Scrittori
.: Home page .: Preferiti .: Testi pubblicati .: Libri .: Link utili .: Login
Cosa cerchi ?

Liberty Girl di Antonietta Liberti e Fabiana Avino - di Libertiavin0

Sei in: Autori emergenti > testi pubblicati > Sentimentale > Liberty Girl di Antonietta Liberti e Fabiana Avino

© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 06/05/2007 alle ore 20:44:45

 

L'autore si assume la responsabilità di quanto pubblicato.

 

1.01. LA RAPINA

Era una fredda mattina di gennaio a Overcity e Lucky Martelli,la proprietaria della caffetteria “Liberty Girl”,quel giorno si era alzata alla prime luci dell’alba perché,pur essendo giornata di chiusura,doveva fare l’inventario di fine mese...Lucky,a cui dopo la morte dei genitori era toccato prendere in mano le redini del locale lasciatole dai suoi,non aveva trovato facile l’impatto con quella nuova vita perché,oltre ad essere una brillante studentessa universitaria,adesso doveva anche mandare avanti da sola un’attività di non facile portata...nonostante lei fosse una ragazza forte e determinata,era comunque molto giovane...e la responsabilità di portare avanti l’attività del padre gravava comunque non poco sulla sua vita sociale...in effetti per essere così giovane faceva una vita molto ritirata...non aveva tempo per frequentare i ragazzi della sua facoltà...non aveva nemmeno tempo per uscire la sera...ormai la sua vita si era ridotta solo a due cose...studio e lavoro...l’unico svago che aveva era la compagnia di alcuni amici del vicino dipartimento di polizia che quando avevano un po’ di tempo libero non esitavano a darle una mano,permettendole così anche di studiare...certo,seppur l’aiuto che le davano non dava i risultati sperati,era sempre meglio di niente...Lucky infatti non si lamentava mai...era invece grata a Greg e a Angel per quello che facevano...e d’altro canto i due erano felici di darle una mano anche perché il primo scroccava gratis dolci e bevande,mentre l’altro poteva flirtare con tutte le ragazze che gli capitavano sottomano,approfittando della sua bella presenza...ma tutto questo non era niente in confronto all’amicizia che i due le dimostravano,sacrificando parte del loro tempo libero per stare con lei...
Il nome della caffetteria era adesso “Liberty Girl ” e non più “Caffé Martinelli”perché la ragazza aveva voluto dare un taglio col passato.
La caffetteria che Lucky dirigeva era situata nei pressi della piazza cittadina...di fronte c’era un liceo...un po’ più avanti,sulla destra,c’era una banca con sopra degli uffici...sull’altro lato c’era la chiesa più antica della città...nella traversa di fronte c’erano alcune abitazioni...e alla fine di esse si trovava il dipartimento di polizia,a circa dieci minuti dalla caffetteria...la caffetteria era in origine un antico locale a due piani restaurato del padre di Lucky...salendo tre scalini si entrava appunto nel locale che portava da entrambi i lati parecchi tavolini e di fronte un grande e lungo bancone...dietro ad esso c’era una porta che dava sul retro del negozio adibito a laboratorio e dispensa...era proprio lì che Lucky dopo essersi alzata prestissimo preparava dolci,pan cake,frittelle,focacce,crostate e torte di ogni tipo...la stanza centrale godeva inoltre anche della luce del sole grazie a due ampie finestre disposte a entrambi i lati della sala e a cui erano appese delle belle tendine che facevano da ombra...per accedere agli appartamenti siti al piano superiore c’era una scala proprio infondo al bancone nascosta da un muro ad angolo...una volta salita la rampa di scale si ci trovava in un corridoio sul quale vi erano quattro stanze...la stanza di Lucky,la stanza degli ospiti,un ampio soggiorno adibito anche a salotto e la stanza dei genitori della ragazza che adesso era diventata una libreria-studio...inoltre sullo stesso piano vi erano una cucina,due bagni e infondo al corridoio una piccola porta con una scala che conduceva in soffitta.
Per non essere disturbata da eventuali clienti che,vedendo le luci accese,potevano pensare che il locale fosse aperto,quel giorno Lucky mise fuori un cartello con su scritto “Chiuso”...ma evidentemente qualcuno se n’era fregato altamente di ciò,tant’è vero che un giovanotto sui ventiquattro-venticinque anni dall’aria trasandata,alto,capelli neri e arruffati era entrato nel negozio...la ragazza quando sentì il rumore della porta che si apriva si girò di scatto...lì per lì,vedendo quell’uomo dall’aria alquanto minacciosa entrare,trasalì...e,non volendo far vedere che era spaventata,gli si rivolse chiedendogli gentilmente di uscire visto che il locale per quel giorno sarebbe rimasto chiuso...ma,vedendo che quel tipo non le rispondeva bensì continuava a guardarsi intorno,Lucky glielo ripeté...
“Senta...forse non mi sono spiegata bene...non ha visto il cartello fuori?C’è scritto che è chiuso...”,ma poiché l’uomo continuava a non rispondere la ragazza si spazientì,uscì da dietro al banco e gli andò incontro...
“Ehi ma non hai sentito?Ti sto dicendo che questo locale oggi è chiuso!”;
...la ragazza però s’interruppe all’improvviso quando vide che quel tizio aveva una pistola in mano che le stava puntando contro...
“Adesso hai finito di parlare,eh stronza?Avanti dammi tutti i soldi che hai nella cassa...”;
...a quelle parole Lucky rimase sconvolta...mai si sarebbe potuta immaginare che proprio a lei sarebbe successa una cosa del genere...aveva si sentito dire che c’erano state delle rapine in zona...ma al suo locale non era mai accaduto...e non credeva che potesse accadere...già...accadere proprio a lei...e tutto questo fino a quell’istante...ma adesso era successo...anzi stava succedendo...e lì davanti a lei c’era un uomo armato che la stava minacciando...
“Allora che c’è ti sei incantata?Ti vuoi muovere?”;
“Guarda che ti sbagli...qui non ci sono soldi...il locale è chiuso...qui non ci sono soldi...”,ripeteva la ragazza come in trance e con fare sempre più sconvolto;
“Che credi che sia uno stupido?Sono giorni che ti sto studiando...cosa credi che non lo sappia che questo localino fa affari d’oro?Sono giorni che ti osservo,te l’ho detto...”;
“Che cosa stava dicendo quell’uomo?Che erano giorni che la stava studiando e lei non se n’era accorta?”,pensava intanto Lucky tra se e se mentre si avvicinava alla cassa spintonata dall’uomo che continuava a puntarle le pistola alla schiena...fu però in quell’istante che la ragazza si rese conto che all’uomo tremava la mano...doveva quindi essere un principiante...ciò comunque poteva essere molto più pericoloso per lei...perché non essendo un professionista avrebbe potuto più facilmente spararle senza pensarci su più di tanto...infondo lei lo aveva anche visto in volto...così,una volta arrivata alla cassa,Lucky cercò di prendere tempo fingendo di non riuscire ad aprirla ma guardandosi intanto intorno...
“Dai muoviti...che aspetti!Apri questa maledetta cassa!”,continuava a gridarle da dietro quell’uomo...fu in quel momento che Lucky vide un vassoio di ferro poggiato sul bancone,vicino alla cassa...
