Camera con vista di Edward M Forster - di Paolo Cillo
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© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 18/12/2009 alle ore 09:16:54
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A volte capita che il mondo giri al contrario, che i conti non tornino. Succede che le persone si sbaglino o che commettano errori. Mai tutto questo è stato vero come nel caso di Lucy e di George e della storia che gli ha resi protagonisti. E’ una storia di animo questa. Una storia nella quale il razionale si confonde con l’irrazionale, in cui la parola amore fa rima con risentimento e rammarico. Camera con vista fu pubblicato nel 1908; un periodo nel quale la crisi d’identità dell’uomo e della donna la fa da padrone. Un periodo in cui le illusioni del romanticismo fanno spazio alle spiegazioni della psicologia. Certo l’Inghilterra è un paese non proprio incline ai cambiamenti, specie se sociali e culturali, ma soprattutto non propenso ad accettare l’incerto. Il passato della tradizione, della consuetudine, del rispetto si scontra col nuovo dell’indipendenza e della libertà.
Forster disegna i contorni del cambiamento nel rapporto tra uomo e donna e tra la generazione che precede a quella che segue. Essa avrà, infatti, un nuovo spirito e una nuova immagine. La salvaguardia delle apparenze, i toni dimessi e a volte appena accennati, daranno spazio all’entusiasmo e alla ricerca della felicità. La confusione nasce da un inganno e come ogni storia d’amore l’artificio sta in una bugia mal detta o in una verità mal celata.
Il pregiudizio, che permea l’intero romanzo, traspare da ogni pagina, da ogni frase e da ogni pensiero. Il desiderio, da parte di Lucy, di esternare le proprie emozioni risulterà alla fine più forte della volontà di compiacere parenti ed amici. Il sogno; quello chiuso e dimenticato in fondo ad un cassetto, sarà ripreso e coltivato con rinnovato vigore.
