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Jess il paranormale - di Valeria Bellenda

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© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 28/04/2008 alle ore 11:19:10

 

L'autore si assume la responsabilità di quanto pubblicato.

 

 Sta a guardare- mi dice.
I suoi occhi brillano di una strana luce, inaccessibile, indomabile. Sono di una luminosità accecante. D’istinto mi copro il viso con una mano, come se fossi colpita da un raggio di sole. Jess mi prende per un braccio e mi conduce dolcemente verso la riva. Il mare spumeggia tutt’intorno. Un’onda si infrange tra i miei piedi, soffice e gelida. Mi è così vicino che posso sentire il suo respiro accarezzarmi la pelle. Volge lo sguardo al cielo, con gli occhi fissi, ancora fari nella notte. Sembra perdersi nell’immenso blu scuro che lo sovrasta. Mi stringo al suo braccio. Il suo corpo è asciutto, sportivo ed inaspettatamente vellutato. Non so cosa aspettarmi. Jess sta per mostrare quanto è diverso da me, sta liberando il suo lato paranormale. Sento il cuore scalpitarmi impazzito nel petto.
 Ehi, tranquilla- mi sussurra all’orecchio- Siamo nel punto esatto in cui tu mi hai riportato alla vita, ricordi?
Mi balenano agli occhi i flash di quella sera. La pioggia insistente, Jess in fin di vita tra le mie braccia, con gli occhi bagnati di pianto ed il sorriso spezzato, la fragilità del suo corpo. Ogni particolare in questo punto della spiaggia mi ricorda l’ondata di emozioni che mi ha investita qualche giorno fa. Un brivido come una scossa elettrica mi riporta alla realtà.
 Era proprio necessario portarmi qui?
Non capisco perché Jess abbia scelto questo tratto di spiaggia per mettere alla prova le sue capacità psichiche. Non sente la frustrazione che ho dentro nel rivivere quei momenti?
 Se non lo avessi fatto, non saresti mai riuscita ad affrontare le paure di quel giorno. Invece, in questo modo, riuscirò a sostituire i tuoi ricordi. Questa sera amerai questo punto di spiaggia, in bilico tra riva e scogli. E’ una promessa.
 Qui ho visto la morte in faccia, Jess. La tua morte. Non ti conoscevo ancora e ti stavo già perdendo. Pensi di capire almeno lontanamente cosa significa? Nessuna magia riuscirà mai a cancellarlo.
Mi guarda, senza dire una parola. Poi torna a fissare il cielo. I suoi occhi incontrano la luce pallida e fioca della luna.
 Scusa, non volevo.
Tento di giustificarmi, sperando di pulire dal suo viso ogni macchia di delusione. Ma ormai non mi sente più. Vicino a me c’è il corpo perfetto e provocante di Jess, ma la sua mente è già altrove. Continua a fissare la luna, come in trance. La luminosità dei suoi occhi, intrecciata allo sguardo di questa, si accentua sempre più. Si è stabilita una connessione tra loro. Sono convinta che anche se mi mettessi a gridare o mi spogliassi nuda, non riuscirei a spezzare il flusso di energia. Il loro legame è di natura paranormale. Jess sta assorbendo attraverso gli occhi la luminosità della luna. Mi allontano un pochino, per osservare meglio la corda di luce che li lega. Ha il colore di una scorza di limone profumata. D’un tratto, Jess abbassa lo sguardo. I suoi occhi puntano il mare all’orizzonte, fin dove la vista può spingersi. Il fascio di luce che proiettano si posa sul riflesso della luna sull’acqua e con esso si mescola, si fonde, diventa un tutt’uno. Senza aspettarmelo, Jess si volta a guardarmi, con l’aria di chi la sa lunga. Mi sorride, divertito. E’ tornato in sé. I suoi occhi hanno ora il pallore della perla o della goccia d’acqua che racchiude un riflesso di luna. Il loro colore mi fa pensare all’oro bianco con diamanti e acquemarine.
 E’ tutto pronto. Ora posso andare- mi dice.
Le sue parole echeggiano ermetiche, come un enigma da sbrogliare.
