra le mie mani lo farò a pezzi! Mi ha rovinato quel lurido verme , ma ora gliela farò pagare, ah.. sì! Ventanni di lavoro buttati via, ventanni di sacrifici e rinunce e ora per colpa sua sono rovinato, lui e quella sua dannata carta da parati”...
Era sconvolto, sembrava gli fosse apparsa la Madonna, invece aveva scoperto il mistero di quella carta da parati. Mi ha raccontato che dopo essere andato a coricarsi ha sentito delle chiacchiere provenienti dallo sgabuzzino, visto che non aveva toccato l’alcol non si capacitava di sentire quelle voci provenire dallo sgabuzzino dove c’erano solo delle scope, le scarpe e la nuova carta da parati. La carta! Corso nello sgabuzzino ha riconosciuto distintamente la sua voce e la mia, erano le chiacchiere che avevamo scambiato nel corso del pomeriggio e la carta aveva registrato tutto, fino all’ultima sillaba, capite? Ha avvicinato il telefonino alla carta così anch’io ho potuto distinguere perfettamente le voci. “Ora finalmente mi credi”, mi ha detto piangendo! Immaginati tutte quelle persone che si sono sentite rimbalzare addosso le proprie chiacchiere, magari anche quelle che non si possono dire, una moglie che parlava con l’amante al telefono e poi la carta ha vomitato in faccia al marito la telefonata. Questa registrava tutte le voci e poi a distanza di qualche ora ributtava tutto fuori e chiunque poteva sentire tutto. Ora si spiega la disperazione di certe telefonate, di chi non osava dire nulla per la paura di essere preso per pazzo, già perché chi può credere che una carta da parati, pur se svedese, può arrivare a tanto? Un ricettacolo di chiacchiere, brutte parole che si dicono nella quiete domestica e la carta magari in un momento sbagliato, alla presenza dei diretti interessati, tirava fuori tutto. Una dannata carta da parati svedese, presa a poco prezzo, con la quale era possibile incrementare i propri guadagni...
Chiusa la telefonata non ho osato dir nulla a mia moglie, alla quale ho raccontato semplicemente che Attilio si sentiva poco bene, così mi sono girato dall’altra parte, ma non ho chiuso gli occhi e sono rimasto sveglio per tutto il resto della notte, quella storia era troppo grossa. Ecco, quella è stata anche l’ultima volta che ho parlato con Attilio, è passato più di un anno, ma di lui non ho più avuto notizie. So che era andato dal suo rivenditore di fiducia, ma poi... Ho anche pensato di andare dalla Polizia e raccontare tutta questa storia, ma con quale risultato? Mi avrebbero appoggiato una mano sulla spalla e avrebbero chiamato mia moglie per condurmi a casa. Così mi sono tenuto tutto dentro e lo avrei fatto ancora per molto tempo se nei giorni scorsi non avessi incontrato in ascensore un tappezziere che stava salendo al quarto piano. Come va, gli ho domandato? Non me ne parli, mi ha risposto, la signora del quarto piano è la seconda volta che mi chiede disperatamente di cambiare la carta con la quale le ho tappezzato la sala, ultimamente la gente da cui vado a tappezzare ha comportamenti strani. Io sono sceso al terzo piano l’ho salutato e sono entrato in casa angosciato. Ci siamo, quella dannata carta è arrivata anche nel mio palazzo e prima o poi prenderà possesso di tutto, io forse sono tra i primi che ha il coraggio di parlarne, mi raccomando fate attenzione, fate molta attenzione ai peccati... perché tra noi c’è la carta da parati!
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