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MALERBA LATINA - di Domenico De Ferraro

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© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 11/07/2008 alle ore 21:24:39

 

L'autore si assume la responsabilità di quanto pubblicato.

 

MALERBA LATINA

III CAPITOLO



Mattina fiorentina madonna dal pallido viso , con l’ oro in bocca s’ode il canto del gallo, nell’alba serena che nasce sui colli ricamati tra il cielo e la terra. Antonio rulla una canna innalzando un canto di lode sballato ,in quell’ alba ,spensierati e felici sorridiamo imbecilli alla vita. Soli nello spirito dei tempi ,navigando verso isole incantate accompagnati dalla melodie delle onde marine.
Le nostre amarezze silenziose come i tanti incubi che ci hanno accompagnati lungo il viaggio divengono sogni , ritornelli salterini ,soldatini , ridenti birichine marionette. Dimentichiamo la sventura il domani incerto e ci lanciamo ignari e senza senno per le strade insieme ad una compagnia d’attori girovaghi , cantiamo e danziamo , la palandra del dolore bruciamo in mezzo alla piazza. Bruciamo i nostri panni ,la nostra misera cultura proletaria. Strade suole di scarpa ,nudi percorriamo e nella meraviglia
d’echi e di parole fiorite su labbra vermiglie nel turbinio dei sensi
ci riscaldiamo vicini la calda fiamma della pace.
Caduti nel buco del sedere della grande storia umana , veniamo
lanciati fuori con la forza dei peti tra i matti e i saltimbanchi i giocolieri e i ladri d’ identità smarrite . Siamo dei timidi pulcini scappati da sotto le calde piume della mater chioccia facile preda di faine e volpi ribelli e impettiti sbattiamo l’ascelle nel tentare
di spiccare il volo verso l’avventura .
L’entusiasmo genera il caos delle idee, così
voliamo su dei magici tappeti in compagnia
d’odalische e venere fanciulle dai grandi occhi azzurri
su città e paesi ,il mondo sotto di noi piccino in quel buco scuro che è il dubbio dell’esistenza.
Il vento tra i lunghi capelli , unti di grasso ,la nostra età la nostra giovinezza. In treno mezzi impauriti seduti di fianco alla toilette ,pronti a sgusciarci dentro in caso d’arrivo
del controllore . Incontriamo e facciamo amicizia con due
Atletiche e giovane turiste americane.
Gli siamo simpatici , ma noi non parliamo una parola d’inglese
e per mostrare la nostra amicizia facciamo una canna.
Ferdinà chiedigli se fumano?
Faccio cenno di passare il calumet della pace .
La bionda da sballo allunga lesta la mano sorride e tira forte.
Poi fatti due bei tiri ,passa la palla all’amica che molta prudente s’alza e guarda lungo il corridoio per vedere sé c’è qualcuno .
Ride graziosa e sensuale ci dice in un stentato italiano :
erba italiana ? good very good thank you.
Ferdinà hai visto come ridono? Gli piace.
L’acre odore del fumo si sparge nell’aria attirando
Guido ,un Hippy napoletano trapiantato a Firenze di ritorno da Londra. Lui sa parlare bene l’inglese così non perde occasione di
Attaccare bottone con le due americane soprattutto con la bionda Patrich che la quasi fulminato come il povero San Paolo sulla via di Damasco . Chiacchierano veloci , mimiche facciali in lunghe discussioni e racconti ,noi non capiamo un accidenti di cosa si dicono ogni tanto tra un tiro e l’altro Guido ci traduce qualcosa.
Restiamo meravigliati Guido parla correttamente due o tre lingue . tra cui l’inglese benissimo.
Finiamo per raccontare i nostri proposti da dove veniamo ,
e dell’erba verde e selvaggia che cresce come uno
Scherzo della natura nei campi incolti intorno al nostro paese.
Parliamo della nostra piccola piazza del collettivo studentesco
Delle lotte che inneggiamo contro la parte politica avversa.
Parliamo volentieri senza peli sulla lingua , sballati e ridenti
negli occhi l’innocenza dei nostri anni. Ispiriamo voglia di vivere
e allegria ,al fine risultiamo così simpatici che Guido c’invita
ospiti tutti compreso ovvio le due turiste americane a casa sua a Firenze. La proposta ci coglie di sorpresa . Pensiamo e parliamo tra noi :L’idea mi sembra buona che ci costa ,questo c’ospita gratis a casa sua . Dove andiamo a Milano? non sappiamo neppure dove dobbiamo andare a dormire? Appresso a Guido possiamo
Fare qualche buona affare lo hai sentito tiene tanti amici con
Un sacco di soldi . Non e che facciamo una scemenza?
Tanto per quanto ci costa? Firenze è più bella di Milano lo hai
