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La vita ti gioca brutti scherzi - di Gladys

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© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 26/04/2010 alle ore 18:29:45

 

L'autore si assume la responsabilità di quanto pubblicato.

 

“La vita ti gioca brutti scherzi...”



“La vita ti gioca brutti scherzi bambina... e prima o poi ti manda il conto, poi mia cara, non ti resta che pagare ! eh già... è così!” diceva con calma, nonno Renato alla sua nipote Linda, poco più che una ventenne, dopo averla sentita discutere con sua mamma. Linda, una ragazza perennemente delusa da ciò che la vita le offriva. Scontenta dei genitori che le ridicevano di abbassare la musica; della sua macchina color grigio topo sbiadito; della piscina che si riempiva di foglie quando c’era vento; del suo ragazzo che veniva a prenderla in moto giusto giusto dopo che aveva fatto due ore di piastra ai capelli e, soprattutto da sua madre, perché quel venerdì mattina aveva “preteso”: “Senti cara, puoi annaffiare le piante del giardino ? con tuo padre vorremmo andare al mare questo fine settimana, partiamo stasera...”. Successe il finimondo... i genitori partirono ugualmente mentre Linda sbraitava dietro il diritto di vivere in pace la sua vita, di fare quello che voleva e, che se non si divertiva ora che era giovane, quando lo avrebbe fatto ? Ed è così che il nonno pronunciò quelle parole a sua nipote.
Lei, Linda, guardò con freddezza l’uomo anziano dalla schiena semicurva seduto su una vecchia seggiola in vimini con le mani raggrinzite appoggiate su un bastone che la guardava con occhi malinconici, gli rispose molto irritata.
“Non è giusto ! Lei se ne va a divertire ed io devo rimanere qui ad annaffiare le sue stupide piante!... e tu, nonno, mi vieni con queste baggianate di pagare un conto ? Che cavolo dici ? Non vedo l’ora di andarmene di questa casa e di rimanere da sola ! Non ne posso più di tutti voi!” e se ne andò via dando un calcio all’innaffiatoio.
Il giorno dopo, ossia, il sabato sera, mentre i genitori di Linda andavano a piedi al ristorante, furono investiti e uccisi sul colpo da un pirata della strada. Quella stessa sera il cuore del nonno Renato non resistette alla notizia della perdita della sua unica figlia e se ne andò pure lui...

Ora, seduta su quella vecchia seggiola di ferro battuto, a Linda riaffiorò in mente quel triste ricordo mentre osservava una giovane donna annaffiare il giardino sbuffando a destra e manca dicendo: “Non so a cosa serve avere tutte queste stupide rose, se fosse per me, gli taglierei tutte quante di una buona volta per tutte e basta!”
Linda si sentì immedesimata in quella ragazza o, quantomeno a come l’era lei, una volta e, pensò di darle un sano suggerimento per evitarle inutili sofferenze, ma che dirle... i giovani si sa, non ti ascoltano mai, si annoiano solo a sentirsi salutare da te, figuriamoci a parlargli o dargli consigli. Ci vorrebbero poche parole che attirino l’attenzione. Una frase breve e concisa. Allora il suo volto si illuminò e gli disse con notevole calma: “Senti cara, lo sai che la vita ti gioca brutti scherzi e che prima o poi ti manda il conto ? ... e poi non ti resta che pagare ! Eh già è proprio così ! Aveva ragione mio nonno. Se te lo dico, so bene perché te lo dico!”. La ragazza si voltò a guardare l’anziana signora e quasi con disprezzo le disse: “Senta signora, se mio padre verrebbe a sapere che ha sborsato un sacco di soldi in università per poi vedermi annaffiare le piante ad una Casa di Riposo Comunale... Bè non credo che sarebbe molto contento... mi dica, di quale conto parla ? Che cosa dice?... ma và, chi capisce i vecchi.” E se ne andò gettando a terra il tubo dell’acqua.