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Il consumatore - di Gioacchino De Padova

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© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 03/03/2007 alle ore 16:01:41

 

L'autore si assume la responsabilità di quanto pubblicato.

 

Il consumatore torna a casa dopo una giornata di lavoro. Le due ore di treno (delle quali una è dovuta ai soliti ritardi), con l’aria condizionata inagibile per l’ennesima volta, hanno fiaccato le sue residue energie.
Dopo avere a lungo imprecato contro ferrovie, regione, governo, maggioranza e opposizione (perchè l’aria condizionata si guastava pure quando al governo c’erano loro), scende alla stazione della città dove dimora, stordito dai quaranta gradi dello scompartimento del treno. Ma si consola al pensiero che è faticosamente approdato al venerdì sera. Entrato in casa, deposita le stanche membra in quella vasca di acqua fresca che ha desiderato per tutta la giornata e rimane in ammollo per un’ora. Quando ne esce si sente meglio, apre il frigorifero in cucina alla ricerca di qualcosa che gratifichi il suo appetito e pensa a quanto sia un uomo fortunato nel poter godere di un frigorifero pieno in qualunque momento. Per non parlare di elettrodomestici di qualunque specie, parabole satelittari, schermi al plasma,
computer fissi, portatili e palmari, GSM, VHS, DVD, MP3 e via discorrendo. Considera che il groviglio di fili rende casa sua ormai molto simile a una centrale elettrica e lentamente la constatazione di quanto sia fortunato lo rasserena. Il fine settimana lo trascorrerà al centro commerciale, consolidando un’abitudine che deriva dalla decisione di non andare in vacanza. Negli ultimi tre anni il bagnino dello stabilimento balneare aveva sistemato il suo ombrellone in 57° fila. In quella posizione, gli era consentito vedere il mare solo in occasione di violenti temporali estivi quando il rapido fuggi fuggi dei bagnanti rendeva libere le 56 fila di ombrelloni antistanti la sua. Finalmente, in solitudine, sotto piogge torrenziali, poteva godersi il mare.
Ma certo non se l’è sentita di rischiare tracheobronchiti per il quarto anno di seguito!
Così ha deciso di restare in città e trascorrere i fine settimana nel centro commerciale, dove può godere anche dell’aria condizionata che funziona sempre.
Spesso incontra dei suoi conoscenti che, ogni sabato e domenica, ci portano tutta la famiglia!
Sedata la fame di cibo, inizia a sfogliare una rivista che ritrae quattro bionde sorridenti sullo yacht del top manager; loro scondizolano, col culo in faccia all’obbiettivo del paparazzo della situazione e lui, ammirato, sorride al pensiero che prima o poi gli potrebbe anche toccare in sorte tanta fortuna. In fondo basterebbe vincere qualche superquiz o una superlotteria. O magari essere selezionato per qualche supereality. Certamente non avrà speranze, continuando a lavorare nel suo ufficio!
Per distrarsi da questa amara considerazione accende la televisione proprio mentre un tale sostiene quanto la nostra mente sia narcotizzata dalla ricerca ossessiva di un benessere fittizio che assorbe tutte le nostre energie mentali e ci impedisce di ragionare. Ma quello sembra proprio un matto e il consumatore non ha dubbi che sia soltanto un esibizionista che vuole farsi notare per partecipare a qualche reality. Cambiando canale, apprende da un notiziario che il Supremo Presidente è riuscito a far prevalere la sua linea e può finalmente dare spazio all’uso della forza. Il consumatore ascolta attento le motivazioni con le quali è stata approvata l’operazione militare
e ricorda di non averne mai sentite di simili. E’ sul punto di apprezzare lo sforzo di fantasia, quando in uno slancio di dignità dei propri neuroni ripete a se stesso quanto questa tesi non stia in piedi e come sia ferma la sua intenzione di non crederci un’altra volta. Ascolta le trasmissioni che si susseguono durante la serata, ma sembrano fornire tutte le stesse conclusioni, al punto che le parole di analisti e commentatori lentamente iniziano a convincerlo. Si prepara e stancamente si adagia sul letto, sorridendo, al pensiero dei due giorni di vacanza da trascorrere al centro commerciale.
In fondo è per questo che è stato programmato: lavorare, sudare, spendere, consumare e soprattutto...non pensare. O al massimo pensare e dimenticare in fretta.