Il popolo dei RUGI, 2000 anni di storia - di Roberto Casati
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© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 24/10/2011 alle ore 18:01:44
L'autore si assume la responsabilità di quanto pubblicato.
Fa un certo effetto scoprire che una delle famiglie più famose del nostro
territorio che ha anche intitolati luoghi di rilievo come il Teatro del
Gorinello ad una personalità importante come Cesare Rugi, abbia radici così
antiche ed addirittura possa derivare da un popolo ben preciso.
Questo lo veniamo a sapere grazie ad una ricerca certosina e paziente che,
come ci dicono gli autori, è durata ben 14 anni ed è stata svolta contattando
tante famiglie dei Rugi e attraversando molti comuni della Toscana.
Una ricerca che è un work in progress e che ha la voglia e il desiderio di essere
nei prossimi mesi ampliata e ancor più approfondita. Non solo per ricostruire i
molteplici rivoli lungo i quali i Rugi si sono mossi ma anche per capire in
maniera più definita se questo filo rosso tra la famiglia e il popolo dei Rugi
esiste o meno.
Mi sembrano obiettivi ambiziosi e importanti da perseguire,
obiettivi che stimolano interesse e possono solleticare la fantasia di tanti.
Anche quella di una comunità come la nostra nella quale il nome Rugi è un nome
importante.
Compito nostro è capire da dove veniamo, anche ripercorrendo le
strade e i percorsi, di una famiglia che ha lasciato impronte indelebili (così importante), per meglio comprendere chi siamo.
Cercare di capire le scelte, i sentieri attraversati, le avventure del passato ci aiuta a conoscerci meglio e ad aprirci con più forza al futuro.
Quindi un grazie agli autori per questo bel lavoro e un in bocca al lupo per
tutto quello che ancora hanno da fare.
Emiliano Fossi
Assessore alle politiche educative e culturali del comune di Campi Bisenzio (FI)
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Sono un Rugi da parte di madre e mi sono sempre riconosciuto, in parte, un Rugi. Quando scoprii che la famiglia dei Rugi proveniva dall’antico popolo dei Rugi, mi sono emozionato.
Non so spiegare esattamente il perché quella notizia, di per sé quasi insignificante, avesse mosso tanta della mia fantasia.
So solo che da quel momento mi è diventato più forte il desiderio di ricostruire la storia della famiglia, fino ad arrivare alle sue origini. Quelle del Popolo dei Rugi...
In verità, come cerco obiettivamente di spiegare nel corso del libro, il filo diretto fra il nome della famiglia ed il popolo dei Rugi non è visibilmente tracciato.
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CAPITOLO I°, iL POPOLODEI RUGI
Scendemmo giù da quelle terre buie, a cercar l’ascolto del tepore...
A cercare mari più sicuri, e cibo per sfamare i nostri figli...
A sfuggire da nemici tanto imprevisti e cruenti...
E quell’isola, a poche braccia dalla terra, sembrava il posto ideale. Ben difendibile e ricca di selvaggina.
Ma la terra lì poco distante era ancora più fertile e ricca. Lì molti di noi trovarono la loro donna e costruito la loro famiglia. E finì così che tutti ci andammo.
Lì credevamo di avere trovato l’eden per il futuro della nostra gente e invece, di lì a poco ci trovammo coinvolti in mille battaglie, stretti fra mille popoli agguerriti, selvaggi e razziatori.
Finì in continue guerre, in continui spostamenti, spesso al soldo di altri. Fino alla dispersione...
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E d’improvviso è un pullular di RUGI, in un minuscolo fazzoletto di terra (Campi – Lecore - Signa), abitato da poche migliaia di persone, spunta una moltitudine di famiglie RUGI. Decine, centinaia di RUGI. Una vera anomalia rispetto alla popolazione totale...
E poiché impensabile siano spuntati lì e tutti assieme, occorrerà usare gli anni a venire per approfondire le ricerche. Quantomeno per aggiungere altri indizi, per andare più indietro nella nostra storia.
Con una certezza. Tanti ceppi familiari a metà del ‘700 significano che i RUGI sono qui almeno da 4-500 anni...
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Capitolo I. Il popolo dei Rugi
1. STORIA del Popolo dei RUGI. Dalla Rugolandia a...
1.1 da dove vengono i Rugi;
1.2 dall’anno meno-zero all’epoca delle invasioni barbariche;
1.3 la dispersione dopo il VI secolo;
1.4 Rugi diventa un cognome (Rugi, Ruggi...)
Capitolo II. I Rugi.
