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Mattone Bagnato - di GattoRandagio

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© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 30/10/2007 alle ore 15:15:01

 

L'autore si assume la responsabilità di quanto pubblicato.

 

MATTONE BAGNATO


Capitolo 1: Noia analogica & digitale

’Parlavo ieri sera con una protuberanza stradale, di come al giorno d’oggi sia difficile trovare un hamburger decente.’
Hans era solito recitare la sua parte preferita della commedia ideata da Kaxter ed intitolata ’Soda Olocaustica’.
’Hans, Hans... fermati un secondo a riflettere, che giorno è oggi?’
La figura di Hans assume un rilievo metallico attraverso la struttura tubolare che mi avvolge.
’Perché ti lamenti tanto Leghen? Alla fine è ciò che va di moda in paradiso: ossservare Leghen lamentarsi. Dì Leghen, ti andrebbe un altro fiasco esistenziale? Su in paradiso si stanno grattando le palle da qualche ora.’
Leghen tagliò alcuni peduncoli in gomma sintetica e staccò il cavo centrale. ’Fanculo Hans, non mi sei di nessun aiuto stasera.’


Capitolo 2 : Purification-go

Aprì l’oblò numero 7893 e ne estrasse una lettera spedita qualche secolo prima e mai arrivata a destinazione. Conteneva il testamento spirituale di un certo Cho, un tale che aveva seccato qualche decina di ragazzini in una scuola. ’Ah, interessante, un altro schizzato. Peccato non abbia avuto tempo di elaborare una strategia più vantaggiosa. La natura sembra essere impazzita. Come una malattia terminale riproduce il difetto all’infinito senza nessun rispetto per l’equilibrio vitale. Questo è l’essere subumano oggi, un virus terminale, troppo numerose le sue unità per poterlo fermare ora. Non ne vale la pena. Meglio assaporare assenzio e denigrare questa massa di stolti.’
Leghen contemplava un video di propaganda nazional socialista e si scolava la solita birra.
Di fianco a lui M7317 preparava la roba per un viaggio di purificazione spirituale.
Ma vaffanculo porca m******a.
’Cresciuti per essere stupidi!’ La voce effeminata di Fucksino riecheggiava tra le strade bagnate della metropoli devastata. Brodi, Merdinotti, Berluscoioni... Se non altro i pollitici attuali dimostrano inventiva nel darsi nomi demenziali.
Il nuovo manifesto sociale era stato chiarificato ed esposto sulla pubica piazza: ‘non avrai altro dio all’infuori della tv e dei calciatori. Onorerai i politici e i parassiti sociali, commetterai adulterio, omicidi & lavaggi del cervello.’


Capitolo 3 : Taxi !