 Pronto per cosa? Dove vai?
Non mi risponde. Continua a sorridermi, come se non riuscisse a trattenere la gioia e questa traboccasse dall’anfora anche senza il suo consenso. Incanto lo sguardo sulle sue labbra. Sono pronunciate e volitive e fanno da cornice a denti bianchi e ben allineati. Sembrano nate per sedurre. Il rosa pastello di queste mi cattura.Quanto vorrei provarle, sentirle premute contro le mie, incastrare i nostri respiri.
 Anche io lo voglio, Terry, non sai quanto.
Mi si avvicina velocemente, colto da un desiderio improvviso. Eccitato dai miei pensieri, mi bacia con una passione nuova. Le sue labbra sulle mie sono morbide, umide, tenere. Sento le nostre lingue sfiorarsi ed è come rinascere. A volte, avere di fronte un ragazzo che riesce a leggere la tua mente non è poi così male. Specialmente quando è disposto a realizzare ogni tua fantasia. Jess passa a baciarmi il collo, mentre le sue braccia mi cingono la schiena. Poi posa una mano sul mio sedere, accarezzandomelo. Chiudo gli occhi, lasciandomi sfuggire un gemito di piacere. Sento la sua lingua inumidirmi la pelle e d’un tratto penso a Beppe. Io e lui nel prato circondati da miliardi di farfalle colorate. Jess smette di baciarmi e si ritrae, allontanandosi da me. Il suo viso sembra ora cupo come non mai. Cosa mi succede? Quando sono con Beppe penso a Jess e quando sono con Jess penso a Beppe. Non può andare bene così. Devo decidermi. Anche perché Beppe non può scoprirlo, ma Jess legge ogni mio pensiero. Non voglio continuare a deluderlo. Jess si volta verso il mare, dandomi le spalle.
 Ancora lui- mi dice.
La sua voce suona stanca e allo stesso tempo sprezzante. Non ho il coraggio di rispondere. Mi vergogno di me stessa. Jess si toglie le scarpe da ginnastica bianche e si incammina verso il mare.
 Custodiscile in mia assenza- dice, senza voltarsi.
Annuisco, tremendamente dispiaciuta che il bacio sia finito in questo modo. Mi siedo sulla sabbia, ancora assorta da un vortice di pensieri. I piedi di Jess entrano in contatto con l’acqua ma non vi sprofondano dentro come un qualsiasi piede umano. Dove la luna disegna una scia luminosa sull’acqua, di una lucentezza così piatta e immobile che sembra di poterla calpestare, Jess si avvia sul sentiero argenteo, con la stessa semplicità con cui cammina sulla terraferma, con le labbra socchiuse e gli occhi pieni di luce, incantati. Avanza verso l’orizzonte senza annegare, passeggiando sull’acqua come se fosse ghiaccio. Si volta verso di me e mi fa cenno di raggiungerlo. Mi avvicino all’acqua. Jess avanza ancora di qualche passo, poi si ferma. Mi guarda. Si leva la t-shirt, mostrando un fisico scolpito. Non c’è che dire. La sua visione è paradisiaca. Entro nell’acqua pian pianino, facendo attenzione a non passare lungo la scia luminosa che colora le onde. Comincio a nuotare verso il largo, un po’ rallentata dai vestiti che indosso. Se avessi saputo che avrei fatto il bagno di mezzanotte, mi sarei messa il costume! Invece, ho scelto un paio di jeans shorts e una canottierina bianca, con disegnato un cuore color argento. Pessimo! Raggiungo Jess. E’ in piedi, immobile come una statua di marmo sul riflesso di luna sull’acqua. Lo guardo, annaspando tra le onde. Visto da quella posizione mi sembra così diverso. Non è certo fragile come la prima sera che ci siamo conosciuti. Jess ha il potere di avviarsi verso il mare all’orizzonte senza faticare né bagnarsi. Può camminare delle ore e raggiungere posti mai scoperti. Comincio a provare una punta d’invidia verso questa diversità da lui tanto odiata. Jess si inginocchia.
 Prendi la mia mano- dice, offrendomi un valido appiglio.
