Scrittori
.: Home page .: Preferiti .: Testi pubblicati .: Libri .: Link utili .: Login
Cosa cerchi ?

Sogni tra i fiori - di Mariagrazia Buonauro

Sei in: Autori emergenti > testi pubblicati > Romanzi > Sogni tra i fiori

© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 05/01/2012 alle ore 22:40:57

 

L'autore si assume la responsabilità di quanto pubblicato.

 

Stralcio (dal cap.19):
Tornati dalla luna di miele, trascorsa nel fantastico Egitto, con il
ricordo della sabbia calda sotto i piedi, la vista del Mar Rosso e il
calore di una terra ignota, ci stabilimmo nella nostra casetta.
Le giornate trascorrevano nel solito tran tran e c’eravamo
perfettamente ambientati con la felicità domestica degli sposini, a
quella terra di periferia silenziosa, quasi primitiva. Io avevo ottenuto il
trasferimento e insegnavo in un istituto della provincia. Sergio era
rimasto a Napoli con il lavoro e faceva il pendolare ogni giorno.
In autunno, una brusca sterzata fece cappottare il nostro matrimonio.
Condividemmo un momentaccio del tutto inaspettato.
Lui aveva fatto le valigie per andare via.
Lo sogguardai, di straforo, sull’uscio: il viso cereo, ombroso, gli occhi
tristi, velati da una patina di grave amarezza. L’avevo posto al centro
dell’universo; pensavo fosse un uomo perfetto e invece
Quando vidi, davanti a me, tutti i sogni infranti e un avvenire assai
vago venirmi incontro, crollai sotto una montagna di sofferenza.
Ridotta a uno straccio, guardai oltre i vetri, oltre il canneto, oltre la
mia vita e scorsi un mare di niente.
Caddi di spalle sul letto con gli occhi fissi al soffitto. Dal vicino
frutteto spirava un’aria profumata tra il canto melodioso dei merli;
nulla riusciva a risollevarmi. Rimasi così per molto, rifiutandomi di
pensare, di lambiccarmi il cervello.
La campagna autunnale, avvolta da un’atmosfera malinconica, pareva
uscita dalla mano di un pittore triste. Mi ritrovai in stretta reciprocità,
in perfetta simbiosi con la natura. I campi di granturco, con le
pannocchie gonfie di chicchi maturi, e l’uva catalanesca, calda al sole
d’ottobre, seminascosta dai pampini rossicci dei filari, testimoniavano
che la terra aveva già dato; e tutto era compiuto anche nel mio ménage.
Foglie secche danzavano nell’aria, sui campi scuri graffiati dal vento.
Mi sentivo fiaccata e per niente collaudata a una separazione.
La casa senza di lui era arida, priva dei bei momenti insieme, senza i
nostri cuori che battevano all’unisono.
Era accaduto tutto questo a complicarmi l’esistenza ? Di colpo mi sentii
vecchia con i capelli bianchi. Trascorsi una notte agitatissima