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La schiena - di Moreet

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© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 08/01/2009 alle ore 14:49:34

 

L'autore si assume la responsabilità di quanto pubblicato.

 

Con l’unghia scorro lentamente lungo la sua schiena ormai nuda. Non trovo ostacoli ed allora mi spingo oltre, facendo aderire alla pelle anche il polpastrello. Tutto è così meravigliosamente liscio. Riesco a percepire con estrema chiarezza cosa sente. Tutte le sue sensazioni mi passano attraverso l’indice e mi penetrano nel ventre.
Fremo e mi lascio trasportare. Le nostre menti sono connesse. Stiamo diventando un essere unico e questo, lo sento, è solo l’inizio.
Ora le dita in contatto sono diventate due, ma rallentano la loro corsa. Non vogliono perdersi un solo millimetro quadrato di questo roseo velluto.
E’ come aver commutato l’ascolto da mono a stereo. Lei mi avvolge, io l’avvolgo.
Getta la testa all’indietro. I capelli si mescolano alle spalle. La penombra le abbronza la pelle.
La bocca socchiusa non lascia dubbio alcuno. Scendo ancora. Arrivo in fondo, là dove le costole lasciano il posto all’abisso. Temporeggio ancora un po’. Mi muovo orizzontalmente cercando di non svelare quale sarà la mia prossima mossa.
Risalgo.
Cerco di intravedere nei suoi mutamenti d’espressione un segnale. Nulla, anche lei non vuole svelarsi, ma mi lascia fare. L’iniziativa è ancora nelle mie mani, nelle mie dita.
Non ho nessuna fretta, anzi, lascio montare il desiderio sperando che non mi sopraffagga.
Sono risalito su fino al collo. Lo cingo con la mano. E’ così sottile, fragile, che quasi le dita s’incontrano. Esercito una leggera pressione che allento quasi immediatamente. La sua bocca si apre un po’ di più. Gli occhi ancora socchiusi.
Ora la mia mano è sommersa dai suoi capelli.
Qui sto bene. Da qui non mi sposterei mai, ma il dovere mi chiama laddove tutti giungono prima o poi.
Ed allora lascio la fulva selva e mi dirigo, questa volta a piene mani, verso l’abisso.
Lei lo ha capito e quasi immediatamente inarca la schiena, rendendo ancora più sensuali le sue forme.
Eccomi nuovamente lì sul ciglio del limite estremo. Sto per tuffarmi e non m’importa minimamente se l’elastico sia assicurato o meno.
Lei è pronta, lo sento, lo vedo.
Ma il desiderio mi sopraffae. E’ nuovamente lui l’unico vincitore.
Mi desto madido di sudore. Porto a termine manualmente il lavoro iniziato dalla mente.
La sveglia si farà viva tra circa due ore.
Chissà cos’altro mi riserverà il futuro.