“Avanti che aspetti...”,ripeteva l’uomo con fare sempre più insistente;
“Non si vuole aprire...”,continuava a prendere tempo la ragazza;
“Togliti...”,la spinse allora quel tipo spazientitosi...e fu proprio in quel mentre che la ragazza afferrò il vassoio nascondendoselo dietro la schiena...intanto l’uomo,tutto preso dal tentativo di aprire la cassa,aveva distrattamente posato la pistola sul tavolo...a quel punto Lucky,vedendolo disarmato,istintivamente tirò fuori il vassoio e glielo diede in testa...così l’uomo perse l’equilibrio cadendo a terra...quando fece per rialzarsi...
“Puttana...che cosa hai fatto...adesso te la farò pagare...”,ma la ragazza dopo averlo colpito era stata più lesta di lui e si era precipitata a prendere la pistola precedendo così l’uomo e finendo col puntargliela contro...
“Non ti muovere o t’ammazzo...”;
“Chi credi di ammazzare cretina...quella è caricata a salve...”,le disse l’uomo facendo per avventarsi contro la ragazza ma avendo nuovamente la peggio...in effetti non avrebbe mai potuto immaginare che quella ragazza all’apparenza carina,dolce e innocua era in realtà un’abile esperta di arti marziali...tant’è vero che Lucky con un paio di colpi mirati giusti riuscì a metterlo K.O. ...
Una volta che ebbe steso quell’uomo,la ragazza prese una corda che aveva in un cassetto e,dopo averlo trascinato fin sopra una sedia,lo legò...le gambe ai piedi della sedia e le braccia dietro la schiena...assicuratasi che i nodi erano ben stretti e che quel tipo non avesse modo di scappare,andò poi subito a chiamare la polizia...
Poco distante da lì,in una volante della polizia,l’agente Ramirez stava aspettando il suo collega McKay che era andato a prendere un caffé al bar visto che il turno di notte era stato duro ed estenuante...mancavano ormai poche ore alla fine...
“Dai Tomàs aprimi lo sportello...”,cercava di dirgli Greg non riuscendo però a parlare;
“Ma che hai comprato...tutto il bar?”,gli disse di rimando Tomàs togliendogli dalla bocca una busta;
“No...non sapendo quale ti andava ho preso quattro ciambelle...una a fragola,una a cioccolato,una a crema e una semplice...poi un caffellatte,un caffè macchiato,una cioccolata calda e un cappuccino...”;
“Scusa ma per chi è tutta ‘sta roba?”;
“Beh qualcosa è per i ragazzi del dipartimento...mi hanno chiesto il favore...”;
“Coraggio andiamo...”,gli disse Tomàs mentre Greg saliva in macchina;
“Dai metti in moto...”,gli disse Greg quando arrivò una chiamata dalla centrale...
“Qui centrale chiama auto ventuno dirigetevi sulla ventiquattresima per verificare un tentativo di rapina alla caffetteria“Liberty Girl”...
“Qui auto ventuno ricevuto ci dirigiamo subito sul luogo della rapina...”,rispose prontamente Greg e poi aggiunse:“Tomàs hai sentito?E’ il locale di Lucky...presto sbrighiamoci!”;
“Speriamo sia un falso allarme...”,disse il ragazzo spingendo il piede sull’acceleratore e poi aggiungendo: “...senti Greg...io resto fuori...entri tu a vedere che é successo...”;
“Ma che stai dicendo Tomàs...Lucky potrebbe essere in pericolo e tu non vuoi nemmeno entrare...la sai una cosa?Sei proprio ridicolo...sei qui da due settimane e non sei ancora andato a trovarla...e non solo...hai anche impedito a me e ad Angel di dirle che sei tornato...non credi che il tuo sia un comportamento infantile?Abbi il coraggio e comportati da uomo per una volta...”;
“Va bene ho capito Greg...ma non ripetermelo più...sta zitto...”,gli disse Tomàs con fare seccato;
“Ecco lo vedi...ogni volta che una cosa non ti va bene te ne esci con “sta zitto”... “basta”...eccetera...”;
“Falla finita Greg...accidenti a me...chi mi ha cecato di parlare...”,borbottò sottovoce il ragazzo;
“Dai frena siamo arrivati...”,gli disse Greg mentre Tomàs sterzava di scatto...
Una volta scesi dalla macchina i due si accordarono sul da farsi...
“Allora Greg tu entri dalla porta secondaria,io da quella principale così se scappa dal retro tu lo blocchi...”;
“Ok vado...”;
“Aspetta un attimo...”,gli disse l’amico richiamandolo e buttandogli una chiave che tolse dal suo mazzo;
“E questa cos’è?”;
“Beh la chiave,no?”;
“E come fai ad averla?”;
“Di questo ne parliamo dopo...ora vai!”;
“Ok...ma non finisce qui...”,gli disse Greg allontanandosi.
Così Thomas dopo aver impugnato la pistola si diresse verso l’entrata...aprì adagio la porta e si guardò intorno... accortosi che il locale era vuoto si recò infondo dove c’era una fila di tavoli ed in un angolo,seduto su una sedia,un uomo legato...
Alla vista di quella scena, Tomàs rimase alquanto perplesso...poi una voce lo fece girare di scatto...
“Ehi agente era ora che vi decideste ad arrivare...è circa mezz’ora che ho chiamato...eppure il distretto è a dieci minuti da qui...”;
“Ma è mai possibile che passa il tempo e tu sei sempre la stessa...stai sempre a lamentarti,eh Lucky?”,le disse il ragazzo guardandola;
...ciò che però Tomàs non si sarebbe mai aspettato fu la reazione della ragazza che subito gli corse incontro e lo abbracciò...
“Tomàs...sei tornato!”;
...ma il ragazzo lì per lì non rispose...piuttosto spostò la ragazza da se...quel gesto ferì molto Lucky che immediatamente si staccò...poi Tomàs si girò verso l’uomo,lo guardò e disse...
“E’ opera tua Lucky?Mi chiedo come tu abbia fatto a ridurlo in queste condizioni...”;
“Fai sul serio?Non ricordi che io ero una delle tue migliori allieve al corso di autodifesa personale?”,ribatté Lucky;
“Già è vero...non ci avevo pensato...”,disse il ragazzo e poi aggiunse:“...mi daresti un bicchiere d’acqua?”;
...così Lucky glielo diede e il ragazzo lo tirò in faccia al ladro per farlo riprendere...alchè l’uomo si svegliò iniziando a imprecare contro la ragazza che aveva chiamato la polizia...fu proprio in quell’istante che irruppe Greg lasciando tutti di stucco...
“Tutto a posto Tomàs?”,e poi,vedendo il volto perplesso degli altri,ripose la pistola,“Scusate ragazzi...vedo che è tutto a posto...”;
“Dai Greg dammi una mano a slegarlo e a portarlo in centrale...”,gli disse Tomàs;
...così i due ragazzi slegarono e poi ammanettarono l’uomo...e mentre Greg lo portava in macchina,Tomàs andò da Lucky per stendere il verbale...ma quando il ragazzo lo stava facendo salire in macchina,l’uomo ricominciò a imprecare contro Lucky...allora Greg a quel punto gli disse...
“Se fossi in te starei zitto...ha il diritto di non parlare perché tutto ciò che dirai potrebbe essere usato contro di te...hai il diritto di chiamare un avvocato...”;
“...e chi se lo può permettere...”,lo interruppe l’uomo;
“Beh in questo caso te ne daremo uno d’ufficio...”;
...intanto Tomàs stava ancora nel locale a finire di compilare il verbale...
