Uno dei tanti mondi - di Iole Simone
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© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 15/11/2006 alle ore 09:46:30
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Seduta di fronte alla sua immagine, osservava con curiosità il suo volto, fra le mani ciocche di capelli neri, giocava con i suoi sguardi come un bambino immerso fra miriade di palle colorate, sfiora mille sorrisi misti di immagini, profumi e sapori di altri mondi, così lei, è dentro uno di quei mondi.
La candela spegne le inquietudini, paca l’animo, rincorre, raggiunge e invade le sue labbra e come una saetta silenziosa, dona soffi di luci alterne, barcollanti; la stanza si illumina di voci e lei riprende un’altra ciocca fra le mani.
Volta la sedia e parla con la luna che bussa senza sosta, ogni sera, alla solita ora, con la solita energia, sotto il solito cielo : è entrata e ora lei sa, che non potrà mandarla via almeno fino a quando non sentirà l’odore acre della candela morente.
-"Perché la mia casa?" sussurrò la ragazza per poi ritornare davanti la sua immagine.
-"Io non amo la tua casa, ma il mio spirito"-
-"Io so perché sei qui. Ma ora non posso aiutarti, sono stanca, ho ripreso il mio tempo, non ho più tempo,. non ritornare"- e con un soffio repentino, spense la candela e il profumo acre invase la stanza , il buio liberò lo spirito e una raffica accompagnò quella signora nella notte,,tutto tace, e invece no, non è andata via, è sempre lì, seduta sulla sua ombra:-"Lo so cosa ti succede"-e al strinse a sé con violenza senza accortezza e le mani fecero cadere l’ulteriore ciocca color corvino e pianse in silenzio, mentre continuava ad osservare la sua immagine e il suo volto ora mutato.
Si lasciò trasportare, come una scia che non abbandona la sua nave, così lei non si svincolò nemmeno per un attimo da quell’abbraccio : ne amò la violenza e la non accortezza.
