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Jim Thompson - di Felice Amadeo

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© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 18/12/2009 alle ore 14:23:08

 

L'autore si assume la responsabilità di quanto pubblicato.

 

Io penso che Jim Thompson sia (stato) in assoluto il miglior scrittore di noir.

Tra i libri che io ho letto del genere (parere ovviamente soggettivo), nessuno si è mai nemmeno avvicinato al suo stile narrativo, crudo, scarno, essenziale, quasi più da sceneggiatura che da romanzo, eppure maledettamente incisivo, tagliente, delle rasoiate nella psiche del lettore.

Forse il libro che lo ha reso maggiormente conosciuto ai più è The killer inside me, ed è stato anche per me il primo libro di Jim Thompson che ho letto.

Tuttavia non trovo giusto non menzionare After dark my sweet, The grifters, Savage night, Stay away from texas, The criminal, Getaway...

Ma senza dubbio The killer inside me, mi ha particolarmente impressionato la prima volta che ho letto qualcosa proprio di suo.

Perchè, tra le altre cose, è uno di quei libri che puntualmente rileggo, in particolar modo la versione inglese (meglio dire americana) che ritengo maggiormente incisiva, del resto scritta nella lingua madre di Jim Thompson che spesso e volentieri nel libro scrive come si parla (credo ancora oggi, nel sud degli States, in molti paesi più o meno lontani dalle città in particolar modo), con un certo slang, sovente scrive I drawled (strascicare la pronuncia), yes ma ' am (invece di madame), I dunno (invece di I don't kow), etc.

La forza narrativa che può assumere un romanzo narrato in prima persona poi, quando come se non bastasse l'io narrante è un vicesceriffo psicotico, all'apparenza un bonaccione un po' noioso, che invece manifesta la sua vera (o parte) della sua personalità quando giustizia (a suo modo di vedere) quelle che sono le sue vittime.

Personalmente credo che leggere possa aiutare a conoscerci meglio: il noir è un modo ulteriore per approfondire questa conoscenza, del resto, tutto ciò che una persona non farebbe mai nella realtà lo può fare con la fantasia, altrimenti se questa avesse dei limiti non sarebbe più tale.

The killer inside me mi è stato utile per conoscere un Autore straordinario, per arrivare ad altri suoi libri per me veri e propri capolavori, esempio la drammatica e struggente storia di William Kid Collins, Collie per gli amici, in After dark my sweet, altro romanza che trovo di rara bellezza.

Sicuramente Jim Thompson è stato uno che ha conosciuto, visto e vissuto la cattiveria dell'essere umano, uno che ha compreso dove questa potesse arrivare, proprio per questo forse è riuscito ad incanalare in un percorso formativo, grazie alla scrittura, la rabbia, la frustrazione, l'apatìa che talvolta si provano, è riuscito a convogliare in qualcosa di positivo dei sentimenti negativi: perchè anche a questo serve scrivere, a renderci migliori.

L'esempio è dato dal fatto che uno viva determinate situazioni (assai spiacevoli) e riesca a trarne qualcosa di buono, a divulgare il suo stato d'animo, nel caso di Jim Thompson scrivendo dei capovalori assoluti.