“...quindi le cose si sono svolte così...vero Lucky?”;
“Si...”,rispose freddamente la ragazza;
“Bene...e con questo ho finito...allora io vado...”;
“No Tomàs aspetta...ecco io volevo chiederti da quant’è che sei tornato...”;
“Beh da circa quindici giorni...”;
“Ah da così tanto tempo...che strano i ragazzi non mi hanno detto niente...”;
“Non prendertela con loro...sono stato io a chiederglielo...sai volevo essere io a venire da te...e a dirti che ero tornato...non volevo che lo sapessi dagli altri...ma poi sai com’è non ho avuto il tempo di farmi vivo...tra il lavoro e la sistemazione della casa...”;
“Ah capisco...comunque bentornato...”;
“Grazie Lucky...ah più tardi passa al dipartimento a firmare la denuncia...anche se io e Greg non ci saremo troverai sicuramente Angel o Smith...”;
“Ok...farò come hai detto...”;
“Perfetto...a presto Lucky...ora che sono tornato sicuramente uno di questi giorni passerò a farti visita...”,le disse Tomàs uscendo.
Mentre i ragazzi andavano al dipartimento Lucky si mise a riordinare...poi improvvisamente un pensiero le balenò per la testa...
“Ma come avrà fatto Greg a entrare?Non ho sentito alcun rumore quindi non credo che abbia buttato giù la porta di servizio...vuoi vedere che avevo dimenticato la porta sul retro aperta?Ah come sono distratta ultimamente...forse ha ragione Maggie a dire che dovrei prendere qualcuno...ma come faccio...io non posso permettermelo...”,continuava a pensare Lucky tra se e se e poi sospirando,“...uff...che mattinata...”.
Nel frattempo i ragazzi erano appena arrivati in centrale dove stavano interrogando il ladro...
“Allora ricapitolando... da quant’è che osservavi quel locale?”,gli chiese Tomàs;
“Accidenti l’avrò detto venti volte...da una settimana!Pensavo fosse un colpo facile...un locale un pò appartato...mandato avanti da una ragazzina...chi andava a immaginare che quella fosse una pazza!Dovrei essere io a denunciarla per aggressione e sequestro di persona...”,disse l’uomo e poi aggiunse,“...ma avete visto come mi ha legato?”;
“Legato?”,ripeté Greg,“Tomàs tu hai visto qualcuno legato?”;
“Nessuno...ho solo visto un balordo che ha aggredito una povera ragazza la quale si è difesa come meglio ha potuto...come puoi vedere si è trattato di legittima difesa...e tu non puoi certo accusarla di questo...”,gli disse Tomàs;
“Basta voglio il mio avvocato...non voglio più parlare con voi due...state rivoltando la frittata...e inoltre reggete il gioco a quella svitata!”;
“Che dici?Ora vorresti anche avere ragione?Guarda che sei tu che sei entrato in un locale per fare una rapina a mano armata...”;
“Ma la pistola era caricata a salve...”;
“Si ma questo la ragazza non potava saperlo...”,gli disse ancora Tomàs;
“Dai Tomàs adesso smettila...lasciamolo stare...sta arrivando il suo avvocato...lasciamo che sia la legge a sbrigarsela...dai che il nostro turno è finito...”;
“Sei stato fortunato...oggi non ho avuto modo di arrabbiarmi...”,gli disse Tomàs uscendo insieme all’amico.
Così i due ragazzi finirono il rapporto e lo consegnarono a Robert...poi andarono negli spogliatoi a cambiarsi...e infine si avviarono...Tomàs dette un passaggio a Greg,che quel giorno non aveva la macchina avendola dovuta prestare a Angel che aveva di nuovo la moto rotta,e poi tornò a casa.
Una volta tornato a casa,Tomàs si spogliò,si fece una doccia e andò a riposare...
Intanto Lucky che aveva appena finito di fare l’inventario stava giusto per mettersi a fare le pulizie quando arrivò la sua amica Margaret...
“Ciao Lucky...”;
“Ehi Maggie che ci fai qui a quest’ora?”;
“Sai com’è Lucky sono appena tornata dal tribunale...”;
“E come è andata?”;
“Beh l’udienza è stata rinviata...”;
“Di nuovo?”;
“E chi ci vuoi fare...”;
“Povero bambino...sballottato da destra a sinistra...”;
“No oggi ci sona andata da sola...non era richiesta la sua presenza...ehi Lucky mi daresti una fetta di quella tua buonissima torta?”;
“Guarda che oggi siamo chiusi...”;
“Beh e che vuol dire?Io so che tu hai sempre una torta pronta...soprattutto per me...”;
“Veramente per i bambini...visto che tu dovresti stare un po’ a dieta...”,la prese in giro Lucky;
“Che vorresti dire...che sono grassa?”;
“Beh...giusto qualche rotolino qua e la...”;
“Ehi Lucky mi sa che sei diventata un troppo impertinente...un giorno di questi ti darò una lezione...però prima devo crescere un po’...sei troppo alta per me...”;
“Se vuoi ti do lo sgabello...”,continuava a prenderla in giro Lucky;
“Ottima idea...”,stette al gioco Margaret;
...e così le due scoppiarono a ridere...poi si misero a mangiare la torta continuando a chiacchierare spensieratamente...naturalmente Lucky si guardò bene dal dire a Margaret ciò che era accaduto quella mattina perché sapeva che l’amica le avrebbe fatto una lunga predica...poi a un tratto mentre mangiavano Lucky le disse...
“Sai Maggie...è tornato Tomàs...”;
...l’amica a quelle parole per poco non si strozzava con il caffé...
“Ehi Maggie tutto a posto...?”;
“Si,si...tutto a posto...ehi Lucky la prossima volta avvisami prima di sparare certe cose...mi hai fatto andare il caffé di traverso...”;
“Scusa non volevo...”;
“Ma allora era proprio lui al telefono l’atra volta...”,disse Margaret sottovoce;
“Cosa hai detto?”;
“No niente,niente...pensavo ad alta voce...quindi è tornato Lucky...e che ti ha detto?”;
“Niente...che sarebbe ripassato uno di questi giorni...”;
“Capisco...e che effetto ti ha fatto rivederlo?”;
“Quello di una doccia fredda...”;
“Come?In che senso?”;
“Vedi...nel senso che quando l’ho visto istintivamente...senza pensarci insomma...io gli sono andata incontro e l’ho abbracciato...per un attimo ho dimenticato il passato...ma mi è sembrato di abbracciare un pezzo di ghiaccio...mi ha trattata in un modo tale...è stato come fare una doccia fredda,te l’ho detto...”;
“Evidentemente lui non ha dimenticato il passato...”;
“Già...è ridicola ‘sta storia...eppure dovrei essere io ad avercela con lui...e non il contrario...”;
“Ne sei sicura Lucky?Se non ricordo male avete sbagliato entrambi...”;
“Che cosa vuoi dire Maggie?”;
“Vedi Lucky la colpa non sta mai da una sola parte...sei un futuro avvocato quindi dovresti saperlo...”;
“Ti prego non ti ci mettere pure tu adesso...”;
“Va bene ho capito...cambiamo discorso...non mi va di discutere...tanto con te è inutile...”,sospirò Margaret riprendendo a sorseggiare il suo caffè.
Nel frattempo a casa di Tomàs quest’ultimo si era alzato da poco...si era preparato un sandwitch e preso una birra dal frigo...stava poi per andare in salotto a mangiare quando suonò la porta...il ragazzo allora portò la roba di là e andò ad aprire...
“Chi è?”;
“Tomàs sono io...Greg...”;
“Greg che ci fai qui a quest’ora?Non dovevamo vederci stasera?”;
“Si ma sono venuto a restituirti la chiave visto che stamattina mi sono dimenticato di farlo...”;
“Beh ma non ce n’era bisogno...”;
“Si ma volevo anche parlare un po’ con te...”;
“Ok...entra...”,disse Tomàs richiudendo la porta;
“Dai vieni...andiamo di là...”;
...una volta arrivati in salotto,Tomàs chiese all’amico se gli andava di mangiare qualcosa ma Greg rispose che aveva già mangiato e che però gradiva volentieri una birra...