Sentito . Cosa dite? E vai digli di si . Accettiamo ,così bagneremo
I nostri abiti nell’Arno ,sperando di non annegare , andremo a
Conoscere una città d’arte a contemplare la bellezza dell’antica etruria. Invece d’andare al raduno memoriale rock di parco Sempione a Milano. Diciamo addio o mia bella madonnina.
La casa dove abitava Guido era situata in una zona periferica di Firenze elegante alberata tranquilla. Tutto sembrava essere in ordine in quella zona per fino i muri ove fanno pipì i cagnetti recavano l’iscrizione Riservato ai canini. Un non sò che
Di magico avvolgeva il luogo un profumo di tigli e fiori . Abitava lì dal settanta insieme ai suoi genitori tipi giovanili napoletani del Vomero ora lì in vacanza a Napoli dai lori parenti a mangiare spaghetti con le cozze bere vino bianco d’Ischia e a cantare Torna a Surriento, L’emigrante. Le poche volte che scesi a comprare qualcosa al supermercato guardavo quei luoghi e non credevo ai miei occhi , mi sembrava un altro mondo , un regno delle fiabe ove io avevo posato piede. Mi sentivo leggero camminavo su una nuvola , vedevo il mondo dall’alto ,con in mano la fiaccola della libertà andavo a comprare pane e panini al supermercato dell’angolo. Confesso era la prima volta , il mio primo bacio date sulle guance a Firenze , come un amante furtivo l’accarezzavo me la coccolavo ,ammiravo le sue fattezze,
Morbide ,colori lucenti ,fiochi , paesaggi magici e brulli un’aria dolce e fine . Palazzi capolavori dell’architettura fiorentina decorati dai bei balconi baffuti , le chiese madri muse religiose , costruite da schiere d’angeli e cherubini. Nella nostra innocente ignoranza con il muco al naso lazzari felici ,entravamo nel cuore della leggenda italica , aprendo la porta riservati ai viandanti a tutti
Coloro cercano pace e amore. La nostra giovinezza: da inesperti equilibristi camminavamo su di un arcobaleno di speranze ,frutto di idee nate dalle pagine di libri alati. Passavamo fischiettando guardandoci intimoriti intorno attraverso la valle di un paradiso ,ove geni folletti e demoni c’ attiravano con dolce parole verso di loro. Le strade erano tante , a migliaia lunghe corte strette, strade di lacrime, strade fiorite, strade di luce e d’acqua marina. Strade percorse in silenzio ,con zaini in spalla alla ricerca della mitica Atlantide.Strada che per noi aveva un nome libertà d’andare curvi sotto il peso delle stelle sopra i monti ove la luna è più vicina.Piena tonda lì la puoi toccare con mano, ma ella svanisce come una bolla di sapone in tante gocce ,fuochi d’artificio che illuminano il cielo in festa e tu con lo sguardo in alto ammiri incantato, bambino
Il santo patrono in festa. Libertà nata nel deserto un fiore selvaggio , sulla corolla un ninfa balla la danza del ventre,
catturata e condotta in catene davanti a sultani e signori feudatari, borghesi grassi, eccellenze in rosso. A tutti regala qualcosa di sé un canto una preghiera ,una tenera emozione. Le strade sono sempre piene di gente , una massa nera compatta, tra la folla scorgi sempre il furbo o il vecchio amico, la donna che hai amato anni addietro, il nonno la nonna ,Giovanni il figlio di zia Erminia emigrata in Svizzera tanti anni fa e mai più ritornata al paese nemmeno per i funerali dei propri genitori. Tutti cercano qualcosa lungo la strada ,una stella caduta dalla tasca ,un piccolo crocifisso d’oro, dei numeri a lotto, una speranza, qualcosa di buono da mangiare. Gente né bella ne brutta ma tra le pieghe del viso narrarono la loro disperata intima esistenza .
Gente diversa nel colore ,dal naso goffo corto a punta, dai capelli
Lunghi ricci, dalle orecchie non in armonia con la loro testa. Alti bassi neri , gialli, bianchi ,rossi cadono nella pentola d’acqua calda per essere cotti e poi mangiati dal gigante delle fiabe. Gente sempre più sola con la povera pensione in fila all’ufficio postale, in compagnia di spettri e fantasmi , in prima fila sempre la Stefania una befana carina e ridente che ad ogni tuo piccolo desiderio in serbo nel cuore ti porta fino a casa nel giorno dell’epifania un regalino carino e sfizioso un fallo di carta pesta. Gente sempre più strana pronta a finire sotto un metro di terra benedetta. Pronta a partire per Madrid ,Parigi, New York ,Thailandia ,Egitto ,nella valle dei Re in posa Petto in fuori immortalati dalla foto ricordo da mostrare al ritorno ad amici e parenti nei lunghi tediosi freddi giorni d’inverno.