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Alcuni testi di racconti in ordine casuale

In braccio

Ricordo quando ero bambino ed andavo con i miei genitori alla fiera annuale di San Michele. Camminavo al fianco di mio padre che teneva la mia mano stretta nella sua per paura che io mi perdessi. Durante la visita di quella grande fiera mi stancavo di camminare, ed allora scuotendo la mano di mio padre per richiamare la sua attenzione gli dicevo : " Papà in braccio ! " Lui mi esortava a camminare ancora un poco, ma dopo, a seguito della mia insistenza mi prendeva in braccio,...

Il fisarmonicista

Angelo Manlievi: nel nome già un destino. Ma un destino bastardo, di quelli che ti vengono incontro con un sorriso ammiccante, per poi lasciarti un giorno con un ghigno soddisfatto. Professione: musicista di strada. Fisarmonicista di strada, a voler scender nei dettagli. Uno strumento di altri tempi, il mio, sicché c’era d’aspettarselo, almeno così dicono alcuni. “Né classico, né moderno: non durerà” sentenziarono circa quindici...

Via d'uscita

Quella cosa, a Leonardo, impiegato del locale ufficio postale, accadde diversi anni prima. E quando si trovava a ripensarci non capiva come potesse esser connessa all’altro fatto, quello recente, che gli era capitato appena quell’ultimo Natale. La maggior parte delle persone lo conoscevano come una persona tranquilla, dotata di una certa intelligenza, pragmatica e pacata, di quelle che costruiscono il proprio futuro appoggiando la vita, senza alcuna apparente passione, su ciascun...

Batuffoli di pioppo

Erano tornati a piovere batuffoli di pioppo. Quella era la stagione in cui i miei desideri si stavano risvegliando, sconcertandomi, immobilizzandomi. Era la fine di aprile, quando li ho rivisti svolazzare vorticosamente. Una spirale bianca tra bagliori di grigio. Un movimento ascendente che a ritmo col cielo perdeva la sua immacolata dinamica, entrando nell’atmosfera di una città annoiata. Questo voleva dire una sola cosa, che per quanto piacevoli fossero tutte quelle sensazioni,...

Il figlio di Luigino

Diede un colpo all’acceleratore e la macchina fece un balzo in avanti. Si girò e gettò un rapido sguardo sul sedile posteriore; lei teneva le mani congiunte, cingendosi il bassoventre – Luigino per piacere va adagio, non sto mica morendo! – Dio mio e ora che faccio Teresa? – Rimani sulla corsia di destra... oh, oh... sì bravo così, – Avessimo solo aspettato quel taxi! – Te la cavi bene, oh oh, metti la seconda ora. – La seconda, vediamo... – Continua a...

I COLORI DI VENERE

LA FOLLIA DI GIULIA ...Il mattino seguente una fortissima pesantezza alla testa mi impedisce di aprire gli occhi, una luce troppo violenta filtra dalle finestre, metto la testa sotto il cuscino, le tempie mi pulsano e il dolore non cessa.«Giulia, hai il primo cliente alle nove, se non ti sbrighi arriverai tardi» urla una voce dalle scale.Scale? Quali scale? Non ci sono scale a casa mia e nessuno ha quella voce.Mi siedo di scatto sul letto, la testa tra le mani e gli occhi ancora...

Fiori d'arancio

La vicenda parla di Luisa, una donna che lavora come segretaria presso uno studio associato, gestito da Gianfranco assieme al cognato, Renato. Quest'ultimo, un uomo cinico e senza scrupoli, cerca di abusare della donna e Gianfranco per proteggere costei, della quale è innamorato, gli spara ferendolo a morte. Luisa, per difendere l'uomo, si accusa e viene ingiustamente condannata a 20 anni di carcere dove da alla luce una bambina, nata dalla relazione con Gianfranco, alla quale da il nome...

Un bacio

Tra i " personaggi " caratteristici di Caltanissetta, vi erano due poveri che circolavano per la città dotati della capacità di essere invisibili, una si chiamava Maddalena e l’altro era un ex facchino che stazionava in Piazza Marconi davanti al Bar Casciano, nascosto dietro una pianta. Maddalena aveva avuto una vita tormentata da varie contrarietà, sino a quando vinta dalle stesse aveva cercato rifugio nell’alcool. Girava per la città con un...

Addio Courmayeur

Venerdì d’inizio Febbraio, ore 7, 30. Slap, slap, prrr, prrr... Ecco Matisse che, puntuale come un orologio svizzero, reclama la colazione. Sento le sue fusa a tutto volume e la sua lingua rugosa leccarmi gli occhi. Come sempre si accuccia accanto a me, al caldo, sotto il piumone. Questa è l’ultima mattina che mi risveglio così a Courmayeur nel mio caldo monolocale tutto in legno. Apro gli occhi, mi rigiro nel letto sotto le coperte, sento dei rumori, il paese si è già destato...

La pulce

Caterina dice che aspetta ogni mercoledì a partire dal mercoledì sera. Che è il suo piccolo momento di piacere. Io non mi faccio illusioni, però: dice tante cose. Caterina è un vulcano d’idee, lo è sempre stata. Quando arrivo ha già messo al loro posto i suoi pezzi sulla scacchiera e i cuscini, visto che giochiamo sul pavimento e ogni partita dura un’ora o più. “Non tocca a me il nero” faccio, come ogni volta. “Si invece” dice lei, accarezzando i pedoni...