“Bene...tieni...”,disse Tomàs porgendogliela e poi aggiunse: “...allora Greg spara...dimmi di che mi vuoi parlare...”;
“Mah...del più e del meno...”;
“Mhm...che stai tramando?”,gli chiese Tomàs guardandolo, “Avanti parla...tanto lo so che vuoi dirmi...lo sai che mi da fastidio quando cominci a girarci intorno alle cose...”;
“E va bene...che cosa è successo stamattina quando sei rimasto solo con Lucky?Avrete parlato un po’ suppongo...”;
“Si certo...ho steso il verbale e gliel’ho fatto firmare...”;
“Ma come...solo questo?”;
“Beh sono stato con lei solo pochi minuti...che vuoi che sia successo?Lucky mi ha chiesto da quanto ero tornato e io le ho risposto...poi lei ha detto che si era meravigliata che nessuno le avesse detto niente e io le ho detto che ero io che avevo preferito così...che volevo essere io a dirglielo insomma...e basta...ah poi lei mi ha anche detto bentornato...”;
“Tutto qua?Voi due non vi vedevate da una vita e l’unica cosa che fate è stendere un rapporto e dire quattro cretinate...”,sospirò Greg alquanto deluso;
“Perché...che avremo dovuto dire,scusa?”,gli chiese Tomàs;
“Ma che ne so...cose del tipo... “Come stai?”... “Mi sei mancata...”... “Che hai fatto quando io ero a New York?”... “Ti sono mancato?”...eccetera...insomma cose così...”,continuava a dire Greg con foga;
“Greg sei ubriaco?Forse la birra ti ha dato alla testa...”;
“Ma se non l’ho ancora bevuta?”;
“E allora secondo me non stai bene...”;
“Perché?”;
“Ma come Greg...tu sai com’è andata tra me e Lucky...secondo te lei mi avrebbe chiesto come stavo...oppure io l’avrei abbracciata e le avrei detto qualcosa facendo finta di niente?Per chi mi hai preso?Per uno stupido?”;
“No Tomàs non mi permetterei mai...però la sai una cosa?A volte ti comporti proprio da stupido...proprio come in questo caso...”;
“Senti Greg...io capisco quanto tu voglia bene a me e a Lucky e quanto tu voglia rivederci insieme ma ragiona...mi sa che in questo momento stai parlando a sproposito...”;
“Ti sbagli...semplicemente sono stanco di vedere due persone che si sono così amate...e che sono state tanto tempo insieme...e che sono fatti l’uno per l’altra comportarsi come due bambini e lasciare che incomprensioni senza fondamento prendano il sopravvento su di loro fino ad avere la meglio...”,gli disse Greg;
...a quelle parole Tomàs si irritò un po’...si finì il panino e la birra...e poi disse all’amico di seguirlo in cucina...una volta di là lavò le poche cose che aveva sporcato e iniziò a preparare il caffè...dal canto suo Greg capì che Tomàs voleva cambiare argomento ma ugualmente gli disse...
“Perchè non vai a trovare Lucky stasera invece di uscire con noi?Vedi Tomàs è ormai da tempo che penso che Lucky non possa continuare a gestire da sola il locale...figurati che non è la prima volta che succede una cosa del genere...simile a quella di stamattina...magari le altre volte saranno state solo ragazzate ma pensa che poco tempo fa dei mocciosi per vendicarsi le hanno rotto una vetrata...”;
“Ma tu questo l’altra volta non me l’ hai detto...”;
“Beh mi sarà passato di mente...poi con quello che è successo oggi me lo sono ricordato...”;
“E va bene...allora stavolta raccontami tutto...ma proprio tutto quello che è successo quando io non ci sono stato...”;
...e così Greg mise al corrente l’amico di tutto quello che era accaduto in quell’anno e mezzo...
“Maledizione!Possibile che sia successo tutto questo...e tu non mi hai mai detto niente!”,urlò Tomàs;
“Ma Tomàs...se tu non volevi neanche sentirla nominare Lucky!Ogni volta che ti accennavamo a lei tagliavi corto...dicevi che non volevi saperne...che non dovevamo parlartene...e che lei per te non esisteva più...”,gli ricordò Greg;
“Beh e tu non dovevi starmi a sentire...”;
“Guarda che se fossimo stati da vicino l’avrei fatto dandoti un bel cazzotto in faccia...ma per telefono era impossibile!”,esclamò Greg;
“Capisco...va bene hai ragione tu...ma adesso dobbiamo fare qualcosa...Lucky lì da sola non può stare...Greg devi fare qualcosa...devi parlarle...”;
“Ah,ah,ah...questa è bella...come se fosse facile parlare con uno di voi due...fate sempre di testa vostra...siete cocciuti come muli...”;
“Eppure dobbiamo convincerla...”;
“Devi!”,gli disse Greg,“Qui ora l’unico che può provare a far cambiare idea a Lucky sei solo tu!Io e Angel abbiamo già fatto troppo...”;
“E va bene...vorrà dire che andrò a parlare con lei...solo che non so cosa potrei dirle...magari... “Lucky ho avuto una brillante idea...perché non prendi con te qualcuno”?”;
“Non puoi dirle una cosa del genere...sarebbe inutile...l’abbiamo già fatto noi e Margaret e come risposta lei ha detto che ora come ora non ha la disponibilità economica per prendersi delle cameriere...”,gli disse Greg;
“Mah...e allora come si può fare...”,disse Tomàs far se e se portandosi la mano vicino al mento e prendendo ad andare avanti e indietro per la cucina tanto che quasi fece venire a Greg mal di testa...
“Fermati Tomàs!Mi stai snervando!”;
“Zitto Greg...sto pensando...forse mi è venuta un’idea...ma tu mi devi aiutare...ecco tu hai detto che Lucky non ha la possibilità di pagare qualcuno e questo è vero...però sicuramente alla sua facoltà ci sarà qualcuno appunto...che so...qualche studentessa...”;
“Studente no?”,lo prese in giro Greg;
“Maschi esclusi...e non m’interrompere...”,disse prontamente Tomàs all’amico,“...comunque qualcuno che magari,non avendo trovato alloggio al campus,sta cercando una pensione...che come tu sai oggi come oggi hanno affitti stratosferici...”;
“E quindi tu vorresti suggerire a Lucky di chiedere a tutti all’università se c’è qualcuno che,non potendo permettersi una pensione,andrebbe a lavorare al “Liberty Girl” in cambio di vitto e alloggio?E credi che Lucky andrebbe a chiedere a destra e a manca una cosa del genere?”;
“No questo no...però magari potrebbe affiggere qualcosa in facoltà...qualcosa come...”,stava dicendo Tomàs;
“Tipo questo?”,disse Greg tirando fuori dallo zaino un grosso cartello con su scritto...
“CERCASI AIUTANTE CARINA E VOLENTEROSA PER CAFFETTERIA IN CAMBIO DI VITTO E ALLOGGIO GRATIS”
Per ulteriori informazioni rivolgersi a questo indirizzo:
www.gregmckay@libero.com
oppure telefonare al numero 333/6425154
“...e allora Tomàs...che ne pensi?”;
“Stai scherzando vero?E secondo te quello è un cartello che può affiggere una ragazza?”;
“Perché...cos’ha che non va?”;
“Greg...scommetto che questo cartello non l’hai fatto da solo...”;
“No...mi ha aiutato Angel...forse è un po’appariscente però...ma correggendo qualcosa qua e la potremo aggiustarlo...”;
“Più che qualcosa bisognerebbe correggere proprio tutto...”;
“E dai Tomàs non esagerare...”;
“Ok...vediamo che si può fare...”;
...e così i due amici si misero a rifare insieme il cartello provando varie soluzioni...sembrava però che ogni volta qualcosa non andasse bene ma dopo molte ore riuscirono a tirar fuori qualcosa di buono...
