Morire sul lavoro - di William Star
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© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 28/12/2009 alle ore 14:00:53
L'autore si assume la responsabilità di quanto pubblicato.
Morire sul lavoro è ancora oggi, nell'Italia dell'anno 2009, una delle principali cause di morte.
Assurdo se ci pensiamo, per essere in un paese democratico.
In realtà la democrazia subisce differenti evoluzioni, non tutte necessariamente rivolte al benessere, alla prosperità, alla giustizia, all'eguaglianza sociale.
Non si può nemmeno parlare di involuzione, perchè così non è.
Il problema delle morti sul lavoro principalmente nasce dal fatto che chi lavora, non ha possibilità di scelta, un po' come in una dittatura.
Se si hanno responsabilità, famiglia da mantenere, non si può fare diversamente, ci si trova costretti a lavorare, anche se in condizioni che se ne fregano della sicurezza, fino a quando almeno non si trova un posto di lavoro migliore (impresa), ma ogni tanto è troppo tardi.
Le solite chiacchiere, qualche trafiletto sul giornale quando muore qualcuno (ormai non fa più notizia, (che palle questi operai che muoiono...), un pizzico di attenzione in più quando muoiono almeno tre o quattro persone tutte insieme, giusto per giustificare una notizia gonfia, destinata a sollevare interesse per qualche giorno in più.
Poi basta, che palle.
Ma la parola cambiamento ci esce dalle orecchie...
peccato, dovremmo non farla sfuggire e cambiare davvero.
Ho fatto l'operaio per oltre 20 anni, ho fatto diversi lavori, ogni tanto a rischio, e mi è sempre andata bene, anche quando ho rischiato.
Rischiato di spezzarmi la schiena per pagare l'affitto di un appartamento che non sarà mai mio, rischiato per comprare il cibo.
Sono fortunato.
