Io sono qui, nell'atrio di questa Casa - di Gladys
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© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 19/05/2010 alle ore 22:29:50
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Sono entrata in questa Casa e mi sono seduta comoda comoda sul divano che ho trovato nel suo ampio atrio. Da questa postazione posso osservare bene il suo ambiente. Vedo alcune persone sedute che scrivono le loro storie, vedo altre che leggono sotto la fievole luce di una lampada. Le mura circostanti sono quasi completamente adibite da tanti scaffali forniti da libri di ogni genere e autore. Nessuno che urla. Nessuno che ti dà fastidio e mi sono detta:
‹Questa sì, che è una bella Casa!›
Un posticino accogliente e pieno di persone che condividono la stessa passione... “Le lettere”, ma non quelle che ti porta il postino ... intendo quelle che ti nascono dal profondo dell’anima, quelle che, quando hai una “penna” in mano si scrivono da sole, o quasi. Quelle che, mentre sei impegnato a fare qualcos’altro, ti piombano in testa all’improvviso, scuotendoti. Quelle che, ti fanno prurito sulle dita e finché non li scrivi non trovi pace, o quasi; a quel tipo di lettere mi riferisco, capite ?
E poi, sempre parlando di lettere, ci sono quelle che ti stuzzicano la curiosità. Quelle che, catturano appieno il tuo interesse e ti fanno dire: “Hm, che bella questa storia, chissà come finirà” o invece “Che cosa è sta roba qua, non dirà mica sul serio?”, due semplici esempi, tanto per intenderci. Pure io, come tutti gli ospiti in questa Casa, o, di questa Casa, ho allungato le mani per prendere un’opera; ho condiviso pensieri, ho provato emozioni, ho sorriso, ho quasi pianto, ho complimentato in silenzio e, qualche volta, ho anche “riposto” un’opera prima del punto finale, bè come tutti, credo...
Da questa comoda poltrona osservo tutto quanto, mi è sempre piaciuto farlo, guardare attentamente tutto quanto. Osservando s’impara a conoscere ciò che ti circonda, sia la gente e i suoi comportamenti, sia le cose e il suo utilizzo e tanto altro ancora.
Osservo la gente entrare in questo grande atrio, la vedo salutarsi, scambiarsi battute, sorridere e dirigersi in altre stanze. Ma dove andate ? Cosa c’è di là?...
Nei loro gesti percepisco la piena padronanza di sé in questo ambiente, mentre io mi sento come quella che si è presentata ad una festa con gli abiti sbagliati, oppure come lo studente che cambia scuola a metà dell’anno e, indubbiamente non conosce nessuno e tutti lo guardano in modo strano.
Ok, ci sta, va bene. Forse ho esagerato un pochino nel concetto, lo ammetto, ma, è nella natura umana esagerare, altrimenti perché quando si ha fame, non si dice semplicemente:
“Ho fame” e invece si dice; “Sto morendo di fame, mi mangerei un bue intero!” vero ? Tendiamo sempre a esagerare un pochino, chissà perché, ma lo facciamo sempre.
Però, c’è sempre un però e, tornando alla mia comoda poltrona... e alle mie riflessioni, non esagero nel dire, guardando questo grande atrio:
“Che bellissimo ambiente. Finalmente un posticino dove dare sfogo alla mia fantasia ! Eh già... finalmente!”
Io sono qui, nell’atrio di questa Casa, a respirare la tranquillità del luogo.
Il primo passo è fatto!
