Pillole di ginnastica artisticapillola numero uno - di Moon Beam
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© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 07/07/2007 alle ore 20:36:20
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Sei a quaranta metri dalla tua meta.
In lontananza (ma proprio in lontananza, non hai le lenti a contatto), una pedana elastica e un ostacolo da scavalcare, un’arma impropria, un oggetto di tortura, un muro contro cui schiantarsi e che ha già visto molte vittime (forse la sua colorazione rossa è tale per mimetizzare i litri di sangue che vi sono stati versati), ma anche un simpatico amico, se trattato con il pugno di ferro, con forza, violenza ed equilibrio.
Un trampolino di lancio verso il cielo, ma che un trampolino non è: lo chiamano cavallo.
Temuto dalle ginnaste più mingherline e leggere, punto di forza di quelle più possenti.
E tu, nessuno rida, rientri nella seconda categoria, con i tuoi 47 kg di peso sparsi per lo più nella tua zona natiche (sode, ma evidenti. Adorabili quando fasciate dai jeans, odiose all’interno dei pantaloncini di cotone che indossi agli allenamenti).
Quindi quest’attrezzo dev’essere per te un amico, un alleato.
Leggenda vuole che eseguendo un esercizio a questo attrezzo di possa addirittura perdere la verginità.
Tanto forte può essere l’impatto che questo essere può portare via l’oggetto più prezioso di un’innocente fanciulla.
E se dovesse succedere a te?
Saresti indegna di percorrere la navata fino all’altare?
Ha-ha.
Trai un respiro profondo mentre i bambini del secondo corso ti passano davanti e si siedono sulla panca accanto a te. Ti osservano incuriositi.
Porti la gamba destra davanti e ti appresti a partire scatenando tutta la tua forza, quando al primo passo che fai, all’inizio della potente rincorsa, uno dei marmocchi si lascia sfuggire un rutto, segno che sta digerendo, piccolo pulcino.
E’ l’Apocalisse.
Due ragazze, in piedi sulla trave ad esercitarsi, scoppiano a ridere come pazze, una cade giù con un tonfo e l’altra rischia di seguirla, ma si sbilancia e basta; tu cerchi di trattenere le risate ma è difficile, la rincorsa è rovinata, corri e sghignazzi come un Joker ma non vuoi fermarti.
Batti forte i piedi sulla pedana, voli fino al cavallo girandoti di 180° come previsto, vi appoggi le mani e spingi per arrivare dall’altra parte, ma siccome hai compiuto il tutto ridacchiando a denti stretti, ti sbilanci e ti ritrovi catapultata sul bordo del materassone, quasi per terra, distesa.
Hai quasi rischiato di ammazzarti e ti metti a ridere.
Ti rialzi e ridi.
Ritorni al tuo posto e ridi.
Arriva il tuo allenatore e non ridi più.
