La bolla - di Paolo Cillo
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© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 17/01/2009 alle ore 14:16:17
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Cos’è che genera lo squilibrio dei mercati finanziari? Da cosa sono prodotte le continue oscillazioni di prezzo dei beni? Qual è la causa dell’instabilità economica? Sono alcune questioni che, da tempo, mi sono posto e a cui cercherò di dare una risposta.
Il denaro, la merce, il lavoro costituiscono gli elementi intrinseci di ogni sistema economico. In base al modo secondo cui vengono ripartiti, gestiti e distribuiti possono determinare scelte, desideri, e bisogni di ogni individuo.
L’equazione che, nell’economia di mercato, tende a ricavare da una merce, per mezzo del denaro, un’altra merce, si trasforma presto in economia finanziaria in cui la merce serve solo da tramite per ricavare altro denaro. In altre parole potremmo dire che chi possiede un bene e lo vende ottiene in cambio del denaro che utilizzerà in seguito per acquistare un altro bene di cui ha bisogno. Questo processo di scambio subirà, nel corso del tempo, una metamorfosi. Il denaro acquisterà ben presto più valore rispetto alle altre merci. Chi possiede denaro, infatti, non lo utilizzerà più soltanto per acquistare una merce di cui ha bisogno, ma la acquisterà esclusivamente per poterla rivendere ad un prezzo maggiore, ottenendo così un ricavo. Si viene così a determinare la prima legge dell’economia corrispondente a: spesa, ricavo e guadagno.
Successivamente, con l’intensificarsi degli scambi commerciali e soprattutto con la nascita di un sistema nuovo di produzione delle merci; quello capitalistico e industriale. La legge dell’economia subisce una prima trasformazione e segue questi tre principi base: domanda, offerta e prezzo. In base a quest’ultima legge se la domanda di una merce cresce e l’offerta, cioè la sua presenza sul mercato, cala il prezzo salirà. Al contrario, la domanda di una merce scende se la sua offerta cresce e, di conseguenza, il prezzo tenderà a diminuire.
Questa, che da principio, pare essere una semplice regola, nasconde invece un imprevisto. Tra domanda ed offerta c’è spesso uno squilibrio. Quando la domanda è troppo alta e l’offerta è bassa il prezzo sarà, di conseguenza, alto. Il prezzo di una qualsiasi merce però non potrà mai essere troppo alto altrimenti nessuno la comprerebbe. Al contrario, una domanda bassa che genera una offerta alta ed un prezzo modesto non può sussistere senza mandare in fallimento il suo produttore.
Il forte squilibrio tra domanda e offerta funge da terreno fertile per le speculazioni. Meglio ancora; sono le speculazioni che generano lo squilibrio dei mercati, lo condizionano, lo rendono possibile.
Si sente dire, da più parti, che la domanda di cereali, a livello mondiale, sta aumentando a causa della forte richiesta dei paesi in via di sviluppo; in particolare dell’India e della Cina. Ciò è sicuramente vero. Il problema è che sui cereali, il cui prezzo è in ascesa, si sono poggiati i fondi pensione, scommettendo sul loro rialzo. Si è creata così un bolla speculativa.
Non si era mai visto, infatti, che il prezzo di alcune materie prime come il ferro, il rame e l’acciaio crescessero così tanto. Ciò è possibile solo perché c’è una speculazione finanziaria in corso; una scommessa al rialzo dei prezzi. Così è accaduto anche per il petrolio, sul cui prezzo al rialzo hanno scommesso numerosi operatori finanziari confidando in una domanda in aumento e in una scarsità di fornitura da parte dei paesi produttori. Così è accaduto anche nel 1999, alle soglie del nuovo millennio, quando la new economy sbarcò sui mercati finanziari sconvolgendoli. Tutti gli operatori furono ammaliati dalle facili opportunità di guadagno che gli si offrivano. I titoli dell’ hi-tech continuavano a salire. Sembrava che non volessero arrestare più la loro ascesa, fino a quando la bolla scoppiò lasciando tutti gli investitori con un pugno di mosche.
Per rifarsi delle perdite i capitali sbarcarono sul mercato immobiliare. Gli Stati Uniti accolsero un’immane quantità di denaro proveniente dalla Cina che gli istituti di credito elargirono a maglia larga sotto forma di mutui a tutti gli americani; anche a coloro che non potevano permetterselo. La differenza fu che mentre la Cina forniva beni e servizi l’America diffondeva titoli tossici che non sarebbero, quindi, mai stati pagati. I mutui furono poi passati dalle banche alle borse che li diffusero sul mercato tramite titoli. Per soddisfare i guadagni degli investitori le banche iniziarono ad aumentare i tassi dei mutui.
Per mezzo della speculazione si immette sul mercato un grosso quantitativo di denaro che l’investitore vuole veder crescere. Affinché questo avvenga si comprano e poi si vendono titoli su cui si è precedentemente scommesso. L’investitore vince comunque sia che il titolo salga sia che il titolo scenda, perché ha scommesso o sul rialzo o sul ribasso.
In definitiva si può scegliere la strada che si vuole percorrere, ma non la destinazione. Al casinò come nella vita a vincere è quasi sempre il banco.
