La forzatura della democrazia italiana - di William Star
Sei in: Autori emergenti > testi pubblicati > Saggistica > La forzatura della democrazia italiana
© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 25/02/2010 alle ore 15:41:44
L'autore si assume la responsabilità di quanto pubblicato.
La corruzione nel nostro paese sembra non essere mai cessata, tangentopoli ne ha fatto parlare un po’ di più all’epoca, ha portato alla luce un malaffare diffuso considerato normalità da tante persone di potere, ma ancora oggi la corruzione è viva e vegeta, non ha mai smesso di essere.
Fa parte della mediocrità dell’essere umano, che mai si vuole evolvere, mai riesce ad evolvere come invece ci si aspetta.
Evolve sì ma non abbastanza, per il semplice fatto che chi detiene il potere spesso mischia le carte come gli conviene, vanificando sovente quanto costruito da chi ama una società più equa.
La corruzione assume diversi aspetti, sotto forma di doni, regali, soldi espliciti, favori sessuali, etc. in cambio di.
Ovviamente il governo (e quando scrivo governo intendo maggioranza e opposizione insieme, perchè nessuno è lì solo per fare numero), ha il dovere (prima del diritto) di vigilare su quanto riguarda il funzionamento del sistema economico del paese.
Solitamente nei governi democratici, quando volontariamente od involontariamente alla maggioranza che governa sfugge qualche malaffare, l’opposizione (che si trova al suo posto anche per vigilare) dovrebbe accorgersi di quanto sfuggito alla maggioranza, farlo prontamente notare e riparare all’errore prima che possa arrecare danno alla collettività.
Questo è un semplice esmepio di opposizione che funziona.
Attualmente l’opposizione italiana sembra impegnata in non so cosa, dal momento che sembra latitare.
Da quando il presidente del consiglio è sceso in campo qualche anno fa, altro non ha fatto che denigrare in modo piuttosto enfatico ed infantile l’opposizione.
Era prevedibile.
Meno prevedibile che l’opposizione cascasse nel tranello dimostrando un’esperienza politica simile a quella di un imberbe fanciullo inesperto.
La geniale idea di fondare il Partito Democratico cancellando letteralmente la sinistra dalla politica italiana, è una responsabilità storica sulla quale nessuno sembra essere interessato.
Cancellare politicamente quella sinistra che opposizione la sapeva fare: l’opposizione non si fa giusto per rompere le palle a chi governa, fare opposizione significa vigilare, partecipare, dissentire, contribuire, al fine unico di rendere il paese governato un luogo migliore per tutti i cittadini.
Cancellare politicamente, tagliare fuori dal mondo politico, perchè di fatto è questo, quella sinistra che aveva sempre fatto opposizione dando il suo contributo al paese, è stato un gesto affrontato con una leggerezza tale che realmente non riesco a spiegarmi.
Se l’evoluzione della politica è quella rappresentata dallo schieramento del presidente del consiglio, evoluzione non è, nemmeno quando è spacciata come tale.
Fondare il partito democratico escludendo le forze di sinistra più radicali (ma quando mai) ha rappresentato non solo arroganza, ma cadere nel tranello teso pure male dal parito dell’attuale presidente del consiglio, che presagiva futuri nefasti sotto un’ipotetica guida del paese della famigerata sinistra.
Essere di sinistra in Italia non è una ocsa grave, non è un difetto, e non è niente di cui vergognarsi, non è una malattia da curare, anzi; è un’appartenenza, basata su princìpi storici di eguaglianza e giustizia, di opposizione ai totalitarismi più funesti della storia dell’uomo.
Nonostante questo è bastato un tranello semplice, che sembra ideato dalla mente di un bimbo di 5 anni per far cadere l’opposizione ed i suoi vertici in quel pantano in cui ancora oggi naviga.
Fondare il partito democratico escludendo la sinistra, fingendo malamente di essere come gli altri, con gli stessi valori, gli stessi princìpi, altro non ha fatto che creare una brutta copia del partito del presidente del consiglio.
Ed è lecito aspettarsi che se c’è l’originale perchè votare per la brutta copia?
Vincere le elezioni è importante, tuttavia non basilare se uno schieramento è realmente capace di fare opposizione degna di tale nome, in quanto l’opposizione ha sempre contribuito a governare in una repubblica democratica.
Non serve a tutti i costi (in una democrazia sana) avere la maggioranza, è possibile contribuire significativamente anche essendo all’opposizione, se si è capaci e consapevoli.
Il presidente del consiglio ormai non ha vinto, ha stravinto: tuttavia non è ancora pago, lui ed il suo schiermanto sembrano voler infierire politicamente su ciò che rimane dell’opposizione, che l’unica opposizione che è in grado do fare è quella interna al Partito Democratico stesso.
Questo comportamento da parte della maggioranza rappresenta un’evidente forzatura della democrazia, eticamente e politicamente scorretta, nonchè umanamente e socialmente nei confronti di tutti i cittadini, che siano elettori di uno o dell’altro schieramento.
Attraverso questa palese forzatura si desidera arrivare al controllo assolutista implicito ma egualmente efficace del paese e dei suoi punti nevralgici: i mezzi di comunicazione, la magistratura, l’economìa.
La costante non evoluzione delle masse certo facilita questo processo pseudodemocratico, masse che risultano ormai imbevute, intrise del piatto unico propinato dall’attuale maggioranza di goveno per volere indiscusso e indisturbato del suo leader.
La forzatura democratica è servita anche a far scomparire politicamente l’opposizione, che ha oggi una reputazione poco idilliaca sulla massa degli elettori.
Quando ad un libero ed onesto cittadino che paga le tasse e rispetta le leggi, viene a mancare il suo dissentire, il suo opporsi, il suo reclamare, manifestato democraticamente attraverso i politici dell’opposizione (il cui compito è questo) cosa deve fare?
Ultimo aggiornamento: 2010-02-25 15:43:40
