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Surreale - testi pubblicati - P

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di Qfwfq
di Gioacchino De Padova

Alcuni testi di surreale in ordine casuale

Analitici Primi e Secondi

Ridendo e scherzando, Cialledda si era fatto venticinque anni di galera per un delitto che non aveva commesso. La carriera di Cialledda era appunto cominciata venticinque anni prima, un periodo in cui ancora non sapeva di possedere mente criminale, raffinata intelligenza, predisposizione all’assassinio ed al farla franca. Poco dopo però, fior fior di psichiatri, giudici, avvocati, professori nonché i suoi amici e parenti tutti, glielo provarono e giurarono tanto che Cialledda non poté...

E INVECE NO

Foschia apparente , nebbia sottile, le vedo passando per questi sconosciuti luoghi, tra alberi ribelli, pioggia e tanto tanto vento. Pendii scoscesi, ripide salite mentre sto passando confuso tra incertezza e misteriosi pensieri, ma non son solo in questo stupido viaggio che non sembra aver senso, trascinato da visi che sembro conoscere. Non mi interessa niente, voglio solo capire quello che sto facendo ma non sembra esser facile con questa nebbia; mi sono perso un’altra volta, diamine,...

Una specie di editto

Sulla Terra è giunto il sentore che il Sole non crede al clamore di una grande richiesta di Amore. Come ogni Astro pieno di fuoco non ci riflette meno di poco ad inventare un nuovo tipo di gioco. Allora proclama una specie di Editto che si capisce solo in Egitto, dove ne traggono un grande profitto. Se giusto questo non ti pare. alle Poste puoi andar a reclamare, dove il tuo modulo potrai compilare. Ma sì, in quello stesso frangente lì arriva un sacco di...

Il signor G

Il signor G Era giunto il momento di agire. Dopo la giornata appena trascorsa una delle più brutte, se non la più brutta, il signor G, era deciso. Finalmente aveva deciso. Si sedette davanti al computer con indosso la sua giacca da camera a quadrettoni. Alle sue spalle le luci dell’hotel Corso, accese nella notte, si mescolavano alla pioggia che dalla mattina non era mai cessata. Ma questo adesso non era importante. All’improvviso la calma si impadronì di lui, e questo succedeva...

Le solite cose

L’aria era già calda quando decise di lasciare quel letto e forse non ancora cosciente, con gli occhi sbarrati, quasi a volersi proteggere dalla luce scagliata da quella vecchia finestra, si alzò e contemporaneamente, con genetica precisione, incalzò le sue antiche ciabatte. Seduto sul letto, ma con i piedi per terra, si chinò in avanti portando le mani sulle ginocchia e solo allora i suoi orecchi sentirono il suo respiro e dunque si...

I padroni del mondo

I padroni del mondo - Rita, hei, Rita, suonano alla porta, non senti, Rita?- L’uomo è stravaccato sul divano. Mutande e canottiera, piedi nudi. Una sciarpa bicolore gli pende ai lati del collo. Un pò di calvizie tra i capelli stinti, pancetta. - Vai tu, caro, io non posso. Sto preparando i salatini e ho le mani impegnate. E tutte unte. Apri tu, Tino, per cortesia.- Tino caccia giù i piedi dal bracciolo, appoggia la birra sul tavolino, vicino al telecomando. Sbuffa, poi rutta, trova...

I

I Entrava con il piede destro in qualsiasi porta gli si ponesse di fronte, ma si rifiutava di cedere all’idea d’essere ossessivo-compulsivo. La sua famiglia gli aveva insegnato sin da piccolo a non credere nella psicanalisi, avrebbe capito solo da grande il motivo; sono solo coincidenze, gli dicevano. Capì di possedere una psiche in un giorno di un mese che non avrebbe più ricordato, quando provò piacere nel non rispondere a sua madre che lo chiamava dal...

Autobiografia d'un ritratto

Il talento fa quello che vuole, il genio fa quello che può. Dacché nessuna delle categorie di cui sopra si azzarda ad irretirmi, nasco (tramontando), come scrittore, al seguito d’un iniziato depensarmi disilluso figlio di sterile pensarsi. Arduo nasce quest’io schiavo dell’inchiostro, come co-natus di impersonale volontà creatrice. De-scrivere il volersi impossibilitato da sempre ineguali se stessi: inizio, fine e mezzo della mia opera...

Quello che non t'aspetti

La signorina Concetta T. non ne aveva mai voluto sapere di sposarsi ed ora era tenuta quasi in fama di santità da tutto il vicinato. Quella vecchietta che si alzava alle prime luci del giorno e, estate o inverno, si metteva davanti alla porta della Chiesa della Madonna del Carmelo, aspettando pazientemente che il sagrestano Liborio si decidesse ad aprire, veniva additata da tutti come esempio da seguire per la sua devozione. La vera ragione di questo fatto però era nota soltanto...

Gioghi di parole

/Due amici discorrono al bar.../ M: "Scrivere, eheh, scrivere... Ma anche scrifinte. Ma anche bacino, se vogliamo, quindi..." L: "...Quindici?" M: "Ma no ! Quindi molto affetto, ergo salame (se vogliamo specificare, sacoltello)..." L: "Ah ! Coltello ! In compagnia!" M: "In campagna!" L: "In Campania!" M. "In campana!" L: "Ma allora suona!" M: "Si, suono io!" L: "Suoni o...