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Tutto il nulla - di Rulesless

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© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 16/12/2009 alle ore 02:37:36

 

L'autore si assume la responsabilità di quanto pubblicato.

 

INTRODUZIONE


Il pensiero…
Meglio sarebbe dire ‘il pensare’.
È incredibile immaginare a tutto il vuoto che lo cinge, e come esso possa allo stesso tempo colmarlo: stiamo parlando d’immaterialità, però amalgamata in un tutto con il suo stesso contrario.
Suppongo che indagare troppo possa portare alla follia, eppure non posso esimermi dal farlo, sarà che al solo iniziare alcuni percorsi mentali consegua non avere una via del ritorno e che al contempo non esista un’uscita laterale: ma allora com’è possibile che non sia giunta tutta la intellighentia umana a trovare la fine del percorso, e questo nonostante tante riflessioni personali le abbia ritrovate in autori differenti di ogni epoca* (percezione diffusa, ma distorta è che sia già stato snocciolato ogni concetto: a costo di ricalcare alcune orme, conviene attraversare noti passi per trovarne di nuovi?).
Si potrebbe spiegare considerando che ci si possa fermare durante il cammino, mentre si insegue la verità, senza arrivare mai alle lontane conclusioni, escludendo un percorso alternativo, qualsiasi errore di valutazione, così come l’uscita secondaria, o la scorciatoia, mediante le quali si prova a ‘fuggire’ dal dolore psicologico che simili riflessioni cagionano.
Per un attimo però non diamo peso nemmeno a questo.

Il caos.

È pazzesco, è l’unica spiegazione di tutto!
Non appartengo alla classe di cervelloni che tentano di catalogarlo e controllarlo, che bizzarro il solo pensarci, mi limito semplicemente ad osservare i fatti, analizzarli, e già solamente qui fallisco: nel tentativo di esaminarli!
La realtà è che nessuno ci racconterà come stan­no le cose, ed è provocazione la mia ricerca (dato che potrei passare secoli a scrutare, indagare e studiare, senza arrivare mai a qualcosa): non ho nessuna idea, come fanno coloro che si contentano di poter asserire con certezza cose senza fondamento, del “da dove veniamo e dove andiamo”.
…O sarà che credo troppo nel caso, per poter aver fede…
Gente che considera dogma l’inspiegato, l’ignoto visto come un’aleatoria evidenza!
Il nulla di cui parlo è al contempo qualcosa, perché anche solo il concetto lo è, e le due astrazioni hanno la stessa possibilità di essere dimostrate.
Come il denaro che compra il tempo per pensare, quando non è assorbito dal troppo lavoro per procurarselo, ma non l’immortalità, che compra le indulgenze, però non la fede, che procura le cose fatte di particelle, quindi tutto ciò che è materia, inclusi, con un esempio pregnante e provocatorio, i computer con i loro dati, che possono essere visti come affini ai pensieri, delegati a qualcuno che dia loro significato, che decodifichi i valori binari ‘immateriali’ che li compongono, così tutto, e lo stesso nulla, seguono nel caos.
Anni con l’idea di palesare le mie riflessioni non sono serviti a convincermi ad iniziare, è dovuto dunque oggi un sentito ringraziamento a tutti coloro che, nel bene e nel male, si sono trovati al mio cospetto anche se inconsapevoli, invitandomi al racconto (arduo rendere comprensibile il pensiero**): dal turista per strada al mio più intimo confidente, dalle compagne “di una vita” all’uomo del mercato.
Ci sono tante persone in questo libro, perché è un messaggio che parte dagli esseri umani per tornare a loro.

Mi scusi chi crede che esageri a farmi da tramite, ma si tranquillizzi: questa***, senza presumere conquista di conclusioni universali, è solo la mia versione****.

Per scrivere questo libro non è stato fatto uso di droghe in alcuna fase della preparazione.
Siviglia, 9/7/2003
Giuseppe Mossa

* Le riflessioni che si sono rivelate “citazioni” le ho segnalate come tali o indicate nella bibliografia senza differenziarle da quelle espressamente volute: si tratta di argomenti talmente dibattuti nei secoli che, a volte, si può risultare accidentalmente poco originali. Perciò non è stato possibile evi­denziare le citazioni involontarie…

** Probabile presenza di frammenti scritti in forma ostica, causa di una sintesi letteraria istintiva che ostacolo senza troppo successo. Ma in fondo “quando colui che ascolta non capisce colui che parla e colui che parla non sa cosa sta dicendo:questa è filosofia”! (Voltaire)

*** Questa non è la Bibbia!

**** Sempre mi è gradita, anzi, la produttiva contestazione oculata che fornisca alternative circostanziate e condivisibili.