“PRIOPRIETARIA DI CAFFETTERIA CERCA STUDENTESSA UNIVERSITARIA COME AIUTANTE IN CAMBIO DI VITTO E ALLOGGIO GRATIS”
Per ulteriori informazioni rivolgersi al numero 333/6425154
“Ah...breve...conciso...e serio...”,disse Tomàs guardandolo;
“Perfetto in poche parole...”,aggiunse Greg,“...bene Tomàs adesso io vado...non ti dimenticare di passare stasera stessa da Lucky e portarglielo...”,gli disse ancora l’amico facendo per uscire e poi praticamente tornando indietro; “...ah Tomàs...non dire che è stata una mia idea...dì che è stata tua...altrimenti Lucky mi ammazza!”;
“Ho capito...vorrà dire che mi prenderò tutta la colpa...e il merito...”,ribatté Tomàs.
Una volta che Greg fu andato via,Tomàs rimise tutto a posto e poi si andò preparare per andare da Lucky...
Intanto al “Liberty Girl” quella giornata fu molto movimentata per Lucky tanto che la ragazza la sera non riusciva neppure a tenere gli occhi sui libri dalla stanchezza... “Eppure sono appena le nove e un quarto...ah...non posso andare avanti così...devo fare qualcosa...”,continuava a pensare Lucky tra se se quando sentì uno strano rumore provenire da sotto...e così la ragazza,presa una mazza dallo stanzino,fece per scendere di sotto quando,arrivata a metà delle scale,vide un’ombra salire...stava giusto per colpirla quando una voce le disse...
“Ferma Lucky sono io...”;
...allora la ragazza accese la luce e quando vide che era Tomàs subito gli urlò contro...
“Tomàs ma sei impazzito?Ti sembra questo il modo di entrare in casa d’altri...come un ladro...per poco non mi hai fatto prendere un infarto...eppure lo sai quello che è successo stamattina...e poi come hai fatto a entrare?”,continuava a incalzare Lucky;
“Calmati Lucky...calmati...innanzitutto abbassa quella mazza...”,le disse il ragazzo riprendendo a salire le scale, “...e poi una domanda alla volta...allora,sono entrato con la chiave che tu mi hai dato anni fa...”;
“La mia chiave...ma ce l’hai ancora...”;
“Si...”;
“E non potevi telefonarmi per avvisare?”;
“Beh io ho tentato ma risultava sempre occupato...”;
“Oddio è vero...io ho messo il telefono fuori posto per studiare in pace...”,sospirò Lucky portandosi una mano alla testa;
“Lo vedi?Non avevo altra scelta che venirti a trovare...”;
“Beh e non potevi suonare il campanello?”;
“Non ci ho pensato...sai com’è...la forza dell’abitudine...”,disse il ragazzo guardando la chiave e poi facendo per cambiare discorso,“...adesso posso salire...?”;
“Ma si certo dai...”;
...e così i due salirono di sopra...
“Dai vieni in salotto...”;
“Mhm...vedo che questo stanza non è cambiata affatto...”,disse Tomàs guardandosi intorno, “...il divano ad angolo bianco...il tavolino accanto...la libreria di fronte sempre più piena di libri...il tavolo grande con due sedie vicino...”;
“Tomàs...sei venuto per dirmi che i mobili stanno allo stesso posto?”;
“No...piuttosto non mi offri qualcosa?”;
“Beh e che cosa vuoi?”;
“Ma una birra...”;
“Ok...vado a prendertela...”;
...e così mentre Lucky andava in cucina il ragazzo,continuando a guardarsi intorno,sospirò...
“Quanti ricordi...quante cose sono successe in questa casa...e la poltrona di fronte al divano era la mia preferita...”,e così dicendo Tomàs vi sprofondò sopra;
“Eccoti la birra Tomàs...”,gli disse Lucky porgendogliela e sedendosi sul divano di fronte al ragazzo...
“E allora Tomàs...vuoi dirmi che c’è?”;
“Ecco Lucky...la brutta esperienza che hai avuto stamattina mi ha fatto pensare molto...”;
“Ah si e a che cosa?”;
“Ecco ho pensato che tu...si insomma che tu non dovresti stare qui da sola...dovresti trovarti qualcuno...qualcuno che ti dia una mano qui al locale intendo...”;
“Ma va?Anche tu adesso...e dimmi questa strabiliante idea è tua o te l’hanno suggerita?”;
“No l’idea è venuta a me...”;
“Ma davvero....sai Tomàs sei proprio un’ipocrita...”;
“Ma Lucky...”;
“Vedi... sei tornato due settimane fa e qua non ti sei fatto vivo...e se non fosse stato per la rapina non ci saresti di certo venuto...poi di punto in bianco vieni qua...e poi come se niente fosse te ne vai...e per giunta quando abbiamo steso il rapporto mi hai trattato come se fossi un’estranea...infine stasera ti ripresenti qua...entri con la chiave e mi fai prendere quasi un colpo ma non solo...con un’arroganza tale mi vieni a dire che devo prendermi qualcuno che mi dia una mano al locale...accidenti ma chi ti credi di essere?Per tutto questo tempo te ne sei fregato di me...se ero viva o morta...e adesso pretendi pure di dettare legge...assurdo...”;
“Ho capito...ho sbagliato...non dovevo venire...però rispondendo a quello che hai detto prima beh...rifletti bene su quello che è successo un anno e mezzo fa prima di parlare...”,le disse prontamente il ragazzo, “...per il resto si...quello che hai detto è vero...io sono tornato e non sono venuto neanche a trovarti ma perché secondo te...perché non sapevo se mi avresti accolto bene o male...poi il fatto che io ora sia venuto a dirti che devi prendere qualcuno non è un imposizione...è semplicemente un suggerimento...se lo vuoi accettare è bene...se no fa niente...ciao Lucky...”,disse il ragazzo riprendendosi il giubbino e lo zaino e aggiungendo: “...e poi guarda che io non devo certo venire a chiedere scusa a te per quello che ho fatto...”;
...a quel punto il ragazzo stava andando via quando Lucky lo fermò...
“Dai Tomàs non te ne andare...mi dispiace di aver alzato la voce ma sai com’è...mi sono sentita come se mi fossero state imposte le cose...e così ho finito col dire cose che non avrei voluto dire...cose che non avrei mai detto...”;
“No Lucky sei tu che devi scusarmi...infondo non hai tutti i torti...anch’io in un certo senso ho sbagliato...”;
“Va beh Tomàs...dai dammi questo consiglio...”,disse la ragazza cercando di allentare la tensione;
“Ok...ecco più che un consiglio avrei da darti una cosa...ta-daan...”,disse il ragazzo tirando fuori un grosso cartello...
“E questo cos’è?”;
“Aspetta Lucky...non giudicare prima di leggere...”;
...e così la ragazza lesse quel grosso manifesto e poi esclamò...
