Uccidere in primavera capitolo 1 - di Kira93law
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© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 16/01/2009 alle ore 15:45:09
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CAPITOLO 1
L’AMORE
Salve, io mi chiamo Ript e sono un ragazzo di 15 anni, il mio carattere è specialmente introverso, chiuso nel parere della mia anima, senza un amico con cui stare, scrivo qui le memorie che mi cambiarono la vita, accrescendo ogni giorno la mia autostima, che era molto bassa a quei tempi.
I miei voti a scuola erano sempre ottimi, non sotto l’otto, mai, molta gente per questo ha provato ad essermi amica, solo per usarmi, perché io ero più bravo degli altri, perché mi impegnavo, non c’è mai stato qualcuno nella mia vita sincero, i miei genitori mi dicevano di scegliere liberamente il mio futuro, mentre all’interno di loro c’era sempre quello sguardo e quel dire così malvagio di studiare per ora, perché era la mia unica strada. Provavo così tanta vergogna nelle parole degli altri, così prive di sincerità, dov’erano gli amici?
Superiori, prima superiore, si, lo so, perché lo dico, e lì che sono totalmente cambiato, perché ho incontrato una persona che mi ha dato la sua anima per starmi accanto, per credere in me, per non chiedermi nulla oltre che il mio amore.
Salve sono Seed, una ragazza modello, sempre rispettata da tutti e stimata dai professori, e la cosa più importante, dai miei genitori, molti dicevano che ero una ragazza veramente attraente, molti mi hanno chiesto di uscire, ma io cercavo qualcuno che mi dicesse qualcosa che significava, non le solite parole tipo ‘ ti amo ’ o ‘resta sempre con me ‘, no, io non mi accontentavo di quelle parole insulse, io non mi accontentavo del solito superficiale che dice che l’amore e quello che si fa nel letto, no, io volevo lui, si lui, quello che mi cambio totalmente la vita. Un ultima cosa, io ho 15 anni.
Amore quel giorno ancora non potevo chiamarti, ma quel giorno, sotto l’odore delle piante di ciliegio, sotto quel cielo così azzurro, i miei pensieri si attorcigliavano, erano un miscuglio di benessere e di pace, cosa che quelli di indole pacifica come me amava.
Amore quel giorno era impossibile conoscerti e amarti, ma la carezza della brezza del mare e il lungo sentiero di sabbia dorata che stavo percorrendo mi dava una grande emozione, come se qualcosa stesse per raggiungere me, forse qualcosa di bello, di cui ridere insieme agli amici.
Mi avvicinavo all’entrata della scuola, dalla mia parte c’era una statua più avanti di un uomo che leggeva un libro, dall’altra parte di una donna che veniva costretta a studiare. Sinceramente, quelle statue così tristi mi davano i brividi, non era nulla di bel presagio, apparte la bella chioma di quei capelli color biondo che mi si frastagliavano il cuore.
Mi avvicinavo alle due statue che precedevano l’entrata della scuola, mi davano sempre i brividi quelle statue senza espressione, dalla parte mia c’era una donna che continuava a studiare duramente, tipo me, ma ora non era quello che mi saltava per la mente, era la franga di quel tizio che copriva i suoi occhi di odio.
Uno scontro prevedibile, no, uno scontro del destino.
