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La parabola dell'esserino - di Daniele Campanari

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© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 20/12/2011 alle ore 16:44:41

 

L'autore si assume la responsabilità di quanto pubblicato.

 

Sulla riva del lago, giaceva un esserino talmente piccolo da non essere notato da nessuno, Guardava a destra, guardava a sinistra, cercando un anima pia che lo notasse. Nessuno si accorgeva di lui. Allorché decideva di spostarsi poco più vicino al lago. Si girava a destra, si girava a sinistra... nessuno si accorgeva di lui. L’esserino, così piccolo da non essere notato, capiva che forse era troppo minuto per restare in quel posto così grande. Con le zampette minute, camminava per giorni e giorni in cerca di un posto adatto alla sua "grandezza". Mentre girovagava senza avere una meta precisa, si imbatteva in uno strano posto frequentato da altri esserini. Benché più grande di lui, si avvicinava ad uno di questi con aria sicura e chiedeva: "sto camminando da giorni cercando un posto adatto al mio corpicino" forse l’ho trovato, pensava "mi chiedo e ti domando: posso stare qui con voi così posso essere notato?". L’altro esserino, sorpeso da codesta richiesta, gli rispondeva: "certo!, accomodati pure" indicandogli con un piccolo artiglio la strada da percorrere. Il piccolo esserino che voleva essere notato si incamminava verso la direzione indicandogli e mentre cercava di evitare ramoscelli e piccoli cumuli di fango si ricordava di essersi dimenticato di ringraziare il piccolo esserino dotato di cotanta gentilezza. Si voltava ed esclamava un sonoro "gra..." prima di finire in pasto a colui che gli aveva indicato la via del riposo