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Thriller - testi pubblicati - T

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di Gabriele Galeotti

Alcuni testi di thriller in ordine casuale

L'essenza della vita

Basta,era successo. Tutto era finito. Sidney Jhonson sentiva le lacrime scorrere sulle guance delicate e rosee. La accarezzavano dolcemente,mentre scivolavano via.Ania era morta.Questo pensiero le impediva di pensare lucidamente.Le annebbiava la testa,gli occhi,il cuore.Ania era morta.La voce infida della sua coscienza si ripresentò.Sua sorella era morta,e presto anche lei.Osservò l’alba,il sole nascente.«Qualcuno nasce e qualcuno muore»-si disse.Pensò...

OPERA SEI di David Riva

Hao Myung, il chirurgo estetico che ha spostato il limite del Tollerabile, è un artista. Ester, la bellissima Ester che odia il suo corpo perfetto, sceglie di essere la sua opera più ambiziosa. Metafisica è l’organizzazione che vuole trarne profitto. Ivan deve tornare in azione, dopo tanti anni d’esilio. Ivan deve riportarla a casa. Colui che prima era folle ora è genio, e poi sarà limite.

L' ultima isola

Cap 1 Erano passati molti anni dall’ultima volta in cui Susan e David si erano concessi una vacanza. Specialmente dopo la perdita del loro bambino, nato prematuro al sesto mese di gravidanza. Quel terribile evento aveva distrutto la loro vita e avevano vissuto per lungo tempo in una specie di letargo, incapaci di reagire al dolore. Si erano allontanati da tutto e da tutti, in uno stato di tale disperazione, senza alcuna via d’uscita. Sentivano come se la loro stessa vita si fosse...

The Angels Rules

Il telefono del mio ufficio cominciò a squillare destandomi da quel torpore al quale mi ero lentamente adattato, non volevo nemmeno rispondere, tanto sapevo che con ogni probabilità qualcuno aveva sbagliato numero Era molto difficile che ci chiamassero a quell’ora di notte, gettai lo sguardo verso la parte opposta della stanza fino alla scrivania della mia partner che molto lentamente si alzò ed andò a rispondere al telefono “Distretto di polizia, dica...

L' ombra nello specchio

Cap 1 L’aria era fredda e umida, e mentre camminava in punta di piedi sui ciottoli del vialetto, sentiva i brividi incresparle la pelle ricoperta appena da una leggera sottoveste. Era angosciata e impaurita. Non sapeva perché si trovava in quel posto ma sapeva che doveva andare avanti e proseguire in quel percorso buio e tortuoso che si snodava di fronte a lei. Quel viale stretto che andava a confluire dritto dritto dentro una lunga siepe circa una ventina di metri più...

Fantasmi

Mattina presto. Malgrado non ne avesse più bisogno non riusciva a svegliarsi più tardi delle 7. Mancanza di bisogno di sonno o indotto senso di responsabilità? Se lo era chiesto tante volte; senza risposta, come tante altre domande. Un’occhiata alla stanza, sempre la stessa. Sorrise pensando al disordine che regnava nella sua casa. Malgrado tutti i buoni propositi nessuno aveva come dono quello dell’ordine. Una famiglia tutto genio e sregolatezza,...

Virgole nere

Una virgola nera sul muro graffiato. Un quadro astratto, di quelli impossibili da decifrare se non nella testa del pittore. Faccio fatica a restare sveglia nella mia brandina, gli occhi mi si chiudono in continuazione. Apro e chiudo a scatto le palpebre. Ogni volta che metto a fuoco la parete bianca, la virgola è lì. E la mia mente, lottando contro l’istinto di dormire, cerca nuove interpretazioni. Una piccola mezza luna, forse. Un’unghia che ha solcato l’intonaco...

Metrò

Cap 1 "E dai su muoviti!! Accidenti a te!! Il semaforo è verde, che aspetti a partire??" sbottò Audrie cominciando a suonare il clacson come un’isterica, contro la macchina ferma all’incrocio davanti a lei. Aveva una fretta indiavolata e non poteva arrivare in ritardo. Ma quello, o quella, davanti a lei non accennava a muoversi. Stava quasi per scendere dalla sua auto, furiosa come non mai, quando l’altra finalmente si mosse. A quel punto affondò...

La pecora bianca

È passato quasi un quarto di secolo, eppure ricordo quasi tutto di quella domenica, anche se con i contorni sfumati tipici del sogno: un brutto sogno. Rivedo la pecora bianca, è impressa nella mia memoria da allora, come lo era sulle pagine di quel libro dalla copertina azzurra. Era una primavera, verso la fine degli anni Settanta, nei boschi intorno ad un piccolo centro del Lazio settentrionale, vicino Viterbo. Eravamo partiti di buon mattino, una ventina di ragazzini e quattro...

La città senza nome

Cap 1 Il sole era allo zenit, e l’aria era così bollente da mozzare il fiato. I cavalli arrancavano col carico umano che portavano sulla schiena lasciando sulla sabbia le tracce profonde del loro passaggio. Marciare con quel caldo torrido che bruciava la pelle era uno strazio disumano. Il vento del deserto soffiava caldissimo, sollevando a tratti nuvole di sabbia che graffiavano il viso come carta vetrata. Avrebbero voluto fare una sosta per riposare, sperando di trovare al...