Scrittori
.: Home page .: Preferiti .: Testi pubblicati .: Libri .: Link utili .: Login
Cosa cerchi ?

COMPAGNA DI VIAGGIO - di Fabio Maggio

Sei in: Autori emergenti > testi pubblicati > Sentimentale > COMPAGNA DI VIAGGIO

© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 02/12/2011 alle ore 11:25:06

 

L'autore si assume la responsabilità di quanto pubblicato.

 

Passo veloce, inappuntabile, orologio al polso, valigetta nella mano sinistra, sigaretta nella destra.
è distratto dal pensiero che quella mattina, una mattina qualunque, lo ha svegliato ben prima di quanto non lo dovesse fare la sveglia.
Non capita spesso, ma di tanto in tanto quel pensiero gli entra dentro come uno spiffero uscito prepotentemente dall’animo e non riesce a fermarlo.
Quel pensiero.
Gli sarebbe sciabordato in testa, frangedosi su ogni cosa facesse; ovunque andasse lo seguiva.
Ultima sigaretta, tabacchino vicino alla stazione, chiuso, 5.30. Tanto tempo ancora prima di vedere arrivare il primo eurostar per Roma.
Le stazioni all’alba sono straordinarie, crocevia di giornate che cominciano e notti che finiscono; vedi passare il mondo, a piccoli tratti sedendoti davanti a quel comune palcoscenico; “Partenze-Arrivi”. Smetti di pensare e osservi.
Cauto, pacato un clochard ammicca al barista che rassetta il locale prima della colazione; gli allunga un panino del giorno prima: ordinaria carità, per lui quella giornata è cominciata bene.
Poi uno sferragliare roboante penetra, attraversa il timpano. Roba da far male. Il primo treno che riempie uno dei ventun binari trasporta merci; inutile domandarsi cosa, quei vagoni sono tutti uguali. Scendono in due, trasandati, sofferenti, semplicemente stanchi. Si salutano con un cenno.
Sembra una dannata cattedrale quella stazione, respira c’è un eco, posa la ventiquattrore e sembra di aver fatto cadere un aramadio; pazienza non disturba nessuno. E’ uno strano silenzio quello che alle cinque del mattino c’è in una stazione ferroviaria.
Sordi, regolari, paralleli, sono passi, passi di donna. Tacchi, alti, sguardo a destra, sguardo a sinistra, non la vede. Scivolata via, rimane solo l’eco.
5.50, il primo treno dall’hinterland. Comincia lentamente a camminare il mondo. Non più di una trentina, qualche bisbiglio, qualcuno si infila al caffè ferroviario.
6.10. Primo euro star, tre scalini e si sale, “buon giorno” porge il biglietto “prego, prima classe”, vuota, si siede, quella mattina una sola, silenziosa compagna di viaggio: solitudine.