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Racconti - testi pubblicati - N

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di Anna R De Santis
di Eugenia Toschi
di Iole Simone
di Plainsong
di Iolanda La Carrubba

Alcuni testi di racconti in ordine casuale

Il caso Simone

IL CASO SIMONE Era un mattino buio e freddo, uno dei tanti mattini in cui l’animo umano sembra lasciarsi, una volta tanto, permeare dalla atmosfera esterna e si trasformi in massa inerte, incapace di provare una di quelle tante sensazioni che incessantemente provocano il manifestarsi della natura umana e della sua orma capace di esprimere ad un tempo civiltà,intelligenza,inciviltà e ignoranza. Ero stato inviato in qualità di cronista dal mio giornale: La Gazzetta...

DELITTO AI MERCATI GENERALI

DELITTO AI MERCATI GENERALI Uno dei tanti lavori estivi da ragazzo al mio paese , dopo aver terminato la scuola è stato come facchino ai mercati generali . In quel luogo vi regnava una gran confusione ,tanta gente veniva a comprare e a vendere la frutta di stagione un po’ da tutta Italia. Calore e male parole ,un brivido freddo correva lungo la schiena fino ad arrivare nelle mutande. Con la canotta sulle spalle dolente me ne andavo fischiettando caricando e...

Dedicato a me

Parto dal presupposto che anche un fatto usuale, per non dire banale, se narrato con fine maestria, possa risultare interessante e piacevole, altrimenti mai e poi mai mi sarei sognato di trasferire su carta questo accadimento. Non ho di certo delle velleità letterarie, ma il fatto stesso che mi stiate dedicando una parte del vostro prezioso tempo, è per me fonte di gioia ed onore. Beh, gioia è un po’ eccessivo, in realtà tutto dipenderà dall’esito...

Ultimo pianto

A volte la notte sembra non avere mai fine. A volte ti svegli d’improvviso, sudato e tremolante. Altre volte la notte ti ossessiona con i suoi incubi che nasconde avvolti fra le pieghe del buio. Ti agiti, provi paura, e ti svegli come se fossi scampato agli inferi stessi. L’orologio segna lo scorrere del tempo, come se esso fosse un calmo susseguirsi di onde. Ogni onda ti porta alla deriva, verso la costa pił vicina o in alto mare, sempre pił in lą. La notte puņ essere una cattiva...

PER NON FAR CADERE IL CIELO

Da oltre trent’anni era comparso in cittą un’enorme cilindro in cemento massiccio. Non era molto largo, ma era altissimo. Sembrava una colonna destinata a reggere il cielo, che, sempre pił negli anni, sembrava un telo sporco ingrigito da tutte le misere attivitą umane. Nel punto pił alto c’era una feritoia che mal si intravedeva da terra. Alla base una porta con tutti i segni del tempo, scura, sporca, con ruggine su tutte le parti metalliche. Un particolare avrebbe attirato...

Tristi realtą

Caro diario, aiuto cosa mi sta succedendo? Per la prima volta oggi ho avuto paura anche io: che strano... Anche oggi mamma aveva preparato un’ottima torta al cioccolato, di quelle che ho sempre adorato. Già da piccola, quando tornavo a casa dall’asilo, entravo in casa correndo in cucina, cercavo quel vassoio colorato con su disegnate 3 farfalle sperando di vedervi uno dei miei dolci preferiti. Mamma era adorabile, ogni sera prima di andare a letto ne preparava uno...

Il solito vizio

Il solito vizio - E allora signora, o come devo chiamarla, signorina? - Non si preoccupi, dottoressa andrà benissimo. Sebbene tutti gli indizi fossero contro di lei, la donna seduta nella stanza non appariva agitata né spaventata, e la rigidezza composta doveva essere più frutto di un atteggiamento abituale che indice di nervosismo. Il Commissario la osservava senza parere, mentre Mangani conduceva l’interrogatorio non senza evidente fatica ma con il...

Le Due Vite di Nicolaj M

L’aria puzzava terribilmente di polvere da sparo e le pallottole fischiavano sopra le loro teste.Il comandante come al solito era in prima fila, e il fatto che raramente venisse colpito, alimentava l’alone di mistero che si era formato con il passare del tempo intorno alla sua persona. Era sbucato un giorno dal nulla dicendo di chiamarsi Nicolaj M., di essere stato a lungo esiliato in Francia e chiedendo di essere arruolato nel Comitato Comunista Rivoluzionario di Liberazione....

I COLORI DI VENERE

LA FOLLIA DI GIULIA ...Il mattino seguente una fortissima pesantezza alla testa mi impedisce di aprire gli occhi, una luce troppo violenta filtra dalle finestre, metto la testa sotto il cuscino, le tempie mi pulsano e il dolore non cessa.«Giulia, hai il primo cliente alle nove, se non ti sbrighi arriverai tardi» urla una voce dalle scale.Scale? Quali scale? Non ci sono scale a casa mia e nessuno ha quella voce.Mi siedo di scatto sul letto, la testa tra le mani e gli occhi ancora...

La persistenza della memoria

Il cellulare viaggiava spedito sulla corsia riservata dell’autostrada Littoria diretto all’Istituto Statale di Terminazione. Quel giorno, invece delle decine di criminali che il capace veicolo era solito trasportare, c’era un unico passeggero. Era l’ultimo privilegio concesso ad Antonio Quartarelli, fino al giorno prima comandante in capo della Difesa Morale dello Stato. Per più di vent’anni aveva scortato personalmente alla sala di terminazione i criminali...