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Strano - di Edoardo Vulcano

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© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 30/04/2008 alle ore 02:02:52

 

L'autore si assume la responsabilità di quanto pubblicato.

 

Strana sveglia che suona anche quando il pulsantino dell’attivazione è fisso sull’off.
Comincia a trillare precisa e irriverente del fatto che non deve svegliare nessuno perchè sono si le sette ma di sera e non del mattino. Per spegnerla, per zittirla, bisogna spostare la levetta sull’on e poi ancora sull’off perchè lei temeraria e combattiva quasi stregata non la smette di cinguettare da sola.

strano gioco quello dei numeri estratti alla tv dai bambini ingenui, bendati e indifesi.
Ogni volta che giochi un numero fanno uscire quello dopo
o quello prima,
è lo stesso,
sembra quasi che il gioco si prenda gioco di te.
E tu continui a puntare
su un numero che è a un passo da quello che deve, da quello che vuole uscire.
1 45 88
e quelli che escono solo 2 46 e 89.
Destino beffardo e corrotto.
Almeno una volta la soddisfazione di farli uscire.
Non mi importa tanto di vincere
ma di indovinare.
La prossima tripletta che gioco
sarà quella che avrò pensato
ma con l’aggiunta di uno perchè
una volta già mi ha fregato.
Poi se vinco mi compro un bel vestito.

E così mi sembrava strano che anche solo per un istante le fossi passato nel cervello. Non sò cosa l’abbia colpita forse l’abito scuro, che solo io indossavo a una festa troppo informale per il motivo di esserla. L’abito scuro che mi stava da dio o forse il fatto che dicevo di essere scrittore anch’io. Era in ritardo o forse proveniva da un altro mondo. E quando è arrivata intorno a lei si è creato il vuoto. C’era solo musica. Che veniva da dentro. Un pulsare frenetico rassomigliava al jazz. Forse era jazz. Lei di sicuro era in ritardo. Fuoritempo. Nelle All Star comode e colorate e con un sorriso slanciato. Non era molto elegante ma forse aveva lavorato fino all’attimo precedente. Ci siamo solo incrociati.
Ciao, come stai? Mi fa piacere rivederti...E poi ho bevuto, queste sono le parole che ricordo. Ho bevuto e ballato con lei e senza di lei fino a quando... Il fumo si è sciolto tra le mie parole: ci sarà un seguito? Lei che bruciava la mia ultima sigaretta, fuori, al freddo, e io con due forchette di plastica rossa in tasca quasi come fiori all’occhiello ma senza cravatta...