“Interessante...ma scusa dove potrei mai metterlo?Non pretenderai che me ne vada in giro con un cartello simile in mano...”;
“No...no...questo no...però senti...io una mezza idea ce l’avrei...”;
“Ah si...e quale?”;
“Beh all’università non c’è una bacheca dove di solito i ragazzi mettono i loro annunci?”,le disse Tomàs;
“Si...c’è...ma non credo che mi ci facciano mettere una cosa simile...”;
“Perché...cos’ha che non va?”,le chiese Tomàs;
“Tomàs le cose che si espongono nella bacheca universitaria sono relative...e più o meno si attengono sempre sul dare ripetizioni delle materie della facoltà...sulla ricerca di qualche libro che magari non si riesce a trovare...questa invece è una cosa privata che non ha attinenza...”,gli disse Lucky continuando a guardare il cartello;
“Capisco...a questo non ci aveva pensato...però dai tentar non nuoce...almeno prova a chiedere se te lo fanno affiggere...può darsi che ti diano il permesso...”;
“Non so...non credo proprio...”;
“Tu prova che ti frega...o la va o la spacca...”,insisteva Tomàs;
“Va beh dammelo...”,si arrese infine la ragazza;
“Comunque ho anche un’altra soluzione...l’asso nella manica insomma...”,e così il ragazzo tirò fuori un altro cartello più piccolo...
“PROPRIETARIA DI CAFFETTERIA CERCA RAGAZZA IN CAMBIO DI VITTO E ALLOGGIO GRATIS”
Per informazioni chiedere all’interno alla diretta interessata
“Ecco questo la mettiamo nella vetrina esterna...”,concluse Tomàs;
“Beh questa già è migliore come idea...potrei mettere solo questo e lasciar stare l’altro...”,disse allora Lucky;
“No perché così è troppo generalizzato...potrebbe venire chissà chi...invece con l’altro potrebbe essere interessata anche una tua collega e a quel punto scoprire informazioni su chi ti metti in casa sarà più facile...”,le disse Tomàs;
“Capisco...bene Tomàs ti ringrazio...cercherò di prendere in considerazione queste idee e poi ti farò sapere...”;
“E no Lucky...tu non le prendi in considerazione...semmai le accetti...perché non c’è niente su cui riflettere...c’è o da accettare o da rifiutare...”;
“Ma mettermi un’estranea in casa...”;
“Non pensare che sia un’estranea...pensa che ti darà una mano col locale...che avrai tempo per studiare...e che avrai anche un po’di tempo per te...”;
“E va bene Tomàs accetto...ci proverò...tanto alla fine non ho niente da perdere...se non andrà bene potrò sempre mandarla via...”;
“Brava è così che si fa...adesso ti riconosco...”,le disse Tomàs euforicamente;
...poi d’un tratto tornò serio vedendo che la ragazza lo guardava con aria stupita...
“Scusami...beh sarà il caso che vada adesso...”,le disse il ragazzo un po’ imbarazzato, “...allora ciao Lucky...ci si vede...”;
“Ok...dai ti accompagno giù...”;
“Non ce n’è bisogno,conosco la strada...piuttosto rimettiti pure a studiare...vedo che hai i libri aperti...”;
“Come vuoi...”;
“Ah Lucky...tieni...queste non mi servono più...”,le disse il ragazzo lanciandole le chiavi della porta di servizio;
“Me le restituisci?”;
“Certo...non credo che ne avrò più bisogno...”;
“No...non credo...”,le disse la ragazza riprendendosele mentre Tomàs andava via.
Una volta rimasta sola Lucky guardò la chiave a lungo...poi aprì un cassetto,prese da dentro un portagioie,lo aprì,ci buttò dentro la chiave e sospirò...
“Ecco l’ultimo tassello del mio passato con Tomàs che adesso si è chiuso definitivamente...”;
...poi Lucky mise tutto a posto,si sedette alla scrivania e si rimise a studiare...studiò per un po’ ma visto che era troppo stanca decise di andare a dormire.
Il giorno dopo la ragazza si alzò presto come sempre...preparò tutto,aprì il locale,servì le prime colazioni,poi verso le dieci chiuse e andò all’università...era risaputo che almeno tre volte a settimana il bar rimaneva chiuso in mattinata perché Lucky doveva seguire i corsi...
Una volta all’università,visto che l’orario dei corsi era stato spostato,la ragazza ne approfittò per andare in segreteria a chiedere il permesso di esporre il famoso cartello...dopo aver verificato quello che c’era scritto il permesso le fu accordato...affisso il cartello Lucky andò poi a seguire i corsi...
Joan stava intanto parlando con un’amica della sua compagna di stanza,Abby Logan, che non sopportava più...gliene aveva fatte veramente tante...e lei aveva pensato così di cambiare stanza ma anche quella accanto alla sua ormai non era più disponibile...ed erano giorni che la ragazza andava in giro in cerca di un posto dove stare...di affittare un appartamento non se ne parlava proprio...ma purtroppo anche le pensioni avevano prezzi esorbitanti per le sue scarse finanze...l’amica le dava ragione però,allo stesso tempo,le diceva di sopportare ma Joan ripeteva che era arrivata al limite...aveva sopportato tutto quello che le aveva fatto Abby ma a Natale la sua cara compagna di stanza aveva superato il limite...l’amica le chiese allora cosa avesse fatto Abby di così terribile ma Joan preferì sorvolare o al massimo dire: “Beh...chiedetelo a lei...”;
...stava giusto finendo di lamentarsi quando arrivò un’altra ragazza del suo corso che la chiamò...
“Ehi Joan...in bacheca c’è qualcosa che potrebbe interessarti...”;
“Ma di che parli Emily?”;
“Di una certa affissione...dai vieni...”,se la tirò l’amica;
...e così Joan si fece largo tra la folla di ragazzi che sembravano interessati a leggere...
“Chi l’ha messo eh Emily?”;
“Non lo so però guarda...c’è un numero di telefono...”;
“Perfetto...”,disse Joan girandosi e porgendo all’amica i libri che aveva in mano...
“Emily...tienimi questi...”;
“Ma Joan...cos’hai intenzione di fare?”,le chiese a quel punto Emily;
“Ora vedrai...”,disse la ragazza avvicinandosi alla bacheca e togliendo il foglietto da là...
“Ehi ma io stavo copiando il numero...”,le disse un ragazzo vicino;
“Ma sta zitto...non vedi che è solo per ragazze...”;
“Beh ma almeno lasciami scrivere il numero...”;
“Ma va...”,disse Joan spostandolo e allontanandosi con il foglio tra le mani...
...andò poi subito a telefonare ma non le rispose nessuno...allora la ragazza si stava nuovamente demoralizzando quando...
“Senti Joan ...”,le disse Emily che l’aveva seguita, “...forse in segreteria ci sapranno dire qualcosa di più su chi ha messo quell’annuncio...”;
“E’ vero...Emily...sei un genio...dai andiamo!”,esclamò Joan tornata improvvisamente di buon umore;
...e così le due si avviarono...
Arrivate vicino alla segreteria,Joan ed Emily si accorsero che stava per chiudere...a quel punto Emily disse che era meglio tornare un’altra volta...ma Joan senza perdersi d’animo andò vicino alla responsabile dicendole che era urgente...
“Non posso...mi spiace ma stiamo chiudendo...ed è già tardi...”;
“La prego mi ascolti...devo solo chiederle una cosa...non ci vorrà molto...”;
“E va bene...sentiamo...”;
“Beh...saprebbe dirmi per caso chi è che ha messo questo annuncio?”,le disse la ragazza mostrandole il cartello;
“Veramente...”,stava dicendo la donna quando vide Lucky da lontano, “...ecco è quella ragazza laggiù...si,si è proprio lei...”;
“Chi quella che sta uscendo dall’aula 3?”;
“Già...”;
“La ringrazio...”,disse Joan alla donna allontanandosi poi insieme ad Emily;
“Visto...che ti avevo detto?Era inutile farsi tanti problemi...tanto se quella non parlava io non la mollavo di certo...”;
“Accidenti Joan...sei proprio unica...ehi ma dove vai?”;
“Beh a parlare con quella ragazza...meglio cogliere la palla al balzo...ci si vede Emily!”,le disse Joan scappando via non prima di riprendersi i libri;
“Ok...alla prossima!”,la salutò l’amica.
