CARO AMICO PARLIAMO DELL'AMORE - di RoRì
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© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 25/07/2008 alle ore 09:30:10
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Lecce, maggio 2008 A te...
Corre la fantasia e sorride sui binari della libertà, mentre tu, amico, compagno di vita, credi che sia pazza o che la solitudine mi renda isterica, quasi elettrica, come una persona che ha ingerito un’eccessiva dose di caffeina e ne è consapevole. In realtà volo: verso un ignoto che fa sognare, sebbene sconosciuto, verso pianeti che sussurrano, dolcemente, Amore e due occhi, maledetti fari, torce accese nella notte che attirano i pellegrini e fanno innamorare, aggrovigliano stomaco e mente. I suoi occhi, tremendamente SUOI, tremendamente MIEI, in me, quando ormai è tardi per fuggire.
E le emozioni che provocano non possono essere raccontate: possono essere cantate, dipinte, musicate, ma le parole, quelle no, non bastano.
Come parlare dell’infinito di cui è capace di riempirsi un cuore solitario davanti ad un Uomo che ama e gli promette i sentimenti più belli, più puri, esistenti?
Come pronunciare Amore a voce e contenere ciò che davvero esprime, ciò di cui è colmo tanto da traboccare? Come descrivere la meraviglia della passione più intensa e infuocata in due paia di occhi gemelli e persi gli uni negli altri? E’ come discutere sui massimi sistemi senza dare spiegazioni attendibili e giustificarsi dicendo: - così va il mondo!- e impazzire per il non detto, per l’imponderabile; è un grosso punto interrogativo.
Caro amico, nell’incertezza di una vita frenetica e spesso deludente, è necessario non porsi troppe domande e imparare a vivere alla giornata. Per esempio, l’ebbrezza che dona un bicchiere, due, tre di buon vino rosso è una delle poche, sicure sensazioni esistenti e rende liberi. Liberi di sorridere teneramente, anche per uno sguardo, una faccia buffa; liberi di amare intensamente per un’ora o innamorarsi follemente in un giorno e dichiarare i propri sentimenti con la bellezza della spontaneità, tutto in una sera; liberi di piangere per nostalgie o per dolori antichi, vivi; liberi di mangiare schifezze e trovarle deliziose, travolti da una fame nervosa e maligna; liberi di confidenze, segreti, pettegolezzi, pensieri, pensieri, parole, parole; liberi di scherzare da soli, anche non compresi eppure appagati, quasi sollevati; liberi di vivere la propria libertà come si desidera...Tutto soltanto per un bicchiere di vino in più.
E ricorda che tutti abbiamo bisogno di amare ed essere amati meravigliosamente, incondizionatamente, ma nei tempi e nei modi giusti, e soprattutto con persone speciali. Non serve cercare rifugio in luoghi lontani: l’isola della serenità è dentro di noi, ovunque, in riva al mare o in casa.
Dolce amico, non essere triste e senza speranza: le sorprese sono in continuo divenire e ti avvolgeranno all’improvviso, costringendo involontariamente il tuo cuore mansueto a perdersi per un amore appassionato.
Perciò sorridi, ora: festeggiamo le nostre libertà, le nostre scelte, innamoriamoci ancora, malgrado delusioni, pensieri neri e affanni, sempre amiamo e sempre ameremo perché nulla ha senso se manca l’Amore. E’ la molla della vita, il bene più prezioso.
Il fuoco è un’altra cosa: tu lo sai, amico mio, ed anch’ io lo so. E’ una scintilla che infiamma l’aria e brucia il corpo, che domina istinti e cancella la razionalità. Tu la conosci bene, demonio: ogni volta che mi guardi, che mi parli, ti acceca e me lo trasmetti questo fuoco, che stento a controllare. Tu sei il mio ego maschile e siamo così simili che per capirci basta uno sguardo, uno solo, il nostro.
Occhi dentro occhi...Vite che scorrono come istantanee nel fotogramma di un secondo: poi seguono parole nella notte che sanno di cioccolato fondente alla cannella e buon vino, un Amarone della Valpolicella forte, audace, affascinante.
Occhi dentro occhi...Che raccontano storie, orizzonti, tempesta in un cielo plumbeo di pioggia, nelle risate di un gruppo di amici, nell’incertezza del domani, nella distanza di un legame che zoppica.
Occhi dentro occhi...E svanisce un locale, si confonde la musica, si perdono i respiri, si uniscono le voci.
Mi chiedi tutto questo dove ci porterà e se ha un senso.