La afferro, senza esitare. Jess mi aiuta a salire sul fascio di luce, creato dall’intreccio tra la luminosità dei suoi occhi e quella della luna. E’ un ponte magico che collega la spiaggia all’infinito.
 Ecco, ora non sono più l’unico in grado di passeggiare sull’acqua.
Lo guardo, con gli occhi sbarrati per la sorpresa. I miei piedi sembrano oro tanto brilla la luce sotto di essi.
 Puoi alzarti se vuoi e correre e saltare. Sei al sicuro. Finché resterò entro i bordi del riflesso di luna, tu non potrai annegare.
Mi ci vuole qualche minuto per elaborare il significato delle sue parole.
 Quindi ora siamo alla pari.
 Sì, puoi fare sfruttare questo ponte di luce che galleggia sull’acqua esattamente come me.
 Ma come è possibile? Io non ho alcun tipo di potere.
 Ti ho teso una mano poco fa, ricordi?
 Sì, allora?
Non capisco dove vuole arrivare.
 Tutto ciò è possibile solo perché ti ho invitato a salire. Se tu avessi cercato di raggiungermi senza il mio consenso, non ci saresti riuscita. Avresti nuotato attraverso il riflesso di luce come se fosse nebbia. Invece, io ti ho dato la possibilità di provare l’emozione di passeggiare sul mare, di sentire ciò che sento io.
I miei piedi galleggiano sulle onde come se ci fosse qualcuno a sorreggerli dal fondo marino. Eppure, lo so, sotto di me c’è solo acqua. D’un tratto ho una gran voglia di saltare, di muovermi, di sperimentare questo potere momentaneo che mi fa sentire unica, speciale, privilegiata.
 Puoi fare tutto ciò che vuoi. A condizione però che tu rimanga entro il fascio di luce lunare. Al di fuori di questo, non ho controllo.
Mi sembra di essere tornata bambina. Ho sempre sognato di essere più forte del mare, di poterlo calpestare io una buona volta, senza farmi sbattere a riva dal moto ondoso. Ora sono immune alla forza delle acque. Non posso essere travolta dalle onde né tanto meno annegare come un antico relitto. Questa notte sono magica anche io. Non riesco a contenere la felicità. Corro a perdifiato verso l’orizzonte, in direzione opposta alla riva, lasciandomi Jess alle spalle. Sento una carica incredibile. Desidero vivere appieno questo momento di potere. Corro veloce, col cuore in estasi ed il sorriso sulle labbra. Il vento mi fa volare i capelli in tutte le direzioni. Voglio correre fino allo sfinimento, consumare ogni fiamma di energia, stramazzare esausta sull’acqua. Non ho mai provato una sensazione così forte di libertà. Mi lascio cadere sulla scia luminosa che solca il mare. Mi abbandono completamente. Sono stanca. Non riesco quasi più a muovere le gambe. E’ una stanchezza voluta, cercata, felice. Jess si avvicina a passo lento. Mi raggiunge. Ha un’aria divertita. Non mi sento più il corpo, tanto l’ho sforzato, eppure, riesco a trovare lo stesso la forza di alzarmi in piedi. I nostri sguardi si incrociano, si comunicano parole mai dette, sentimenti mai svelati. Jess allunga il braccio, accarezzandomi lievemente la guancia. Sono incantata dal suo sguardo dolce- amaro. Mille pensieri come raffiche di vento passano incontrollati per la mia mente. Dannazione, se solo riuscissi a formulare una frase di senso compiuto!
 Tu mi desideri.
Si avvicina al mio viso, con un’espressione maliziosa ed inaccessibile. Mi sfiora la guancia con le labbra, provocandomi un leggero solletico.
 Forse.
Mi scosta una ciocca di capelli, ancora bagnati e comincia a baciarmi il collo, controllato, seducente, come un‘amante attento. Il profumo della sua pelle mi fa impazzire. Poi smette, senza allontanare le labbra dal mio collo pulsante. Posso sentire il caldo respiro della sua bocca su di me.
 Non mentire a te stessa. Io lo percepisco chiaramente.
