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Perchè - di Monica Murer

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© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 11/12/2006 alle ore 19:27:51

 

L'autore si assume la responsabilità di quanto pubblicato.

 

Perchè.
Nessuno lo sa, eppure tutti se lo chiedono, cercando negli altri la risposta che in noi stessi non troviamo.
Ho bisogno di sapere.
Ci sarà mai qualcuno che riuscirà ad accorgersi veramente di me? Qualcuno che veda oltre, qualcuno che cerchi in me quelle risposte? Qualcuno che aiuti a rispondere alle mie domande?
Di domande ne ho molte, infiniti punti di domanda che vagano e non lasciano spazio a null’altro. Cerco in me spiegazioni, motivi di questo continuo viaggio, di questa ricerca che si nutre della mia esistenza e non lascia spazio alle verità del mondo...dovresti cercarle, ma queste domande ti tormentano giorno e notte. Non ti fanno chiudere occhio, sono sempre lì a pretendere il perchè. Già, perchè?
Le lacrime non servono a commuovere questa crudeltà, non bastano a soddisfarla: vuole i motivi.
Quante volte piangiamo e, dopo aver pianto, ci sentiamo più persi di prima? Quante volte urliamo per poi accorgerci che non abbiamo spaventato i nostri problemi con la nostra voce straziata e loro sono ancora lì, a ridere della nostra insicurezza? Ridono...
Quante volte mi sono illusa di aver trovato qualcuno in grado di sapere, capace di vedere assieme a me le soluzioni? Troppe volte illusa, troppe volte ho pianto della mia stupidità -sì, è stupidità la mia.
Solo gli stolti credono di aver trovato questa persona. Chissà se esiste.
Credono, e invece.
Nella mia mente, una triste voce accompagna i miei problemi. Sta cantando con voce straziata, lacerante come unghie graffianti. Mi dice -o anche questa è mia invenzione?-, mi dice di continuare la ricerca, che quella metà che assiduamente cerchiamo, quella che ha le nostre risposte, quella che ci farà dimenticare il significato della parola “pianto”, c’è e si sta ponendo i nostri stessi interrogativi...ma quando arriverà questa persona? Arriverà quando ne avrò più bisogno?
Io sento che ne ho già bisogno. Sento che devo parlare, devo domandare, devo conoscere il perchè.
Questo perchè...perchè deve tormentare le nostre vite?
E purtroppo è l’unico che ci dà la forza di continuare la nostra vita...E’ colui che crea e distrugge o il nostro dolore, o la nostra felicità. Perchè? Perchè? PERCHE’? PERCHEEEE’??
Non voglio soffrire più. Non voglio perdermi nei miei pochi ricordi felici e rimanerne intrappolata. No, non voglio.
Basta con i “e se fosse successo che...?” e i “se avessi potuto...?”...basta. nessuno potrà mai sapere. Nemmeno quella parte più nascosta di noi. No, nemmeno lei può sapere.
Ma vorremmo davvero ritornare a quei momenti per cambiarli? E se, una volta modificati, non fossero più felici? Non avremmo più neanche la possibilità di cullarci dentro la nostra mente stanca di un presente triste...non ci resterebbe più neanche quell’assaggio di felicità, quella lacrima calda che, al solo ricordare, scende sulla guancia per tuffarsi su un pavimento liscio e freddo: non sentiremmo più il cuore sussurrare “lì io sarò felice per sempre”.
E allora teniamoci i ricordi che abbiamo, pensando di non doverne cambiare una singola parola o un singolo gesto.
Ma, allora, se i nostri ricordi sono già felici come li abbiamo, perchè un velo lucido si posa sui nostri occhi sognanti? Perchè?
Quell’unica domanda ci stringe in un doloroso abbraccio, chiedendoci di essere risposta. Ma perchè?
Perchè?
Perchè amiamo e desideriamo essere amati?