Surreale - testi pubblicati - Q
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| di Mariodepascale |
Alcuni testi di surreale in ordine casuale
Da rendere omaggio
Invitante Una bella volta ancora. Inarcata più di una semplice forma. In-portante. In bella mostra. Invadente ed insolente. Smerigliato. Con sopra tatuata la mia anima O segnato da impudiche mani. È così splendido! Girato e rigirato come da compasso. Ed è da tutti è risaputo che il sublime òa 360°! Ne di più, ne di meno Se lo rigiri tutto!Post office/il vecchio e il mare
Un tipo se la beve della grossa, ma proprio tanto. Un giorno sta con le sue birre e alcolici vari sulla spiaggia e vede una barchetta lasciata li, con i remi sopra. Essendo sbronzo da più di due giorni ci sale su e va verso l’orizzonte. A un certo punto, non troppo lontano dalla riva, becca il mare grosso e decide che è il momento giusto per aprire qualche superalcolico. Il tempo peggiora e lui si mette ad urlare contro il cielo delle stronzate da ubriaco, poi vede una...Il potere della mente!
Quando cadde la bonaccia sul maremagno dei disordini etilistici in cui s’era voltolata la brigata, si avvertì nella sala dove s’era posto bivacco un senso ondoso di accasciamento, di spossatezza, e sì che aveva tardato a manifestarsi, viste le antecedenti scompostezze prodigate. Erano convenuti infatti, per l’occasione, i più eminenti rappresentanti dell’università della crapula, la vera crema del bagordo professionale, i campioni invitti...La sindrome dell\'abito
Salve amici di Storie, Mi permetto di inviarvi un mio breve, anche se non so fino a che punto, racconto. Scrivo perché mi diverto, ma penso che scrivere sia una delle cose meno divertenti in assoluto. Il racconto"La sindrome dell’abito" è un’azione palestrata e mi scuso mi scuso per questo orribile termine, sul verbo abitare oggi più che mai metronomo della nostra vita. Ho 34 anni e mi costringo a chiamarmi Gianluca Parravicini. Cordiali saluti. La...Morte di un Dio
L’alba, o meglio, quel pallido tepore rossastro stava nuovamente sorgendo. Sentiva già formicolare il sangue vivo e pulsante nelle estremità, mentre il sonno lentamente lo abbracciava. Volse lo sguardo a ovest, dove il cielo scuro era ancora rassicurante e lasciò cadere quei miseri resti. La poltiglia umana scivolò oltre il bordo e rovinò più volte prima di sparire nel buio sottostante. Il pasto non l’aveva soddisfatto, ma doveva accontentarsi di quel poco che riusciva ad arraffare. La terra...Estemporaneo
12.45 Pausa pranzo. Oggi il panino lo mangio alla terza panchina, è la terza diversa in tre giorni, sto indagando ogni espressione. Devo correre o il quotidiano di qualcuno mi fa saltare il piano, c’è un bel sole, ottimo per guardare i riflessi su un volto in movimento. Troppo tardi, panchina occupata da un duo di briscola. Ok anticipo il piano di domani, quarta panchina a sinistra.Arriva. Arriva prima l’ombra, ma è bellissima, potrei provarci così:"sai...Agatha e il silenzio
Personaggio: Agatha, una ragazza diciottenne in cerca di se stessa Luogo: un’aula scolastica vuota (La luce fioca illumina un banco, al quale è seduta Agatha, con le gambe accavallate, mentre guarda davanti a sé) Sabato... Sabato pomeriggio... (scuote la testa) Trascorso qui a scuola... E poi per quale stupido motivo? (un attimo di pausa, ma subito riprende) Mi credono pazza! Sì, pazza! Solo per aver esposto qualche...Autobiografia d'un ritratto
Il talento fa quello che vuole, il genio fa quello che può. Dacché nessuna delle categorie di cui sopra si azzarda ad irretirmi, nasco (tramontando), come scrittore, al seguito d’un iniziato depensarmi disilluso figlio di sterile pensarsi. Arduo nasce quest’io schiavo dell’inchiostro, come co-natus di impersonale volontà creatrice. De-scrivere il volersi impossibilitato da sempre ineguali se stessi: inizio, fine e mezzo della mia opera...Quello che non t'aspetti
La signorina Concetta T. non ne aveva mai voluto sapere di sposarsi ed ora era tenuta quasi in fama di santità da tutto il vicinato. Quella vecchietta che si alzava alle prime luci del giorno e, estate o inverno, si metteva davanti alla porta della Chiesa della Madonna del Carmelo, aspettando pazientemente che il sagrestano Liborio si decidesse ad aprire, veniva additata da tutti come esempio da seguire per la sua devozione. La vera ragione di questo fatto però era nota soltanto...Le solite cose
L’aria era già calda quando decise di lasciare quel letto e forse non ancora cosciente, con gli occhi sbarrati, quasi a volersi proteggere dalla luce scagliata da quella vecchia finestra, si alzò e contemporaneamente, con genetica precisione, incalzò le sue antiche ciabatte. Seduto sul letto, ma con i piedi per terra, si chinò in avanti portando le mani sulle ginocchia e solo allora i suoi orecchi sentirono il suo respiro e dunque si...