Prendo sicurezza e mi getto tra le sue braccia. E’ tutta la sera che ho voglia di stringerlo a me. E’ così ammaliante che non riesco a guardarlo senza volere il suo corpo. Cerco le sue labbra, le trovo, le mordicchio prima di lasciarmi andare ad un bacio come si deve. Ci metto tutta la passione che ho dentro. Sono svuotata da ogni tipo di inibizione. Jess infila una mano sotto la maglietta zuppa d’acqua e si mette a giocare con l’apertura del reggiseno. Poi, me lo slaccia, sfilandolo completamente dalla canottierina. Ora si intravedono i capezzoli duri sotto la maglietta bianca. Jess me la alza e comincia a baciarmi il seno, accompagnato da un desiderio tutto umano. Provo un piacere indescrivibile ed una voglia matta di essere sua completamente. Jess si allontana, continuando a fissarmi con uno sguardo intenso e profondo.
 Forse è meglio se torniamo indietro. Questo tratto di spiaggia dovrebbe essere sufficientemente coperto dagli scogli , tuttavia non vorrei mai che arrivasse qualcuno del villaggio e ci vedesse fluttuare sull’acqua come spiriti.
Annuisco, ancora stordita per i suoi baci. Percorriamo tutto il fascio di luce fino alla riva. Arrivati sulla terraferma, i nostri piedi si imbrattano di sabbia. Jess si siede su di uno scoglio, rimettendosi le scarpe da ginnastica che aveva lasciato sulla spiaggia. Lo aspetto con un’aria trasognata, ancora presa dal calore del suo corpo contro il mio. Una voce familiare mi riporta alla realtà.
 Terry?
Maya è davanti a noi, con una espressione poco serena in volto. Per poco non mi viene un colpo. Che ci fa qui? Si avvicina, guardandoci in cagnesco.
 Cosa succede tra te e Jess?
Lo chiede con estrema calma, cercando di negare l’evidenza. In effetti, ultimamente ho passato molto tempo con Jess. L’ho accompagnato quasi ovunque. Le poche volte che non ci siamo visti ero con Beppe. Questi giorni ho trascurato un po’ Maya . Deve essersene accorta.
Prima che possa rispondere alla domanda, Jess mi precede.
 Ci siamo messi insieme.
Lo guardo sorpresa, ma allo stesso tempo arrabbiata, come se mi avesse fatto un torto.
 Non starlo ad ascoltare, non è vero. Lo sai benissimo che non sto con nessuno.
Cerco di sembrare convincente, invano.
 Come hai potuto farmi questo?
 Io non ho fatto proprio nulla, credimi.
 E’ dal primo giorno qui in villaggio che continuo a ripeterti che mi piace Jess e tu cosa fai? La doppiogiochista.
 Maya, io e lui non stiamo insieme. Non c’è nulla tra di noi. Jess, diglielo anche tu!
Jess mi guarda, senza dire una parola. Bell’aiuto che mi dà!
 Meno male che dovevi essere innamorata di Beppe. Suppongo che il tuo ragionamento sia due son meglio di uno, o sbaglio?
La situazione precipita e non so cosa fare. Come faccio a spiegarle che nemmeno io so cosa mi stia succedendo? Opto per la scelta più ragionevole. Dirle la verità.
 Non sbagli.
Jess mi guarda con aria esterrefatta. Forse non crede sia capace di ammettere le mie colpe.
 Io amo Beppe. Se solo lui lo desiderasse, io mollerei tutto e tutti per stargli vicino. Volterei le spalle al mondo, pur di svegliarmi al mattino e trovarlo accanto a me. Lo amerei, come nessuno mai. Jess lo sa.
Lo guardo, preoccupata per una sua possibile reazione negativa. Eppure, non batte ciglio. Quell’espressione vuota sul suo viso m’ imprigiona. Fa sentire vuota pure me. Annuisce poi prende la parola, rivolgendosi a Maya.
 Io l’ho sempre saputo. Ho accettato da subito la situazione. So che non proverà mai per nessun altro ciò che sente per lui.
