Quello che non t'aspetti - di Mariodepascale
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© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 09/06/2009 alle ore 11:25:28
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La signorina Concetta T. non ne aveva mai voluto sapere di sposarsi ed ora era tenuta quasi in fama di santità da tutto il vicinato.
Quella vecchietta che si alzava alle prime luci del giorno e, estate o inverno, si metteva davanti alla porta della Chiesa della Madonna del Carmelo, aspettando pazientemente che il sagrestano Liborio si decidesse ad aprire, veniva additata da tutti come esempio da seguire per la sua devozione.
La vera ragione di questo fatto però era nota soltanto a pochissime persone, dato che la maggior parte di coloro che erano a conoscenza delle cose segrete della donna erano passati già a miglior vita. Neppure il parroco don Alberto, che pure era il suo consigliere spirituale, ne sapeva molto di più: infatti, la vecchietta, quando aveva deciso di confessarsi per ripulire l’animo dalle vicende del passato, si era rivolta ad un altro sacerdote, non solo di un’altra parrocchia, ma era andata addirittura a Loreto, per meglio confondersi tra la massa dei credenti ed avere un solo occasionale incontro con quel pretino con cui aveva vuotato il sacco e che sperava di non incontrare più per il resto dei suoi giorni.
Perciò, adesso quelli che confessava a don Alberto, rigorosamente ogni sabato pomeriggio, erano peccatucci spiccioli, quasi come avviene ad uno che ha vissuto da crapulone e da smodato per tutta una vita e decide alla fine, dietro pressante consiglio dei medici, di passare ad una dieta leggerissima, quasi da fame. In realtà, il paragone calza a pennello, perché la donna (ed era l’unica cosa che sapevano i pochi sopravvissuti che erano all’incirca suoi coetanei) aveva vissuto una vita, diciamo così, alquanto allegra e senza mai porsi limiti nei rapporti con l’altro sesso.
Tutto sommato, però, la cosa rientrava abbastanza nei limiti della normalità; anzi, c’era ancora qualche amica che la invidiava perché aveva saputo godersi la vita e qualche vecchio, diciamo ex-amico, che la benediceva per quei momenti di felicità che gli aveva concesso.
Restava, perciò, misteriosissimo il motivo per cui da gaudente benefattrice, di sé e degli altri, si era improvvisamente trasformata in una pia e devota donna di chiesa.
La signorina Concetta teneva gelosamente nascosto il suo segreto, ma Ileana, la badante romena che la aiutava per le faccende personali, un giorno osservò che la vecchietta distrattamente aveva lasciato aperto un cassetto, che invece restava sempre ermeticamente chiuso in sua assenza.
Sapendo che la curiosità è donna, non ci si può meravigliare se immediatamente Ileana andò a ficcare il suo bel nasino in mezzo alle tante carte che vi si trovavano.
Scartabellando lì in mezzo, la badante si trovò così improvvisamente a scoprire il grande segreto della signorina T.: in effetti, era un vero scandalo, almeno per quei tempi.
Le lettere che stavano lì dentro raccontavano la storia di una grande passione della signorina Concetta, ma non per un uomo, bensì, oh scandalo tremendo!, per un’altra donna.
I torbidi particolari degli incontri segretissimi con la signora Olga D. R., appartenente ad una delle famiglie più importanti dell’aristocrazia della città, rivelavano la profondità di una passione travolgente, in grado di provocare la rovina sua e della sua famiglia, se fosse venuta alla luce.
Di fronte all’atroce dilemma se porre fine alla relazione o affrontare lo scandalo, le due amanti avevano deciso di addolcire la loro vita con una scatola di cioccolatini della ditta Supercacao.
Che c’entra? Come, che c’entra?
Ah, si era dimenticato di avvertire i lettori, all’inizio, che questo è un progetto di trama per uno spot pubblicitario.
Forse ci sarà da fare qualche taglio, qua e là, ma questo non toglie che, alla fine, si riuscirà ad ottenere un buon incremento delle vendite del prodotto.