Ostentavo una certa voglia di sesso orale alla commessa del mercato super del settore MLP32. ‘Signore, si contenga, sta perdendo liquidi organici sul registratore di cassa. Ah, un attimo. Un messaggio tubolare. Per lei, signore. E’ un’altra delle sue lettere inesistenti. Fallimenti esistenziali. Sa com’è. Oggi abbiamo un’offerta speciale sui tamponi per l’anima. Anche sull’etere etilico. Le interessa ? Signore ! Mi sta bagnando il lettore ottico !’
Archivio la lettera e con l’aiuto di un panno sintetico asciugo il brodo primordiale che, grazie all’irradiazione laser, ha iniziato a produrre organismi prebiotici.
‘Quanto fa ?’ La cassiera mi domanda quanto voglio per donarle il panno prebiotico, credo abbia intenzione di coltivare microcloni nella sua cantina asociale.
‘Diciamo la spesa ?’. La cassiera annuisce. E anche oggi me la sono cavata abbastanza bene. Sto studiando un metodo simile per ottenere prestiti bancari a decorso infinito. Pensavo a mescolare parti uguali di secrezioni linfatiche, pus e sperma.
Mi saprete dire voi se è una buona idea.
‘Taxi !’ Per tornare a casa oggi non ho voglia di farmela a piedi ; la strada è particolarmente ostile. La mescola arroventata dai raggi solari di questo sole di maggio assurdo, la pioggia radente come lamette da barba.
‘Taxi !’ Per tornare a casa.... L’ho già detto ? Scusate. Ero sovrapensiero.
‘Taxi !’ Uno si ferma. Un taxi grigio metallizzato. Il conduttore grigio-metallizzato. La mia noia grigio-metallizzata.
‘Mi porti dove vuole, purché non sia dove sono già stato. Ah, e si ricordi di abbassare i finestrini, nel caso dovessimo incontrare perturbazioni umane.’
Il conduttore emette un ronzio simile a quello degli orologi di precisione durante la carica, ma amplificato. ‘F-annnn---nnnnn-ooooo fffffff....’ Si è bloccato ancora. Gli tiro una ceffa sul retro della scatola-mentale. Plack. ‘Fanno 10 soldi e 3 carcasse di insetto Feplon’. Estraggo un fazzoletto chiuso a fagotto. Coniente una quindicina di carcasse di insetto Feplon e delle monete in PVC. ‘Ecco qua.’ Inserisco la cifra richiesta nel salvadanaio in acciaio cromato. ‘Bene signore. Dove La devo portare ?’ Infastidito dalla richiesta, certo che il conduttore non abbia capito un cazzo di ciò che gli avevo richiesto, gli tiro un’altra ceffa sulla scatola-mentale.
‘Ah certo, dove non è mai stato. Posso suggerirLe il Tenny’s ? E’un ottimo bar per persone-che-non-sono-mai-state-da-qualche-parte, e Vi può trovare dell’ottimo assenzio.’
Il motore al plasma vince l’inerzia della carcassa grigio-metallizzata su cui mi trovo. Dopo una decina di minuti, siamo al Tenny’s.


Capitolo 4 : Ho forse dimenticato le chiavi della cantina ?

Chiudo con un colpo secco la porta del taxi e saluto il conduttore con una ceffa sulla scatola-mentale (altrimenti sarebbe rimasto bloccato nella posizione-saluto fino a che qualcuno non gli avesse tirato una ceffa sulla scatola-mentale).
‘Da Tenny’s’ sull’insegna al neon, plasma scorrevole all’interno di tubulari in gomma indurita come lunghe salsicce fluorescenti.
Lampadine bruciate si frantumano sul marciapiede davanti a me. Alcuni divanetti-pr si sporgono dalle finestre al primo piano. ‘Venga al Tenny’s signore, stasera la musica è deeeeeecisamente IN’
Ammiccano coi cuscini in gommapiuma laccata mentre lampade seducenti si strusciano sulle tende universitarie.
Una serie di personaggi viene inoculata dalla pompa pneumatica, facente parte del meccanismo della porta scorrevole, mentre simpatici portinai svuotano tasche e cervelli per rendere la serata più interessante.
‘Senti, non spingere checcazzo.’ Sono in coda alla cassa quando un fondamentalista ebreo mi spintona per farsi spazio tra due catechiste intente a masturbarsi reciprocamente. Prendo l’ebreo per le treccine e gli intimo di scusarsi. Una ceffa sulla scatola-mentale non sortirebbe effetto. Lo congedo con un calcio in culo. ‘E non farti più rivedere !’ Le catechiste stanno per venire. Io provvedo a filmare il tutto col polsino-spione (è sempre bene indossare la camicia multifunzione per le serate di questo tipo). La registrazione è stata impressa nel taschino magnetico. A casa potrò riguardarmela in tutto relax.
Entrato al Tenny’s sbraccio violentemente per abbattare la spessa cortina di fumo tossico e sagome di cartone utilizzate per mimare clienti soddisfatti ed indurre i clienti in carne ed ossa a soddisfarsi.
‘Un boccale grazie.’ Prelevo la mia birra e mi immergo nella matassa semi-umana. Un conglomerato di insetti, computer attivisti-per-il-pacifismo e femmine flexibili danza impastandosi lentamente al ritmo della musica synth-pop.
Appoggiato alla parete ammorbidita, mi gratto la scatola-riproduttiva menre una femmina asenziente, a cui hanno già estratto il cervello per riutilizzarlo come concimante in qualche risaia cinese, mi ricambia gli sguardi a Pi-greco. Mi avvicino stimolando il tappeto in metallo liquido. Un nano da giardino mi ha anticipato. La femmina mi guarda annoiata e mi annulla voltandomi le spalle. Se ne va col nano da giardino lasciandomi, come al solito, solo.
La serata continua copia-carbone dei primi 2 secondi da quando ero entrato. Inizio a notare le bruciature sui lati della pellicola. Il filmino è finito da un pezzo ma il proiezionista lo riproduce in continuazione. Mi disse poi che era la sua parte preferita. Quella della femmina col nano da giardino intendo.
Al banco noto due zainetti discutere animatamente di compiti in classe, esami di analisi, e su quale compagna di classe faccia meglio i pompini alla bocca del termosifone.
Torno a casa con un caffè depresso a tenermi compagnia.


