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Una sera - di Iole Simone

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© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 15/11/2006 alle ore 09:45:33

 

L'autore si assume la responsabilità di quanto pubblicato.

 

Una sera, una di quelle che aspetti che voli via, un’ombra passeggia fra i sentieri delle immagini incollate sui muri ;
si alza mentre lei era intenta a rifare, disfare, il plaid tra brividi e luci accese, la stanza poco illuminata, appariva chiara alla signore di fronte che di consueto amava darle la buona notte, tutte le notti. E fu così che quella sera fredda e piena di luci fioche, quell’ombra ribelle scese in silenzio, un piccolo salto con calma e accortezza, fra le pareti di quella stanza; si appoggiò sul tappeto con premura come una farfalla che spiega le ali appena intravede un fiore e i profumi inebrianti della vita, così lei si adagiò sull’immagine di un gatto che imponente padroneggiava fra i mille colori del plaid. Felice del calore di quell’essere, lasciò la curiosità e smise di cercare l’uscio, riposò, indifferente a lei che, continuava a litigare con le pieghe del ferro e dei suoi pensieri.
-:"non devi piegarlo da quel lato..Ti dico che stai sbagliando...-"; lei girò il volto, aprì le mani, il ferro a terra, le ciabatte corrono verso la porta, come sassi i suoi passi, sospesi tra attese di ciò che non può comprendere..note stridenti invadono al mente, gli occhi stretti verso la luce, ritorna indietro, e nota una minuscola immagine disubbidiente, persa nel buio del plaid, nota il gatto e un intruso fra quegli occhi. E’ fermo, zitto oramai, la osserva, non si alza è sempre lì, sembra non temere.... Ma cosa è..cosa può essere..cosa....Una scia di colori sbiaditi,,sporcano il plaid,,quasi come le pareti fossero state bagnate, colano colori,,lei alza lo sguardo e vede la tela, la sua tela e un vuoto nel centro, un vortice di colori incollati,anzi scollati e non al loro posto; mancano, sembrano andati via, sembrano aver abbandonato lo spazio, quel luogo in quel tempo, un istante a terra...una fuga,,una caduta, e intanto il buco continua a farsi sempre più profondo,,il colore continua a scivolare, strisce imperfette ma lunghe quanto tutta la parete, impregnano il pavimento....-"perché sei scappata?"; "-:"perché i tuoi occhi sono distratti da troppo tempo..è questo è un tempo che non ti appartiene...le tue mani sono pure, pulite, intatte, sempre indaffarate ma prive di te....le nascondi al mondo, le lasci penzolare fra mille faccende, le trasporti nei tuoi silenzi e le hai zittite,,,.."- ; lei immobile, sfiora le mani,,le sue mani,,,e cerca il calore di quell’immagine che orami si era avviata verso l’uscio con gli occhi fissi sulla luce di una luna oramai infreddolita, ma intatta nell’immagine,,,:-"aspetta !,,"-
e con un salto repentino, pose le dita su quel minuscolo corpicino, sentì l’umidità del colore salire, impregnare, scaldare, colorare le sue mani e il suo corpo ,,,come quando fissi la luce di una luna infreddolita, ma ne scorgi, l’immagine intatta,,,
ritornò puntuale ogni sera, e puntuale lei, attendeva quelle strisce imperfette, lunghe quanto tutta la parete...