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Un bacio - di Vittorio Banda

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© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 03/03/2006 alle ore 11:45:27

 

L'autore si assume la responsabilità di quanto pubblicato.

 

Tra i " personaggi " caratteristici di Caltanissetta, vi erano due poveri che circolavano per la città dotati della capacità di essere invisibili, una si chiamava Maddalena e l’altro era un ex facchino che stazionava in Piazza Marconi davanti al Bar Casciano, nascosto dietro una pianta.
Maddalena aveva avuto una vita tormentata da varie contrarietà, sino a quando vinta dalle stesse aveva cercato rifugio nell’alcool. Girava per la città con un bastone a cui si appoggiava ed entrava nei vari uffici a chiedere l’elemosina, spesso era cacciata in malo modo ed il rifiuto era il suo pane quotidiano.
Un giorno entrò nell’ufficio dove lavoravo e ricordo che le diedi qualcosa, se ne andò molto contenta e dopo due giorni si ripresentò a chiedere l’elemosina; qualcuno come al solito cercò di respingerla, ma lei con forza disse di essere venuta a trovare suo padre additando me, le diedi nuovamente qualche cosa, e lei contenta di essere stata accolta mi chiese un bacio, venne verso di me mi abbracciò ed io le diedi un bacio. Il suo volto divenne radioso, era contenta e se ne andò canticchiando.
Anche con l’ex facchino povero ed intirizzito ho avuto degli incontri donandogli qualcosa, ogni qual volta ero costretto a parcheggiare nella piazzetta Marconi, e un inverno gli portai un mio cappotto che lui subito indossò visto che faceva molto freddo, ricordo anche che diceva sempre : " grazie cumpà ! "
La sua vita era passata in quella piazzetta in cui, in passato, svolgeva il suo lavoro presso la stazione di autobus caricando e scaricando le merci dagli autobus, e la sera insieme ai propri compagni di lavoro si scaldavano le mani bruciando cartone e legna tra le macerie di un edificio della stessa piazzetta.
Era legato al posto in cui aveva passato la sua dura esistenza, e poiché aveva sempre lavorato per vivere non aveva il coraggio di chiedere l’elemosina, e stava lì in silenzio sperando che qualcuno si accorgesse di lui. A Firenze al tempo dei Medici per questo tipo di poveri era sorta un’ istituzione che si chiamava appunto " Fondazione per i poveri vergognosi " che provvedeva alle necessità di commercianti ed artigiani, caduti in disgrazia a causa dell’usura, che non erano in grado di mendicare perché si vergognavano avendo sempre lavorato per mantenersi.
Questi due poveri sono recentemente passati nella casa del Padre, dove, ne sono sicuro, hanno perso la loro invisibilità e dove non si sono sentiti rifiutati ma accolti come principi nel Regno dei cieli.
È proprio strana la nostra città tutta votata alla celebrazione dei VIP che gareggiano per conquistarsi più visibilità nel telegiornale locale, sulle pagine della cronaca o in manifestazioni mondane. Penso che sarebbe più opportuno dedicare qualche spazio a queste figure che si aggirano per le nostre vie e che non hanno nessuno che si interessi di loro dando voce alla loro miseria e trasformando la loro inumana invisibilità in una umana visibilità.