Capitolo 5 : Infezioni otomastoidee

Avrei voluto dare più dettagli sulle caratteristiche tecnologiche e sociali del mondo immaginario in cui questa storia è ambientata. Ma non credo ce ne sia bisogno.
Fate finta di trovarvi in una sorta di mélange tra vari film di fantascienza più o meno riusciti ed apprezzati. Dai film di serie B ai successoni di Polliwood. Mettete assieme tutti questi film, mescolate i materiali di cui sono fatte le strutture portanti degli edifici, mescolate i personaggi, mescolate la composizione atmosferica, mescolate i nomi del pianeta preferenziale. Adesso fate bollire il tutto per 10 minuti, aggiungete un pizzico di sale e abbondate di curry e uovo al tegamino.
Sintonizzatevi sul solito varietà per lobotomizzati di Mediashit e condite con soubrettes, presentatori e pubblico. Ricordatevi di impastare bene il pubblico per evitare la formazione di grumi di sorridori.
A cottura ultimata, sfornate ed assaggiate. Adesso lasciatevi andare agli effetti allucinogeni di questa droga sintetizzata dalla crema della cultura moderna.

Ne sentite gli effetti ? Bene, allora possiamo proseguire nella nostra storia.


Capitolo 6 : Alterazioni del colore della tappezzeria lavabile

L’odore pungente del benzene si era sparso a tappeto nel locale gestito dai fratelli Bowas.
‘Scappate !’ Una voce amplificata al megafono cercava di essere più veloce del fronte di fiamma. Ma, come si sa, le due vanno di pari passo.
Migliaia di corpi carbonizzati vennero trovati il giorno dopo dalle sonde aeree inviate in perlustrazione.

L’unica colonia del settore NTM-30-X era stata rasa al suolo da un incendio divampato in seguito a cause mai chiarite.

