The game il gioco) - di Frank Giuliani
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© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 26/11/2006 alle ore 20:58:05
L'autore si assume la responsabilità di quanto pubblicato.
Questa è una lettera, anzi, un racconto, anzi no, è un gioco.
Forse non so nemmeno io cosa sto scrivendo, e quindi lasciamo in sospeso la definizione.
Innanzitutto è diretta a te, immaginaria amante. Immaginaria ma reale. Reale come fossi la somma di tutte le donne che ho amato col corpo e con la mente. Oppure reale come nessuna delle donne che ho avuto. Sei l’icona del mio desiderio. Questo è un punto fermo. Sei l’immagine onirica dei miei nervi scoperti, dei miei sensi denudati.
Prima di proseguire però debbo farti una domanda. Una domanda fondamentale per la prosecuzione di questa che chiameremo "la cosa".
E’ importante: "ti fidi di me?"
C’è un modo per provarlo: prova a pensare ad una strada trafficata, con macchine che corrono veloci in un senso o nell’altro. Chiuderesti gli occhi e ti faresti guidare da me ad attraversarla? Non dico che non avresti paura, è normale, ma ti fideresti di me? Non mi conosci ancora, ti ho tirato fuori dall’inconscio, ti sei unita all’immagine di una donna reale e indipendente, con il mondo ai suoi piedi!
Ecco. Questa è la condizione. Se in sincerità non ti affideresti a me per attraversare una strada, allora non ti rimane che chiudere questa lettera.
Se stai leggendo queste parole allora, come sono convinto, ti fidi di me.
Non sai perché ma ti ispiro fiducia, e affideresti per un secondo la tua vita alla mia mano.
Sai che sono con te ad attraversare la strada e che non ti mollerei per nulla al mondo.
Oppure hai semplicemente barato, curiosa e intrigata al punto da mentire per poter continuare il gioco. Perché hai capito: è un gioco.
Non stupirti per queste domande. Fa parte delle regole del gioco porle.
Sì, perché questo è soprattutto un gioco. Un gioco tra uomo e donna. Un gioco tra te e me.
Quindi ora sai che è un gioco. E come ogni gioco, ha le sue regole. Hai risposto alla domanda preliminare, di routine (un po’ come "giuri di dire la verità solo la verità nient’altro che la verità"). Ora passiamo alle regole.
Prima regola: qui comando io.
Quindi se ti dico di pensare ad un elefante verde tu hai due alternative. La prima: non giocare più, chiudere la lettera e quindi puoi pensare a quello che vuoi, e non all’elefante verde.
La seconda: obbedire. Lo stesso vale per un comando del tipo "non pensare all’elefante verde" e allora devi sforzarti di non pensare all’elefante verde. Non preoccuparti se non riesci ad obbedire ad un mio comando. Fa parte anche questo delle regole del gioco. La cosa fondamentale è che tu hai obbedito e hai cercato di eseguire il mio ordine.
Seconda regola: mi è permesso tutto. Il limite lo decido io.
Terza regola: non puoi proseguire nel gioco se non hai obbedito al comando precedente. Non vale saltare un comando per vedere quale sarà il successivo. E’ contro le regole. E’ contro la mia volontà. Dirò quindi d’ora in poi: "Non violare la Prima Regola".
Un ultimo consiglio (questo è un consiglio, non un ordine, non abbiamo ancora iniziato a giocare). Mettiti comoda, come preferisci tu. Non cominciare a giocare se temi di essere disturbata da qui a mezz’ora. E ora basta con le parole. Passiamo a giocare.
(continua...)