2. I Rugi a Borgo San Lorenzo (Fi).
2.1 albero genealogico, gli antenati di Roberto (e Paolina) Rugi;
2.2 albero genealogico, i discendenti di Roberto (e Paolina) Rugi;
2.3 albero genealogico i discendenti di Belisario / Vasco / Fedora;
2.4 albero genealogico i discendenti di Belisario / Oliviero
2.5 albero genealogico i discendenti di Cesare (Campi Bisenzio);
3. Fra il 1700 ed il 1800 i Rugi in Toscana
3.1 Una moltitudine di Rugi. Ai primi del 1800 fra Campi e Signa c’erano
Meno di 10.000 abitanti. I Rugi residenti erano almeno 200.
Può sembrare un niente, ma si pensi che oggi, nella stessa zona vivono
poche decine di Rugi, contro una popolazione di 50.000 abitanti...
3.2 Cinquanta alberi genealogici...
3.3 Documenti
4. Curiosità
4.1 Un libro sui Rugi D’America (vedi tavola 9);
4.2 L’Isola dei Rugi ?
4.3 Luigi Rugi, Un Eroe nella II guerra Mondiale.
4.4 Galep disegna “La leggenda dei Rugi” (Nerbini, Firenze)
4.5 I Rugi in Calabria ? Rubiniamin...
4.6 Mario Rugi fotografo della storia
4.7 Il Teatro Cesare Rugi e Cesare Rugi, l’anima del teatro.
4.8 Il Trofeo Rugi, corsa podistica di 10 Km a Colle V. Elsa.
5. Alcuni dati statistici. Quanti Rugi per il Mondo.
5.1 I Rugi nel Mondo (dati 2009);
5.2 I Rugi In Italia (dati 2008);
5.3 I Rugi in Toscana (dati 2008);
5.4 I Rugi nei Comuni Toscani (dati 2008);
5.5 Cartina delle presenze dei Rugi in Toscana;
5.6 Cartina delle presenze dei Rugi in Italia;
5.7 Alcuni Rugi nel Mondo;
5.8 Alcuni Rugi nei Cimiteri Toscani;
5.9 Ruggi & Rugi ...;
6. Le schede monografiche
6.1 Roberto Rugi da Borgo San Lorenzo (Fi)
6.2 Paolina Zipoli nei Rugi;
6.3 la soffitta in Malacoda;
6.4 frammenti di ricordi...
7. I RUGGI
8. Altri nomi derivati da nomi di popoli antichi...
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...Quando finalmente la nebbia si alzò, il campo apparve come uno sterminato cimitero di corpi. Tutt’intorno le fiamme delle tende ancora bruciavano e l’acridità del fumo che ci mozzava la gola...
Ci avevano messo a ferro e fuoco, rapito le donne e trucidato i figli, fino a far rosso il fango.
Fewa (il Re) era stato preso in catene e finalmente Odoacre ed i suoi se ne andavano appagati. A noi, pochi superstiti feriti e moribondi, ci rimaneva solo un filo di vita. Il cuore gonfio di rabbia e di vendetta mista a rassegnazione. E una gran voglia di fuggire...
Fummo in pochi quella sera a radunarci nella vecchia grotta. E dopo mille discussioni, decidemmo. Saremmo andati a scavalcare i monti centrali per cercare di raggiungere Teodorico e la sua gente (Giso, moglie di Fewa era una Principessa Ostrogota).
Un cammino lungo e impervio su ghiacciai e dirupi, che ci avrebbe ulteriormente decimati. Ma non c’erano altre strade, se i guerrieri di Odoacre ci trovavano, avrebbero finito la loro turpe opera infilzandoci alle loro lunghe lance.
Il cammino fù lungo e quelle fredde notti ci riportarono più vivi i ricordi dei tanti anni passati in mille battaglie, in mille feste...
Ricordi e racconti maturati la sera nelle tende dei tempi lontani, ed ora usati a scaldare le ultime speranze.
Ricordi di quando la nostra Regina Hafilda sposò il Re dei Franchi (121 d.c.) e nessun popolo osava attaccarci.
E ancor prima, quando, in fuga da una terra perennemente circondata dai ghiacci, buia, inospitale e tempestosa, arrivammo a sistemarci per anni in quell’isola a poche braccia dal continente(Rugen), isolati dal mondo e sicuri dai tanti predoni. Lontani dai pericoli, a crescer le nostre famiglie.