E così Joan senza perdere tempo corse incontro a Lucky...
“Ehi scusa...sei tu che hai messo questo annuncio in bacheca?”;
“Beh si...”;
“Perfetto...sai era proprio quello che mi ci voleva...”;
“Cioè...vuoi dire che sei interessata?”,le chiese Lucky;
“Altrochè...mi chiamo Joan Edler e frequento la facoltà di archeologia...beh sai è già da un po’ che sono in cerca di una stanza...ma a quanto pare di questo periodo è impossibile rimediarne una...sono ormai già tutte occupate...”;
“Mhm...e quindi vorresti venire a stare da me...”;
“Certo...e anzi guarda...se per te non è un problema potrei trasferirmi stasera stessa!”,esclamò Joan;
“Cosa?Stasera?Senti Joan frena un attimo...mi sa che dovresti prima vedere il locale...sentire quello che c’è da fare e poi decidere...non ti sembra di correre un po’ troppo?”,le disse Lucky;
“No,non credo...vedi...”,esitò la ragazza non conoscendo il nome di colei con cui stava parlando;
“...Lucky...Lucky Martinelli...della facoltà di giurisprudenza...”,le disse appunto Lucky;
“Vedi Lucky...il fatto è che io ho qualche problema con la mia attuale compagna di stanza...e non mi va di rimanere lì neanche un altro giorno...inizialmente abbiamo cercato di appianare le nostre divergenze...ma col tempo ci siamo accorte che era impossibile...così io ho deciso di andarmene e beh...come si dice...chi ha tempo...”,le spiegò Joan;
“Capisco,capisco...beh in questo caso potresti venire a dare un’occhiata dopo i corsi...e se ti piacerà trasferirti subito...che ne dici?”;
“Che va benissimo...ah Lucky sei la mia salvatrice!”,esclamò Joan entusiasta;
“Ok allora ci vediamo più tardi Joan...”;
“Ehi...ehi Lucky un attimo...devi ancora darmi il tuo indirizzo...”;
“Ah già è vero...”,disse Lucky scrivendoglielo su un foglietto che strappò dal suo quaderno, “...ecco vedi il locale si trova da queste parti...se poi non trovi la strada fammi uno squillo a questo numero...”,le disse Lucky mostrandoglielo sul foglietto;
“Si ma io non ce l’ ho già il numero...?”,le chiese allora Joan;
“No quello è del cell...che quando sono occupata col negozio o coi corsi c’ho spento...qui ti ho segnato quello del locale...”;
“Ah ok...ci si vede più tardi...”,le disse Joan allontanandosi mentre Lucky sospirava,“Ah...speriamo bene...”.
Una volta che Lucky ebbe salutato Joan,quest’ultima si recò al dormitorio per fare le valigie e dare l’addio alla sua “cara” compagna di stanza...
“E così te ne vai...”,le disse Abby;
“E beh che pensavi?Te l’avevo detto,no?”,ribatté Joan continuando a ripiegare vestiti;
“Contenta tu...come se ti avessi fatto chissà cosa...”;
“Abby mi prendi in giro?Tu hai sempre fatto di testa tua...e del mio parere te ne sei sempre fregata...meglio dividere le nostre strade...questa è la mia decisione...e adesso scusa ma devo finire le valigie...”,le disse infine Joan tagliando corto.
Intanto Lucky tornata al locale andò a cambiarsi,riaprì e si rimise al lavoro...verso le sei arrivò Joan con tanto di valigie accompagnata da un’amica...
“Dai Emily...il locale dev’essere questo...uh com’è carino...”,esclamò la ragazza entrando e guardandosi intorno, “...ah è delizioso...di primo acchito mi piace...ha qualcosa di accogliente...sembra metterti a tuo agio...”;
“Ehi ma dov’è la ragazza con cui hai parlato?”,disse Emily;
“Guarda è la...dietro al banco...dai andiamo...”;
...e così le due si avvicinarono a Lucky...
“Ehi Lucky...”;
“Ah Joan sei già qui...pensavo venissi più tardi...”;
“Perché...è troppo presto?”;
“No,no...non preoccuparti...sono solo un po’ indaffarata...dai siediti qui che ti porto qualcosa...a te e alla tua amica...”;
“Emily...”,disse la ragazza stringendole la mano;
“Piacere Lucky...”,disse quest’ultima e poi aggiunse: “E allora ragazze che prendete?”;
“Beh due cioccolate calde...”;
“Ve le porto subito...con questo freddo sono l’ideale...”,disse Lucky allontanandosi.
Dopo un po’ Lucky portò le cioccolate alle ragazze,poi finì di servire gli altri clienti e quando tutti furono andati via Lucky andò da loro...
“Meno male...finalmente abbiamo un minuto libero...Joan vorrei farti vedere la casa ma adesso non posso visto che non è ancora ora di chiusura...però potrei cominciare a farti vedere meglio il locale e il laboratorio...scusa Emily non è che potresti restare un attimo qua?”;
“Si,si certo...se viene qualcuno vi avviso...”;
“Grazie...”,le disse Lucky allontanandosi con Joan.
E così Lucky mostrò alla ragazza il locale anche all’interno,compresi laboratorio e dispensa...le spiegò poi quello che c’era da fare,da preparare,gli orari...le chiese poi i suoi di orari e cioè quelli dei corsi universitari...Joan glieli disse,Lucky allora le disse i suoi e quindi le due si accordarono su come dividersi i turni...poi Joan mise momentaneamente le valigie nel laboratorio,si tolse il cappotto e chiese a Lucky di dare anche a lei una divisa poiché,visto che mancavano ancora alcune ore alla chiusura,avrebbe iniziato subito,in modo da prendere confidenza col locale e col nuovo lavoro,cosicché l’indomani non ci sarebbero stati problemi...
A quel punto Lucky dette a Joan una sua divisa che aveva in più e che però sembrava starle un po’ lunga...ma Joan disse che non c’erano problemi e che ci avrebbe pensato lei...
Così Joan,finitasi di cambiare,uscì fuori,salutò Emily e cominciò a dare una mano a Lucky...le cose inizialmente non furono facili però pian piano si aggiustarono...poi vero le otto le ragazze chiusero il locale e così Lucky poté portare la nuova arrivata di sopra a vedere la casa e quella che sarebbe diventata la sua camera...
La casa piacque molto a Joan,in particolare quella che da quel momento in poi sarebbe stata la sua stanza...finalmente aveva una camera tutta per se...e già,fu proprio quello il primo pensiero della ragazza.
Poi,mentre Joan cominciava a sistemarsi nella stanza,Lucky iniziò a preparare la cena...verso le nove la ragazza andò a chiamare Joan dicendo che era pronto da mangiare...a tavola le due chiacchierarono ancora un po’ e si conobbero meglio...
“Beh più o meno questo è tutto...”,le disse Joan;
“Capisco...”,disse Lucky;
“E allora non mi dici niente di te?”;
“Beh che c’è da dire...sono proprietaria di questo locale e me ne occupo da quando i miei sono morti...”,le disse Lucky;
“E’ questo è tutto?”;
“Beh dai ne avremo di tempo per conoscerci meglio,non trovi Joan?”,concluse Lucky;
...così le due andarono ognuna nella propria stanza...Lucky si mise un po’ a studiare mentre Joan finì di sistemare la sua roba.
