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Sputerò sulle vostre tombe - di Paolo Cillo

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© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 22/12/2009 alle ore 10:01:17

 

L'autore si assume la responsabilità di quanto pubblicato.

 

Scandaloso, rude, irriverente, amaro; questo è Boris Vian e il suo Sputerò sulle vostre tombe; un libro che nasce esso stesso da uno scandalo.
L’editore di Boris cercava, nel 1946, un romanzo noir americano da pubblicare, visto il successo che stavano ottenendo, in quel periodo in Europa, i romanzi d’oltreoceano. Nacque, così, Vernon Sullivan, scrittore nero americano censurato in patria per motivi razziali. Lo pseudonimo che l’autore utilizzò scrivere il romanzo.
Gli ingredienti per il successo c’erano tutti: sesso, violenza, alcol. Il romanzo vende in breve tempo migliaia di copie, ma è solo una magra consolazione. L’autore viene denunciato per offesa alla pubblica morale ed il libro vietato. La critica lo stronca. Non gli perdona l’inganno perpetrato a discapito dei lettori. L’aver creato, cioè, un falso autore per il suo romanzo ed averlo sostenuto per ben due anni.
Il libro è estremo perché estremo è il periodo in cui viene concepito (siamo, infatti alle soglie della guerra fredda e del maccartismo), oltraggioso perché offende la morale pubblica, estremo perché denuncia il razzismo.
La storia si dipana attraverso le vicissitudini del suo protagonista; Lee Anderson che, a suo discapito, si ritrova coinvolto in storie di sesso e di violenza. Si fatica a credere che da improvvisato libraio egli si trasformi presto in un barbaro assassino senza scrupoli. L’evolversi degli eventi è rapido, ogni volta decisivo, senza riflessioni o ripensamenti. Il romanzo scorre via veloce; direi, anzi, che quasi precipita in un vortice inatteso di violenza ed aggressività, solo apparentemente irreali. Per dirla con le parole dello stesso Vian: “la storia è interamente vera, poiché l’ho immaginata dall’inizio alla fine”.