Scrittori
.: Home page .: Preferiti .: Testi pubblicati .: Libri .: Link utili .: Login
Cosa cerchi ?

Surreale - testi pubblicati - S

Sei in: Autori emergenti > testi pubblicati > Surreale > S

di Teodoro De Cesare
di Diego Di Dio

Alcuni testi di surreale in ordine casuale

Ridere

ridere, per guardare le cose in faccia ridere, solo per fare qualcosa ridere, da sempre ridere ridere & piangere, senza vie di mezzo piangere, se la musica s’è spenta ridere, ci sono ben poche cose, ancora, capaci di farmi ridere... teniamo fuori da noi la maggior parte delle sensazioni, non ci sforziamo di capirle; io ho ascoltato: c’erano suoni strani, distanti, e infinitamente piccoli, come ronzii; motori, discorsi napoletani sussurrati ed una radio in lontananza &...

Importante

IMPORTANTE Informo chiunque legga questo testo che ho bisogno del suo aiuto, ho subito un furto. Tempo addietro ho scritto un simpatico componimento che volevo pubblicare in questi spazi, mi ci ero impegnato veramente molto ma non lo spedivo ancora perché non lo sentivo completo,ero anzi in dubbio sulla validità del mio lavoro. Fatto sta che oggi un mio amico, a cui erano già noti i miei scritti, mi viene a dire che ne ha letto uno uguale al mio proprio qui: diciamo...

Voleva trovare la luce

Voleva trovare la luce. Le avevano detto che il giorno in cui l’avebbe trovata,avrebbe scoperto la felicita’. Felicita’ vera,non piu’ quel velo effimero pronto a scivolare dalle mani appena lo sfiori. Doveva trovarla di notte la luce. Durante il giorno,sotto i raggi di quel sole implacabile,tutto sembrava risplendere in riflessi artificiali e ingannevoli. Invece quella che cercava era la "sua" luce,luce privata. Si mise a cercare da ogni...

La sindrome dell\'abito

Salve amici di Storie, Mi permetto di inviarvi un mio breve, anche se non so fino a che punto, racconto. Scrivo perché mi diverto, ma penso che scrivere sia una delle cose meno divertenti in assoluto. Il racconto"La sindrome dell’abito" è un’azione palestrata e mi scuso mi scuso per questo orribile termine, sul verbo abitare oggi più che mai metronomo della nostra vita. Ho 34 anni e mi costringo a chiamarmi Gianluca Parravicini. Cordiali saluti. La...

Ibrido della massa

Sono sempre stato convinto della democrazia, dell’utopico potere del popolo, delle polis greche in cui gli uomini decidevano le sorti degli uomini ed i vecchi andavano a morire fuori città... Sono sempre stato convinto che Machiavelli avesse molte più cose da dire sul ‘Principe’... Sono convinto che, novanta su cento, la massa si sbaglia... credo che sbagli per la mancanza di politici... Berlu-sconi non è un politico (è un commerciante!), Prodi...

Destrutturiamo tutto

Destrutturiamo tutto, gli scheletri allegri danzeranno sui davanzali spenti dei tubi catodici; il sistema che, crolla di fronte agli occhi fissi sui manifesti elettorali, non è più non sarà non diventerà per chi ha coraggio: ribaltamento delle idee. (intanto dietro le quinte) L’attore si prepara si concentra riflette sul fruscio dei costumi: la maschera che piange la maschera che...

Le luci della città

Le luci della città. Ultimo gradino, sorpassato con estrema facilità. Sullo scorritore di immagini situato "in front of view" leggo parole amorfiche, il videoproiettore riflette sfaville di volti e di sentimenti sulla pietra grezza della città che mi segue al passo, che mi stordisce. Carni e lacrime si sfrantumano in una miriade di riflessi. La confusione più totale prova ad assumere una forma e tutto avviene nella mia testa, uno spazio troppo piccolo...

Una specie di editto

Sulla Terra è giunto il sentore che il Sole non crede al clamore di una grande richiesta di Amore. Come ogni Astro pieno di fuoco non ci riflette meno di poco ad inventare un nuovo tipo di gioco. Allora proclama una specie di Editto che si capisce solo in Egitto, dove ne traggono un grande profitto. Se giusto questo non ti pare. alle Poste puoi andar a reclamare, dove il tuo modulo potrai compilare. Ma sì, in quello stesso frangente lì arriva un sacco di...

Morte di un Dio

L’alba, o meglio, quel pallido tepore rossastro stava nuovamente sorgendo. Sentiva già formicolare il sangue vivo e pulsante nelle estremità, mentre il sonno lentamente lo abbracciava. Volse lo sguardo a ovest, dove il cielo scuro era ancora rassicurante e lasciò cadere quei miseri resti. La poltiglia umana scivolò oltre il bordo e rovinò più volte prima di sparire nel buio sottostante. Il pasto non l’aveva soddisfatto, ma doveva accontentarsi di quel poco che riusciva ad arraffare. La terra...

II

Ebbe occasione di dar vita ad altri compagni di vita, aveva letto che Dio creò il primo uomo perché si sentiva solo: sentirsi Dio occupò alcuni dei suoi giorni. Giorni che scorsero come la luce rossoscura di un geranio scorre su di un insensibile. - Cosa si può desiderare di più grande dell’essere Dio?- scese, questa domanda, insieme all’acqua della doccia e gli sembrò incredibilmente inedita. Così volle tenerla con...