Caro amico, penso sinceramente che ognuno sceglie di vivere la propria vita a modo suo, come più ritiene giusto. C’è chi vive sdraiato su una panchina di un parco, o in stazione e chi non si muove da casa; chi adora viaggiare senza fissa dimora e chi ha l’unico obiettivo di sposarsi, matrimonio, famiglia, figli; c’è chi cambia lavoro ogni mese e chi lo tramanda di generazione in generazione; chi lascerebbe tutto per seguire il proprio Amore, in qualunque parte del mondo e chi non rinuncerebbe MAI alla propria indipendenza, senza alcun compromesso; c’è chi si accontenta di poco, di un sorriso, di un tetto solo suo, confortevole, bello e chi vuole sempre di più, inseguendo chimere e denaro; chi sogna e chi realizza, chi spera, chi crede e chi compra! C’è chi, come noi, vive a Lecce e, come me, vuole solo una pausa di silenzio.
Si, amico mio, una lunga, silenziosa pausa, un respiro più lungo degli altri, una voce che risuona nelle note fresche di una canzone e profuma di primavera, interrotta soltanto da temporali che passano, sempre, ed è subito sole; un soffio di vento di scirocco che solleva la terra rossa di un meraviglioso Salento che si prepara ad accogliere l’estate, tra balle di fieno ormai secche e mare morbido, caldo; un ruggito di gelosia, di rabbia che, per Amore, solo per Amore, si trasforma in sorrisi e passione ancora più tenaci, ancora più magici.
Una lunga, silenziosa pausa, una stretta di mano diversa, elegante, odorosa di vino di ottima cantina nella sua annata migliore e vuole dire: - ce la farai a conquistare il mondo, il tuo, così come TU LO VUOI!-; una lacrima di Amicizia che placa ogni rancore, una carezza consolatrice in pomeriggi sterili che sembrano non finire mai; un cucciolo venuto dal nulla a leccare ogni ferita, tenero nei suoi occhioni bisognosi di coccole, di aiuto e nelle sue zampe che abbracciano, mentre si dona completamente; un cuore che continua a battere per il suo Uomo, la sua eterna Alchimia e chiede unicamente di essere saziato, di essere protetto, di crescere insieme amandosi l’un l’altra, senza fine.
Una lunga, silenziosa pausa, una punta di orgoglio in uno sguardo da odiare, per un lavoro denigrante, precario, per un impegno compreso e svolto egregiamente, perché “la cultura affina l’ingegno”, ma soprattutto “qua nisciunu è fessa!”; ancora “carte da decifrare”, ripeteva uno straniero guerriero e il ricordo di lui vive nel riflesso dei suoi occhi magnetici, nella memoria, nella sua bellezza e storie da scrivere, da raccontare, in un tempo che fugge effimero, togliendo poesia alle cose, quiete nello spirito provato dal dolore di nostalgiche attese e vivide speranze; una malattia e poi un’altra, e poi un’altra ancora, in un presente sempre più vecchio e pieno di acciacchi ed ecco, aprirsi un nuovo varco, nel viso di un bimbo che, ridendo, sussurra: - zia ‘Mbetta ti voglio bene: quando torni?- ed è disarmante, travolgente e non puoi che giurargli amore infinito, riempirlo di baci, regali e vivere in attesa di ascoltare la sua vocina bianca al telefono, commossa, rapita; una rosa rossa che mi osserva da una finestra e non ha nome, non ha età, solo la follia di un giovane sconosciuto che, stregato dalla mia essenza di donna, l’ha comprata per donarmela senza nulla in cambio, se non un grazie, veloce; la musica che si perde tra le mura di Lecce, l’incanto di questa città sobria nelle sue chiese barocche, nei suoi palazzi signorili pieni di sorprese, bella, bella, sempre, in ogni stagione, bella; una frase nella notte nell’ebbrezza di alcool e luci di una festa dell’alta borghesia che riaccende un’immagine del passato e si fissa lì, nel cervello, per provocare, solleticare, dolcemente e non fa paura.
Una lunga, silenziosa, pausa, amico mio, cercata, voluta, inseguita, per raccogliere emozioni, idee, volti e farli scorrere lentamente, sinuosamente nel lungo calice della mia vita ancora da riempire...Una pausa intensa.
Perciò, caro amico, godiamoci questi momenti insieme, senza preoccuparci troppo di ciò che potrebbe succedere domani: oggi è estate, forse ci incontreremo ancora, il mio cane aspetta di essere portato a spasso, andrò in palestra ed ti ho appena scritto, per cui il tuo cuore si rallegrerà per le mie parole.
Così ti lascio, pensando ai tuoi occhi che si illumineranno leggendo frasi nuove e promettendoti che un gelato al crepuscolo sarà in mia compagnia.
A presto, un bacio soffice sulla guancia
Roberta
