La casa - di Cinzia Groppi
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© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 06/09/2006 alle ore 09:02:08
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Prologo
Indovinando, in qualche modo, che sarebbe stata la giornata giusta, la Casa si preparò emotivamente all’arrivo dei nuovi potenziali acquirenti.
Un fremito la scosse tutta. Un sussulto ampio, quasi visibile...
Le accadeva così tutte le volte che sapeva che nuovi proprietari avrebbero preso possesso di lei: come una scossa elettrica le partiva dalla vecchia soffitta e correva giù al primo piano e poi giù ancora al piano terra, quindi al seminterrato e infine la scossa si andava a spegnere nei bui sotterranei della cantina.
Era come un rimettersi a posto, un rigenerarsi istantaneo, per dare il meglio di sé al momento opportuno.
La Casa fremeva di curiosità e di gioia. Erano passati ormai quasi venti anni da quando era stata serrata e abbandonata dall’ultimo proprietario e il sapere che ora l’impiegato dell’agenzia immobiliare l’avrebbe riaperta, ne avrebbe spalancato le finestre e l’aria avrebbe potuto entrare fresca, leggera e luminosa le metteva addosso un’indicibile sensazione di frizzante novità. Se l’avessero acquistata ora, per l’inizio dell’anno prossimo sarebbe stata in ordine, pulita, abitata e viva.
Finalmente!
Per ingannare il tempo, la Casa decise di ricordare i suoi primi giorni di vita, le sue primissime origini.
Aveva immagini nebulose e frammentate di quel remoto periodo. Alcuni fatti erano semplicemente il frutto di una sua paziente ricostruzione successiva, più che un vero ricordo, ma Lei aveva avuto decine di anni di tempo per rimetterli in ordine. Aveva anche dovuto esaminare alcuni vecchi documenti dimenticati, che erano rimasti ad ammuffire negli angoli e nei Suoi vari nascondigli...
Capitolo 1
Le pietre di fondazione "Le mie pietre di fondazione - rifletteva la Casa - sono state ricavate dalla cava del Monteferrato, che era stata aperta verso la fine del tempo che gli uomini chiamano ’400..."
In quel tempo, era il 1491, la Pieve del paesino di Figline, che si trovava a circa tre o quattro chilometri più a valle della Casa, aveva bisogno di alcune riparazioni, poiché era passata di là la furia dei fanti mercenari, scesi dal nord al soldo dell’imperatore: la facciata aveva subìto danni sia alla base che all’architrave del portale d’ingresso.
Il Vescovo di Firenze, essendo un lontano parente del vicario della Pieve, si era sentito in dovere di interessarsi personalmente della faccenda ed aveva trovato a Roma, inaspettatamente, i fondi per le riparazioni... "Ma la manodopera dovrà essere locale, caro amico" - aveva proferito l’alto prelato rivolgendosi al prete - "e quindi cercate di organizzare subito delle maestranze qui o nei paesi vicini, altrimenti l’aggiusto verrà a costare troppo."
Per la stessa ragione economica anche il materiale doveva essere reperito nella zona... Un esperto di geologia, amico e collaboratore delle alte sfere ecclesiastiche fiorentine, era venuto spontaneamente da Firenze - avendo peraltro molto gradito le quattro forme di cacio pecorino e i dieci litri di olio di oliva ’non allungato’ che gli aveva fatto pervenire il curato della Pieve - per saggiare l’area del Monteferrato alla ricerca del materiale adatto alle riparazioni.
Guidato più che altro da un pastore anziano che abitava la montagna da almeno cinquant’anni, il geologo aveva trovato una zona ove si ergeva un magnifico sperone roccioso dal quale non sarebbe stato difficile ricavare la pietra per aggiustare la chiesa...
"Questo è proprio il punto, signor geologo, dove di solito sosta il gregge, d’inverno, avido dell’ultimo pascolo di erba fresca, prima di scendere definitivamente a valle." "Sì, vedo." - aveva approvato il perito e poi, fra sé e sé: "dunque...siamo alla terza svolta, nella direzione della mezzadria dei Cerreto, che sono carissimi e fedeli amici del Vescovo." Voleva infatti trovare dei punti di riferimento validi, utili a ritrovare il posto.
"Come vedete abbiamo di poco superato quel fitto sottobosco." aveva concluso il pastore, indicando una zona scoscesa più in basso e, come se avesse indovinato i pensieri dell’esperto: "Non avrete difficoltà a ritrovare lo sperone, quando tornerete con gli operai."
Quella sera stessa il geologo aveva voluto festeggiare il fortunato reperimento alla tavola del mezzadro, con pecorino e fette di pane casereccio. Il tutto offerto dal pastore, naturalmente...
Era ormai mattina inoltrata. La Casa ebbe una nuova palpitazione: "E se non vengono?"
. Dopo tanti anni di totale solitudine adesso le pareva di non poter aspettare più neppure un’ora: il desiderio di tornare ad essere utile e funzionante era grande e alla sensazione inebriante di poco prima venne sostituendosi un sentimento di oscuro, sottile e penoso dubbio: "E se decidono di non acquistarmi?".
Per sbarazzarsi di questo odioso rimuginìo la Casa riprese il filo dei suoi pensieri...
Il parroco non ebbe molto a penare per trovare gli operai in loco: giunsero dalla montagna, ad offrirgli i propri servigi, alcuni uomini esperti di cave. Questi garantirono che il lavoro sarebbe stato compiuto perfettamente e poi, presi da una generosità che i montanari, gente rude, di solito non hanno, assicurarono che come compenso si sarebbero accontentati delle preghiere domenicali dei paesani, di essere citati dal cappellano in qualche Santa Messa e di ricevere alla fine di ogni mese, per i due anni successivi al compimento del lavoro, tre libbre di granaglie a testa, un sacco di farina e una piccola scorta di burro e latte in segno di riconoscenza.
"Non è proprio un’opera pia..." - comunicò il prete al suo Vescovo.
"Beh, probabilmente non si può ottenere di meglio!" - rispose questi, pensando che bisognava provvedere a dare un nuovo impulso alla cristianità, contro questo tipo di ’fede mercenaria’ che si stava diffondendo tra la gente. Riflettendo su ciò e chiedendosi se non era il caso di cominciare a parlarne con il suo Cardinale, ’poiché la Santa Chiesa ha sempre bisogno della fede sincera ed incondizionata dei suoi amati cittadini’, decise comunque di procedere:
"Diamo subito il via ai lavori" - decretò con sicurezza.
(...... continua)
