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Il nome della Rosa - di William Star

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© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 20/12/2009 alle ore 16:23:55

 

L'autore si assume la responsabilità di quanto pubblicato.

 

In principio era il Verbo, il Verbo era presso Dio, e il Verbo era Dio...

Questo è uno dei libri che rileggo con una certa puntualità.

Probabilmente questo è un difetto, lo ammetto, quando inizio ad esempio a leggere qualcosa di (per me) un nuovo autore che non mi convince molto... ripiego e rileggo qualcosa di cui so cosa trovo.

Del resto Il nome della Rosa credo sia davvero un libro che merita di essere riletto.

Teologia, filosofia, storia, il giallo per quanto mi riguarda passa in secondo piano: la bramosìa di Sapere dei Monaci, il desiderio morboso di custodire lo stesso Sapere, la cattiveria nel decidere cosa sia giusto divulgare e cosa no ai Semplici (teocrazia...)

Mi piace in particolar modo rileggere le dotte discussioni (come le chiama Adso) dei Monaci, in particolare la visione (terribile) del mondo di Jorge da Burgos, consona per quel tempo probabilmente, del resto ognuno è figlio del suo tempo: cresce, pensa, agisce come gli viene insegnato.

Nella perversa visione di Jorge ci sono comunque dei lati affascinanti, seppur non condivisibili.

L'assoluta devozione incondizionata che dovevano (secondo Jorge) avere i Monaci, dedicarsi esclusivamente e con dedizione a Dio attraverso il Lavoro, non fare troppe domande le cui risposte potevano distrarre e portare su di una Via non più Retta, l'assoluta convinzione con cui bramava custodire gelosamente anche quelle Opere che voleva mantenere segrete, tanto segrete al punto di uccidere chi ne fosse venuto a conoscenza.

La Storia dell'Uomo è passata, e passa tuttora anche attraverso questo modo di vedere e di agire di chi detiene un determinato potere sulle masse, ancora una volta un Libro può contribuire a far nascere nel lettore riflessioni che ben si radicano dentro pronte a far fiorire altre riflessioni concatenate...