Sono in imbarazzo. Detesto mettere i miei sentimenti in piazza. Ora non ho scelta. E’ doveroso mostrare anche l’altra faccia della medaglia.
 Amo anche Jess.
La butto lì, senza aver ben chiare le possibili conseguenze della mia ammissione. E’ la prima volta che lo penso con chiarezza. Jess non sembra sorpreso. Ma perché mi suona strano? Legge ogni mio pensiero, ancora prima che lo abbia formulato. Sa tutto di me, grazie ai suoi poteri psichici. Mi conosce meglio di quanto non mi conosca io. Mi piacerebbe vedere un barlume di felicità nei suoi occhi per la mia dichiarazione. Invece, non è cambiato niente. Il suo viso è cupo e nuvoloso come prima.
 Ah,vedi che allora ci ho visto giusto.
Sul viso di Maya si alternano espressioni di tormento e disgusto. Non voglio far del male a nessuno. Cosa devo fare? Più parlo di me, più ferisco le persone che mi vogliono bene.
 Nutro sentimenti profondi tanto per Beppe quanto per Jess. Quando sono con uno penso all’altro e viceversa. Ho bisogno di entrambi.
 Ma non puoi averli entrambi- mi ricorda Maya un po‘ infastidita.
E perché no? Mica lo faccio apposta a desiderare sia uno che l’altro. Io ci sto male in sta situazione. No. Ha ragione lei. Devo stare con i piedi per terra. In fondo, chi sono io per pretendere due ragazzi del genere?
 Io non avrò nessuno dei due. Non ho le ali per volare con le farfalle, né tanto meno i piedi per volteggiare con i ballerini.
Gli occhi mi si annebbiano di lacrime. Avrei voglia di scoppiare a piangere. Un pianto puro e liberatorio. Ma farei solo la figura della bambina capricciosa. Cerco di trattenermi. Jess mi osserva con aria affranta. Probabilmente sente ciò che provo in questo momento. So che vorrebbe consolarmi, mettendomi un braccio intorno alla spalla ma prego con tutta me stessa che non lo faccia proprio ora che c’è lei. Per fortuna, dimostra di avere un ottimo autocontrollo.
 Ma per favore!- esclama Maya e fa per andarsene con aria particolarmente spazientita.
La guardo allontanarsi, senza fare nulla per fermarla. In questi giorni al villaggio, non si è mai comportata così con me. Mi ha sempre rivolto la parola con estrema educazione, senza ferirmi o deludermi. Perché la sua voce è così fredda questa notte? Vorrei correrle dietro, prenderla per un braccio, scusarmi e farle capire quanto le voglio bene. Eppure non mi muovo di un millimetro. Continuo a fissare in alternanza la figura della mia amica rimpicciolirsi all’orizzonte e i miei piedi, che imprigionati da sabbia e paura, sembrano piombo. Jess mi viene vicino, prende la mia mano tra le sue e se la porta alla bocca. Mi regala dolci brividi con i suoi baci.
 Forse è meglio se vado a parlare con lei- mi dice, serio.
I suoi occhi sono insidiosi, ingannevoli e sotto la loro superficie perlacea si celano gallerie, labirinti di specchi, nessuno dei quali conduce in luoghi che si possano conoscere. Mi lascio sedurre. Vorrei tanto essere quell’ombra di mistero che accompagna il suo sguardo.
 E’ solo colpa mia se la tua amica pensa che stiamo insieme.
 E..non è così?
Trattengo il respiro.
 No.
Forse ho azzardato troppo. Ho fatto un passo più lungo della gamba. Sento un gran vuoto. Una voragine di solitudine, come non l’ho mai provata.
 Io non ti divido con nessuno. Tanto meno con Beppe.
Cosa darei, Jess, per renderti felice, per cancellare definitivamente il buio nel tuo sguardo. Se solo tu sapessi..
 Io lo so.
Sospira. Senza aggiungere altro, si incammina verso il villaggio, lasciandomi alla mia amarezza. E’ la seconda persona in una serata che deludo. Mi accascio per terra, rannicchiata tra le ginocchia. Rimango nella stessa posizione per un tempo che sembra interminabile. Attendo, inerte, la soluzione dei miei problemi. Intanto, Jess vede Maya al bar. Si dirige verso di lei, sperando che sia intenzionata ad ascoltarlo.