Verso le undici Joan andò a letto visto che era molto stanca...anche Lucky che aveva finito di studiare si stava preparando per andare a dormire quando squillò il telefono...
“Pronto?Ah Tomàs sei tu...dimmi...si,si tutto a posto...si ho messo l’annuncio...pensa ho anche già trovato una ragazza...figurati che è già arrivata...cosa...si,si ho preso informazioni...si chiama Joan Edler e frequenta il corso di archeologia...no,no non preoccuparti...di primo impatto mi sembra una brava ragazza...va bene ho capito prendete informazioni anche voi...si ho messo l’annuncio pure fuori al locale...cosa...passate domani mattina prima del lavoro?Ok,così ve la faccio anche conoscere...allora a domani...ciao...ciao...”,disse Lucky riagganciando e andandosi a mettere il pigiama.
Il giorno dopo Lucky si alzò all’alba come al solito andando a chiamare la nuova amica che rimase un po’ sorpresa per l’ora ma naturalmente non disse niente...anzi si alzò,si preparò,fece una rapida colazione fattale trovare pronta da Lucky e scese subito in laboratorio...ma visto che Joan sapeva fare ben poco Lucky aveva già preparato quasi tutto...così diede a Joan un guanto dicendole di tirare fuori i dolci che stavano nel forno e di riempirli di crema con una siringa che si trovava sul tavolo...
Joan lo fece non senza combinare qualche pasticcio a cui Lucky riuscì facilmente a rimediare...una volta che ebbero finito,le due sistemarono i dolci nel bancone,esposero i restanti in vetrina e aprirono il bar...
Dopo un po’arrivarono i primi clienti e Joan cominciò a prendere le ordinazioni...solo verso le otto,invece,arrivarono Tomàs,Greg e Angel...
I ragazzi appena entrati andarono verso il banco,salutarono Lucky e si misero a parlare con lei...
“Bene ragazzi...e allora che prendete?”;
“Il solito...torta,cioccolato e un caffè doppio per me...”,disse Angel sbadigliando;
“Ehi Angel che ti succede?”,gli chiese Lucky;
“Sono stanco...praticamente stanotte non ho proprio dormito...”;
“E come mai?”;
“Beh avevo degli impegni...”;
“Si come no...pensa che è tornato alle quattro...”,disse Tomàs;
“Ah ma allora hai fatto il turno di notte?”,suppose Lucky;
“Ma quale turno di notte...”,intervenne Greg, “...è stato con una delle sue ragazze tutta la notte piuttosto...”;
“E’ come ho già detto sembra che questo incosciente sia tornato a casa alle quattro passate...eppure sapeva che stamattina eravamo di turno...”;
“In pratica hai dormito solo due ore...”,sospirò Lucky;
“Non preoccuparti tanto lui è di ferro,vero Angel?”,gli disse Tomàs dandogli una pacca sulla spalla mentre l’amico continuava a sbadigliare e poi rivolto a Lucky,“Cambiando discorso...sono riuscito a prendere qualche informazione su quella ragazza...”;
“E come hai fatto in così poco tempo...?”;
“Beh avevo le mie fonti...ho semplicemente fatto qualche telefonata...e comunque che dirti...beh Joan Edler...una brillante e diligente studentessa...forse un po’ testarda ma brava...mi da l’idea di una persona a posto...o almeno così sembra...comunque non è di Overcity...”;
“Sai che novità...questo già lo sapevo...me l’ha detto lei...viene da Los Angeles...”,
...intanto Joan stava finendo di dare il resto a un cliente...
“Ehi Joan vieni un attimo...voglio presentarti i miei amici...”;
“Si vengo subito...”,disse la ragazza avvicinandosi;
“Allora ragazzi lei è Joan Edler...loro sono Tomàs Ramirez...Gregory McKay detto Greg e Angel Carson...sono tre poliziotti del distretto di Overcity...quello poco distante da qui sai...”;
“Ah si ho capito...quello centrale...beh piacere...”,disse la ragazza stringendo loro la mano;
“Piacere nostro...”,risposero i tre ricambiando la stretta mentre Angel continuava a guardarla;
“Sei molto carina sai...sembri proprio una bambolina...”,disse Angel toccandole la mano;
“Giù le mani carino...non mi piacciono i bell’imbusti come te...e poi è inutile che fai quello sguardo languido...tanto non sei il mio tipo...ora scusate ragazzi ma ho molto da fare...”,disse Jaon allontanandosi e lasciando Angel con un palmo di naso mentre Greg e Tomàs continuavano a ridere per la pessima figura che aveva fatto l’amico...
“Ah,ah,ah...chi si crede di essere quella gatta morta?E’solo una sciacquetta...”,disse allora Angel;
“Dai Angel non essere cattivo...”,gli disse Lucky rimasta anche lei un po’sorpresa per la reazione di Joan, “...si vede che non sei il suo tipo...”;
“Si questo l’avevo capito...ma poteva essere più gentile...”;
“Si forse...comunque una cosa è certa...ha messo ben in chiaro che devi starle alla larga...e che non le interessi...”;
“A questo c’ero arrivato da solo...tanto neanche a me interessano le acide come lei...volevo solo essere gentile ma fa niente...e comunque potevi scegliertela meglio la ragazza...e pensare che ho perso un sacco di tempo a scrivere quel cartello...e tu assumi una strega come quella...”;
“Cosa scusa...come hai detto Angel?”,gli disse Lucky e poi guardando Tomàs: “Ma come Tomàs non era un’idea tua?”;
“Si...cioè no...diciamo che l’idea è partita da Greg...”,balbettò Tomàs;
“Ma quando mai...se sei stato tu a proporlo...ricordi?”,ribatté Greg cercando di rammentare all’amico che alla fine si era preso lui la responsabilità, “Inoltre Tomàs hai pure cambiato il cartello dicendo che quello di Angel non andava bene...”;
“Cheee?Vi siete permessi di cambiare il cartello senza dirmi niente?”,disse a quel punto Angel;,
“Scusa Angel quello più che un cartello sembrava un annuncio per rimorchiare ragazze...”,gli disse Greg;
“Beh potevamo unire l’utile al dilettevole...mi sarei occupato io delle selezioni e Lucky non sarebbe finita con un’arpia del genere...”,disse ancora Angel;
“Mi piace arpia...è proprio carino...”,asserì Greg;
“Su ragazzi non giudicatela così...non la conosciamo nemmeno...”,disse loro Tomàs;
“Che c’è Tomàs tu che difendi una donna che non è Lucky...strano!”,esclamò Angel;
“Ora basta Angel...falla finita...e anche voialtri...”,intervenne Lucky e poi aggiunse,“...ora ho capito a chi è venuta l’idea...a tutti e tre...quindi se avrò dei problemi saprò con chi prendermela...”,disse poi prendendoli in giro;
“Questa è una minaccia?”,le disse Tomàs;
“No...diciamo che è un avvertimento...come si dice...uomini avvisati...mezzi salvati!”,esclamò Lucky ridendo;
“Uh...sai che paura...guarda come stiamo tremando...”,continuavano a darle man forte i tre...
...poi tutti insieme scoppiarono a ridere mentre Joan continuava a guardarli da lontano...
“Che bello avere degli amici così...piacerebbe anche a me instaurare un rapporto così con dei ragazzi...”,sospirò la ragazza continuando a servire.