Poi lentamente scegliemmo di spostarci sul Continente, attratti dalla copiosa cacciagione e dai vicini popoli amici. E lì, sulle foci dell’Oder passammo un lungo periodo odi pace...
Ma tutto cambiò dopo che i Goti e gli altri popoli ci sospinsero con furia fin qui(Europa Centrale, III° secolo d.c.). Coinvolti in mille guerre, travolti dal destino, costretti a continui spostamenti e a subire l’arrogante barbarie di nuovi guerrieri che venivano dall’Est.
E poi arrivarono le feroci orde degli Unni che spazzarono via in un batter d’occhio le ultime nostre difese. Tanti giovani furono uccisi e noi sopravvissuti, prigionieri e quasi schiavi, seguimmo l’esercito Unno in marcia verso sud - ovest.
Ecco, fu allora che il nostro popolo si disgregò (V secolo d.c.).
Fù allora che molti di noi scelsero di andare in guerra al soldo dei Romani e delle altre gens barbare.
Pochi altri cercarono una vita più pacifica nelle terre degli avi (foci fiumi Oder e Vistola). Altri ancora si stanziarono fra i monti centrali (Tibisco).
A cercare di riorganizzarsi, a dare luce a nuovi figli, a formare nuove e più forti famiglie, a prepararsi meglio per nuovi inevitabili scontri.
E quando Fewa il coraggioso riaccese le nostre speranze di popolo unito dei Rugi, in tanti corremmo a sostenerlo. Ed in breve diventammo mille e mille, pronti a battagliare per la nuova libertà. Per il nostro orgoglio, per la nostra gente...
Fewa poi sposò Giso, Principessa degli Ostrogoti. Un popolo forte e numeroso in cui avremmo trovato sicuro sostegno.
Ma il destino volle beffarci l’ultima volta. Odoacre (detto il Rugus), pretendeva a se il trono dei Rugi e, dopo avere unito vari popoli sotto il suo dominio, ci attaccò e ci braccò in tutte le terre.
Fino a ieri, quando è riuscito a catturato e giustiziare Fewa e Giso... Chiudendo definitivamente quest’ultima speranza.
Ora, ci siamo uniti a Teodorico e alla sua gente e stiamo marciando verso l’Italia. Facciamo parte di un esercito sterminato (100.000 uomini) e Teodorico è un grande guerriero.
Nel nostro cuore pulsante, l’ultima indomita speranza. Ritrovarci e ancora una volta ricostruire il nostro popolo dei Rugi, libero in altre terre ...
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Nel 104 d.c. in Germania nacque Hafilda, citata come figlia del Re dei Rugi.
Nel 121 d.c. Hafilda sposò Clodomir IV°, Re dei Franchi.
Dalla loro unione, nel 122 d.c. nacque Farabert che divenne Re dei Franchi e da lui la discendenza fino a Carlo Magno
Hafilda morì nel 176 d.c.
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50 ALBERI GENEALOGICI di 50 famiglie Rugi Toscane, dai primi del 1700 ad oggi. Una ricerca che si è snodata fra Pievi & Comuni, Cimiteri & borgate...
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alcuni ceppi.
· Giuseppe Rugi, nacque a San Martino (Campi B.) il 13.12.1796 da Antonio Rugi (nato il ? ) e Maria Teresa Zanobini. Giuseppe sposò Anna Casini ed ebbe 7 figli (il primo, Maria Pia Annunziata, nel 1821). Professione, Cappellaio;
· Stefano Rugi, nato attorno alla fine del 1700 (il ? ), sposò Luisa Ballerini ed ebbe 9 figli . Il primo, Raffaello nacque nel 1828.
· Michele Rugi, nacque attorno alla fine del 1700, sposò Teresa Moradei ed ebbe 1 figlio (Massimiliano, 1831).
· Francesco Rugi, nacque attorno alla fine del 1700, sposò Teresa Mattei ed ebbe 7 figli. Il primo, Maria Pia Agata, nacque nel 1822. Di lavoro faceva il canapaio.
· Giovacchino Rugi, nacque attorno alla fine del 1700, sposò Colomba Brini ed ebbe 6 figli. Il primo (Maria Assunta) nacque nel 1826.
· Agostino Rugi, nacque attorno alla fine del 1700, sposò Paolina Sernisi ed ebbe 3 figli. Il primo, Egisto Affortunato, nel 1835. Professione Cappellaio.
· Gaetano Rugi, nacque attorno alla fine del 1700, sposò Rosa Azzavvi ed ebbe 8 figli. Il primo, Agostino, nel 1827.