 Posso?- le chiede, indicando uno sgabello lì vicino.
 Sì.
Lei guarda da un’altra parte, cercando di non incrociare lo sguardo del ragazzo.
Jess si siede al tavolo e ordina due birre.
 Brutta serata, eh?
 Diciamo che c’è di meglio.
Maya prende a giocherellare con una ciocca di capelli, arrotolandola e srotolandola.
 Non dovresti essere in discoteca, in questo momento?- chiede nervosa.
 Mi sono preso un po’ di tempo per me. Raggiungo gli altri per le due.
Jess sorseggia la birra, assaporandone lentamente il gusto. Maya lo osserva con uno sguardo di ammirazione dipinto sul volto. Lui fa finta di nulla. Il cameriere si avvicina per il conto. Jess prende il portafoglio.
 Offro io.
Maya non obietta. Riesce solo a sorridergli. Escono dal bar insieme.
 Ti va di fare un giro?
 Sì.
 Magari possiamo passare dalla sala giochi e fare una partita a biliardo.
Maya lo guarda perplessa. Il ragazzo capisce al volo.
 Va bene. Sai giocare a tennis? Uno dei campi dovrebbe essere libero a quest’ora.
 Jess, non voglio che tu ti senta in dovere di accompagnarmi da qualche parte.
 Nessun dovere, solo piacere.
Ci pensa su qualche secondo. Come si fa a non arrendersi ai suoi occhi blu ghiaccio?
 Andata!
Si dirigono verso il campetto illuminato. L’accesso è libero a qualsiasi ora per turisti e animatori. Jess apre uno sgabuzzino e prende due racchette e un cesto di palline.
 Quale parte del campo preferisci?
Maya gliela indica.
 Allora cominciamo.
Si posizionano nelle rispettive metà campo. La partita è equilibrata, Jess vince per qualche punto. Maya si siede per terra, esausta. Ha dato il meglio di sé perché il suo avversario era lui. Jess prende una bottiglia d’acqua dal frigo del campo e due asciugamani . Ne porge uno a Maya , sedendosi accanto a lei. Restano qualche minuto in silenzio, in recupero di forze. Un sottile imbarazzo li divide. E’ il momento opportuno per chiarire la situazione.
 Maya..
Lei capisce dal timbro di voce che quello che sta per dirle il ragazzo è tutto meno che piacevole.
 Sei innamorato di Terry?

La domanda sorge a scopo preventivo, per mettere le mani in avanti e non rimanere poi bruciata.
 Indipendentemente da lei, tra di noi non potrebbe esserci nient’altro che amicizia.
Maya abbassa lo sguardo. Senza dolore, solo con un po’ di amarezza. La delusione tocca vette elevate.
 Mi sembra giusto dirtelo- continua lui serio. Non vuole ferirla ma nemmeno illuderla.
La ragazza ha la parola due di picche stampata in mente. Non riesce a pensare. Ogni altra cosa le sembra futile dinanzi a tale prospettiva.
 Il rapporto tra me e Terry non è semplice. In cuor suo, lei ha sempre saputo chi scegliere. Ma Beppe è una farfalla e questo riapre le mie possibilità.
Maya si volta a guardarlo. Spera di scorgere una speranza a cui aggrapparsi. Il viso di Jess è cupo. Forse più del suo. Sembra avvolto da un’aura grigio nera. Riesce a percepirne la tensione accumulata nella serata. In fondo, non deve essere facile nemmeno per lui. Rifiutare una persona senza farla sentire rifiutata è una impresa praticamente impossibile. Forse cambiare leggermente discorso gioverebbe ad entrambi.
 Sai, forse non te lo ha detto, ma io e Terry ci siamo conosciute sull’aereo diretto a Cagliari. Eravamo sedute vicine.
Lo dice sforzando un sorriso aperto e amichevole. Jess lo apprezza.
 Pensavo vi conosceste già da tempo.