La notizia era di rilevanza galattica. La colonia Eyran nel settore NTM-30-X era l’ultimo baluardo al riparo dalla pandemia interplanetaria conosciuta sotto la sigla di PLM (Physical Laws Mismatch).
Qualche migliaio d’anni dopo la prima esplorazione di oggetti extra-solari, l’intera galassia sarebbe stata colonizzata da 3 razze dominanti, tra le quali la razza umana. Mancavano 5 giorni alla colonizzazione dell’ultimo pianeta inesplorato, Frosh 5, quando la notizia iniziò a trapelare. Alcuni terraformers mostravano sintomi di una malattia sconosciuta e velocemente mortale. La malattia si espanse rapidamente in tutta la galassia, divenendo la prima delle 4 razze dominanti. Non si trattava né di un virus né di un batterio. Sembrava piuttosto una sorta di deformazione delle leggi della fisica, trasportata sotto forma di piccoli corpuscoli, nelle dimensioni, simili a virus.
La malattia provocava sintomi abbastanza evidenti nel giro di poche ore dal contagio. Nausea, perdita delle abilità motorie, coma, morte erano i più frequenti, ma la casistica era pressoché infinita. I sopravvissuti ovviamente non sviluppavano anticorpi di sorta. Si poteva essere contagiati più volte. La mortalità era attorno al 30%, ed il contagio era statisticamente certo su di un arco di tempo di 5-10 anni.
Molti eminenti scienziati non sapevano che fare di fronte a questo morbo. Chi può parlare di vaccino quando il germe è semplicemente una deformazione localizzata della struttura intrinseca dell’universo... le sue leggi fondamentali... mutate ? La stranezza era che il germe si ‘attivava’ solamente all’interno di esseri viventi di una certa complessità.
Alcuni casi studiati in laboratorio mostravano una sintomatologia veramente grottesca. Esempio. ««Paziente G65323, contagiato in data G-M-A, sintomi presentati: itterizia, forti dolori all’addome, forte nausea ed intossicazione del sangue con decorso mortale. Cause : il germe ha provocato un cambiamento, localizzato a livello del fegato, del valore della carica elettrica fondamentale, moltiplicandone il valore per un fattore 10000.»»

Il conto alla rovescia per l’estinzione di qualsiasi razza evoluta aveva spinto la lancetta quasi allo zero. Tuttavia, si cercava di lottare per la sopravvivenza. Alcuni impavidi si erano spinti verso il centro galattico ed avevano fondato la colonia Eyran. Si era notato che il livello dell’epidemia tendeva a calare man mano che ci si spostava verso il centro della galassia. Un limite era stato tracciato (tramite estrapolazioni) oltre il quale il germe non sarebbe potuto arrivare. Oltre quel limite era stata costruita Eyran. Vicino al centro galattico.
Ora però tutto era andato perduto. Un incendio aveva distrutto il locale dei fratelli Bowas. Nel locale, tutti gli abitanti della colonia stavano celebrando i 10 anni di vita sul piccolo pianeta.
L’estinzione ormai era una certezza...

Vi è piaciuta questa storia ? A me non molto. Manca di personalità e di qualche colpo di scena tipico dei film polizieschi.
Opterei per un qualcosa di più realistico ed a sfondo, diciamo, ‘investigativo’.


Capitolo 7 : Il caso della famiglia Jofner

Il paraurti spaccato in mille pezzi, la fiancata accartocciata ed i finestrini sparsi sul manto stradale, corpi martoriati dalla decelerazione violenta e dal contraccolpo verticale dovuto all’atterraggio sul cemento armato della pizzeria. Vodray analizzò in dettaglio tutti gli indizi raccolti sulla scena del delitto. Una famiglia intera (la famiglia Jofner), sterminata in quello che si voleva far passare come ‘incidente’, ma che Vodray sapeva benissimo essere un piano architettato da qualche mafioso di periferia per insaporire la sua vita metropolitana.

L’indoman.....


Capitolo 8 : Mattone bagnato

.....vzzzzzzzz

Leghen estrasse i due microcristalli attivi dalla plancia di navigazione e li gettò nel cestino. ‘Bah, anche questa volta non ha funzionato.’
Hans stava sorvolando il tavolo operatorio come una specie di palloncino indeciso se andare in alto od in basso.
Un segnale analogico venne convertito in digitale prima di essere passato direttamente alla cannula organica inserita nei polmoni del Lopper disteso sul tavolo.
‘Uahsfyeurhfsjdv7f8h3ujnsdkvlsd !!!’ Onde di pressione deformate in spasmi di sofferenza arrivarono alle orecchie sintetiche di Leghen.
‘Uh ?’ Leghen si voltò. Prese l’estintore e spense il fuoco divampato sul tavolo operatorio.
‘Maledetti Lopper di bassa qualità...’ Leghen posò l’estintore e si sedette a sorseggiare del liquido proteico.
‘Sai, anni fa un tale mi disse che basta essere felici e non pensarci. Come puoi pensare quando la tua mente è costantemente in affitto per conto di altre persone ?’
Hans blaterava come al solito, sospeso tra cellophones e poltroncine a gravità-zero. Sospesi in quello zero assoluto...