· Angiolo Rugi, nacque attorno alla fine del 1700, sposò Luisa Ciulini ed ebbe 2 figli. Il Primo, Arcangelo Raffaello nel 1834. Professione, operaio.
· Angiolo Rugi, nacque attorno alla fine del 1700, sposò Teresa Boretti ed ebbe 2 figli. Il primo (Maria Annunziata) nel 1826. Professione cappellaio.
· Sabatino Rugi, nacque attorno alla fine del 1700, sposò Rosa Conti ed ebbe 2 figli. Il primo, Maria Maddalena, nel 1829.
· Costantino Rugi, nacque attorno alla fine del 1700, sposò Ancilla Paoli ed ebbe 1 figlio (Pietro) nel 1821. Professione contadino.
· Stefano Rugi, nacque attorno alla fine del 1700, sposò Maria Assunta Fortunata Contini ed ebbe 1 figlio (Maria Concetta) nel 1843. Professione funaiolo.
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testimonianze della memoria.
4.4 - Cesare Rugi.
Cesare Rugi è nato ad Alessandria d’Egitto il 2 luglio del 1927. Suo nonno, Cesare Rugi aveva una grande fabbrica di cappelli (con oltre 100 operai) e negli anni ’20 inviò il figlio Sestino ad Alessandria a sviluppare gli affari di famiglia. Qui Sestino aveva impiantato due grandi ed importanti negozi di abbigliamento (uno ad Alessandria e uno al Cairo, quest’ultimo diretto da fratello Iago). Una attività florida e promettente fino all’arrivo della guerra, quando i negozi vennero sequestrati e venduti all’asta.
Cesare torno in Italia nel 1940 e rimase alcuni anni in un collegio di Montepulciano. A fine guerra si riunì con la famiglia al Gorinello e qui ripartirono da zero, con una produzione di borse in paglia.
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6.1 Roberto Rugi .....
Roberto Rugi, rinomato calzolaio di Borgo, nacque dalla seconda unione di Belisario, trasferitosi a Borgo dalla natia Campi Bisenzio.
Belisario e Emilia Rocci tenevano un banco di rigatteria (guanti, cappelli, sciarpe, etc.) al mercato di Borgo e in altri paesi vicini. Roberto fù il loro primo figlio.
Roberto sposò Paolina Zipoli nel 1928. Paolina era figlia di nonno Cencio, allora commerciante in pollame. Roberto e Paolina ebbero 7 figli in 18 anni
Minuto, quasi esile, di bel portamento (qualsiasi vestito gli andava a pennello, lo rendeva “signorile”) era un abilissimo calzolaio, tanto che già prima della guerra era a lavorare da Ferragamo a Firenze.
Da Borgo a Firenze ci sono 30 chilometri ed i mezzi di allora erano pochi (sia per viaggiare che come soldi) e giocoforza, finì per aprire bottega sul Canto a Borgo.
Ma tanto era bravo a fare (costruire) e riparare calzature, tanto era “minchione” a farsi pagare. Riservato e timoroso a chiedere il suo, come molti suoi discendenti. Il sabato mandava i figli più giovani (Maria Pia e Beppe) a portare i conti ai debitori. Ma finiva che i conti aumentavano ed i soldi per sfamare la famiglia non c’erano...
Cosicché, poco dopo la fine della guerra fù costretto, sospinto dalla necessità e dalla nonna Paolina, a tornare a chiedere lavoro da Ferragamo (tanta era le vergogna solo per il fatto di essere venuto via, che non osava neppure pensare di tornare a chiedere nuovamente di essere riassunto).
Quel giorno, accompagnato dalla nonna e dalla zia Maria Pia (ancora bambina) presero il treno fino a Firenze e poi il tram (una cosa stupevole per zia Maria pia) e si presentarono alla villa di Ferragamo. Il nonno a rimarcar la sua vergogna, aspettò timoroso in giardino, mentre la nonna andò a parlare coi Ferragamo. Bastarono pochi minuti, perché tanta era la stima che Ferragamo conservava in lui come lavoratore che subito invitò la nonna a farlo tornare rapidamente al suo banco. A lavorare alla loro prestigiosa fabbrica.
E quella mattina visto che si era fatto tardi i Ferragamo gli offrirono anche di restare a pranzare nel loro guardino. Ma durò poco. Il nonno si ammalò (tumore ai polmoni) e fini la sua esistenza all’ospedale di Ognissanti (era il 1951 ed aveva appena 47 anni)...
roberto casati (Rugi), Carlotta Casati, Simone Casati