 Diamo questa impressione perché siamo molto unite qui in villaggio. Nessuno ci ha mai chiesto da quanto ci frequentiamo. Hanno dato per scontato fosse da sempre.
 E’ proprio così. Nemmeno io le ho chiesto informazioni.
 Eri impegnato a fare dell’altro.
Maya si lascia sfuggire una affermazione pungente e maliziosa e, accorgendosi della sua ingiustificata invadenza, se ne pente poco dopo. Jess reagisce chiudendosi a riccio.
 Quello che faccio o non faccio insieme a Terry non ti deve riguardare. Se vuoi avere del gossip parla direttamente con l’interessata.
Si alza di scatto e senza aggiungere altro, si dirige verso lo sgabuzzino. Maya lo segue. Si ferma a pochi passi da lui. Lo guarda mentre, girato di spalle, è intento a riordinare le racchette e il cesto di palline. D’istinto, gli circonda il busto con le braccia, poggiando dolcemente la testa sulla sua schiena. Jess trasale. In un secondo, la sua mente si sporca della vita della ragazza che lo sta abbracciando. Vede tutto con chiarezza, flash dopo flash. Cerca di opporsi, ma la sua sensibilità è sovrana.
 Ma che stai facendo?
La sua voce è alterata e colma di collera. Si libera dal suo abbraccio e si allontana in fretta, colto da una improvvisa frenesia. Si gira verso Maya. I suoi occhi sembrano ora fiori di fuoco. Lei è troppo dispiaciuta per accorgersene.
 Ti prego, non guardarmi così.
Jess scuote la testa, come disgustato. Cerca sempre di evitare il contatto fisico con le persone, ma questa volta non ha potuto impedirlo. La sua mente è stata impregnata di Maya, per qualche secondo. E lo rimarrà per alcuni giorni, anche se lei non lo sfiorerà di nuovo.
 Non toccarmi più, capito?
Il ragazzo la ammonisce, in modo piuttosto sgarbato. Non si sarebbe comportato così, se non fosse stato costretto ad accogliere l’intrusione dei suoi pensieri. Non può spiegarglielo, è troppo personale.
 Io.. Non volevo- sussurra la ragazza.
Maya è sconvolta. Qualcosa in lei si è lacerato. Gli occhi diventano liquidi, troppo lucidi per contenere la tristezza. Lacrime trasparenti, color disperazione le solcano il viso. Si passa le mani sulle guance, cercando di velare il suo stato d’animo, la sua fragilità. Non avrebbe mai voluto che lui la vedesse così. A Jess si stringe il cuore. Non c’è nulla di più deprimente che dover consolare una ragazza in lacrime. Soprattutto quando si sa che la colpa è solo propria.
 Scusami, Maya. Sono stato incredibilmente maleducato.
Fruga nei suoi jeans alla ricerca di un possibile rimedio.
 Maledizione, perché quando serve non si trova mai un fazzoletto pulito in tasca?!
Riesce a strappare un sorriso alla ragazza, che sembra essersi quasi ripresa.
 Non ti preoccupare, sto meglio.
Ora riesce a sorridere in modo convincente, nonostante gli occhi ancora piccoli ed arrossati.
 Giocare a tennis contro di te è stata l’emozione più forte e positiva di tutta la giornata. Desidero che tu lo sappia.
 Grazie.
Jess sforza un sorriso. Dopotutto, glielo deve. Questa volta è lei ad apprezzare il gesto. Escono insieme dal campetto illuminato, lasciando il posto ad un gruppo di ragazzi dall’aria professionista. Durante il tragitto, non riescono nemmeno a guardarsi. I pensieri di Terry echeggiano nella mente di Jess, chiari, nitidi, come se fossero proferiti a voce. Lui ne sente il dolore, il senso di vuoto e di abbandono. Percepisce l’impossibilità di scelta della ragazza. Lo stato d’animo di Terry lo pervade e si sovrappone al suo. Jess prova esattamente ciò che prova lei ora. Ad un certo punto, Maya si ferma.
 Io vado in stanza.
 Io proseguo per la discoteca.
Prendono direzioni diverse.