‘Alt’ Hans attivò la rotazione g. Tutto cadde con un sordo tonfo sul pavimento metallico. ‘Cazzo Hans ! Avvertimi quando metti in moto il rotore. Porca... mi stavo per spezzare una gamba.’

‘Da quanto siamo in questo vuoto cosmico ? Non vedo più nemmeno galassie all’orizzonte... sempre che esista un orizzonte...’
Leghen scrutava sullo schermo del computer le informazioni in tempo reale sulla loro posizione nell’universo. La missione ‘Infinity’ era cominciata qualche tempo prima. Leghen ed Hans decisero di abbandonare il loro pianeta natale in cerca di ciò che alcuni santoni definivano come il ‘confine dell’universo’ e che molti fisici di spicco davano per reale. Come avrebbe dovuto essere ? Era una svolta. Noleggiata una spazio-mover ad alta potenza e capienza, vi caricarono il materiale necessario alla sopravvivenza. Ora il computer li dava in un punto circa equidistante da diversi ammassi di galassie, ancora distanti dal loro scopo. ‘Hans, fammi sto favore, aziona il sistema di navigazione infinity e prova una direzione a caso. Ah, e settalo per una soglia di rumore di fondo di 30 dB’.
Hans azionò il propulsore infinity. In zero secondi si trovavano da tutt’altra parte. Il computer li dava di fianco ad una sorta di nebulosa molto allungata. ‘Questa è da esplorare. Dove siamo computer ? Dacci il riferimento rispetto alla Terra’. Erano a qualcosa come 10^65 anni luce dalla Terra. La distanza non era un problema. Il motore infinity era in grado di spostare materia ed energia tra due punti qualsiasi dello spazio in tempo zero. Bastava dargli una direzione ed una soglia di rumore, il motore si sarebbe arrestato quando nei paraggi si fosse trovato un certo quantitativo di materia e/o energia, appunto dati dalla soglia.
‘10^65....’ Voi chiederete: perché non spingere direttamente al massimo la soglia e trovare il confine dell’universo ? Beh, intanto non si poteva ‘passare attraverso’ corpi più densi della spazio-mobile, e, seconda cosa, il confine dell’universo poteva anche non essere... come dire... ai limiti dell’universo. Mi capite ? Il confine poteva essere semplicemente un punto da qualche parte all’interno dell’universo. Quello era lo scopo di Leghen ed Hans. Trovare il con-fine dell’universo. Non accontentarsi dei limiti spaziali. La loro vita veniva allungata indefinitamente da sostituzioni biomeccaniche e riparazioni improvvisate. I Lopper fornivano organuli di ricambio e tessuto nervoso. Ne avevano una scorta sufficiente. Inoltre, i Lopper, si riproducevano come conigli (qualcuno li aveva definiti ‘I conigli di Andromeda’).

‘Ci siamo Leghen ! Ci siamo !’ Hans andò in eccitazione adrenalinica nel momento esatto in cui Leghen stava masticando l’ultimo bastoncino nutritivo aromatizzato estratto dal sacchetto.
‘Che c’è Hans ? ‘
‘Guarda....’
Inserì un microcristallo per la registrazione ed aprì il pannello gigante su cui il computer riproduceva le immagini esterne, opportunamente filtrate dalle radiazioni.
‘E’..... spettacolare.... Cazzo.... E quindi è questa la fine.... Dopo tutti questi miliardi di anni passati a vagare nel vuoto cosmico, tra galassie, pianeti, stelle, nebulose, buchi neri e bianchi.... Questa è la fine dell’universo... Hans ? Hans ?’ ‘Leghen ?’
‘Cos’è questa sensazione di umido...acquatico... a perdita di nervo. Estensione all’infinito...’
‘Hans ?’ ‘Leghen ?’
Onde di marea e spiagge dimenticate all’ombra di scogliere viventi...

FINE