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L' ALBERO DI NATALE - di Domenico De Ferraro

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© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 01/01/2009 alle ore 12:29:10

 

L'autore si assume la responsabilità di quanto pubblicato.

 

L’ ALBERO DI NATALE




In prossimità delle feste di fine d’anno il signor Antonio Natale
incominciò a girare negozi e mercatini per trovar gli oggetti mancanti per addobbare il suo albero natalizio che avrebbe dovuto far morire d’ invidia tutti il vicinato, un albero
cosi grande come non sé ne era mai visto dai rami cosi lunghi
che sarebbero usciti fuori dalle sue finestre, lunghi rami
ricolmi di palline e stelline ninnoli e campanellini.
Avrebbe fatto un grande albero ma non avrebbe
fatto mai e poi mai il presepe.
Il presepe non lo voglio fare non m’interessa voglio fare solo l’albero andava ripetendo a chiunque incontrasse o si trovasse
a parlare nell’approssimarsi dei giorni festivi.
Un albero enorme voglio addobbare un abete meraviglioso
pieno di luci, l’albero più bello di questo mondo, tutti dovranno vederlo rilucere da ogni luogo del globo dal polo nord al polo sud.
Di presepi in vita mia ne ho fatti più di mille, per quest’anno
basta faccio solo l’albero , alto cosi alto che dovrà toccare
il cielo così ognuno si potranno arrampicarsi
scendere e salire portare doni a chi lo desidera .
Il mio albero unirà il cielo alla terra simile ad un ponte
congiungerà la morte alla vita così magari si potrà
andare nell’ aldilà a vedere come sé la passano salutare
qualche pia anima , un amico defunto ,una persona cara.
Lo farò pieno di luci intermittenti con tanti giochi di luci, dai svariati colori . I giorni che passarono Antonio di notte nei suoi sogni incominciò ad avere strane visite ora un pastore con una pecora sulle spalle veniva a bussare alla porta del suo dormiveglia
la prego signor Antonio faccia il presepe come faranno
le mie pecorelle a vivere non potranno più brucare l’erbetta
sopra i monti mangiare il dolce trifoglio di marzapane ,
se non fa il presepe come potrò mungerle ,come farò
a guarire la mia pecorella zoppa.
Antonio a quei sogni si svegliava di colpo correva a farsi
una camomilla e continuava a ripetersi : no non farò
mai e poi mai il presepe quest’anno farò solo l’albero
ho deciso e ritornava a dormire.
Durante una notte dopo che lui aveva passato tutto il giorno
a decorare l’albero di miniluci nel bel mezzo della notte
venne un fornaio orsù gli disse fate il bravo Antonio fate anche questo presepe la gente ha fame i pellegrini debbo mangiare
son stanchi del viaggio sé lei non fa la grotta del panettiere
dove io cuocio il pane ,cosa mangeranno i pellegrini ed i viandanti.
Di li a poco sbucò anche la vecchina delle caldarroste
ed io ho raccolto questo sacco di castagne con le mie mani
sopra un monte aspro per la gioia dei passanti , ed anche
i vari venditori ambulanti si lamentarono nel sogno d’Antonio
lei toglie il pane dalla bocca a nostri figli sé non fa il presepe come vivremo noi . Antonio a queste lamentele nel suo dormiveglia
si svegliava di colpo e correva in cucina a bere
un bicchiere d’acqua. Vogliono costringermi a fare il presepe
no mai e poi mai quest’anno faccio solo l’albero .
Era un pomeriggio freddo Antonio leggeva un libro nel suo salotto quando sentì bussare alla porta . S’alzo ed andò ad aprire
con sua somma meraviglia vide davanti a sé i tre magi senza cammelli . Buongiorno gli dissero i tre magi .
Buongiorno rispose Antonio ,cosa posso far per loro disse Antonio.
Vede caro disse il più vecchio dei tre .
Ho mi scusi mi presento mi chiamo Baldassarre ,
lei permette possiamo entrare vorremmo parlare
con lei d’una annosa questione.
Prego s’accomodino entrate desiderate una tazza di the .
Si grazie rispose Melchiorre con tanto zucchero ed una fettina
di limone in più . A me piace molto dolce .
Prego accomodatevi come posso esservi utili.
Vede disse Baldassarre riprendendo la parole noi siamo
dei ambasciatori , veniamo da tanto lontano vorremmo dirle a nome dell’associazione amici del presepe di farlo quest’anno
il presepe per il bene di tutti lo sappiamo lei e stanco
vorrebbe fare solo l’albero ma ci pensa alle conseguenze
del suo rifiuto ,del suo atto scellerato quante persone ne soffriranno , per non parlare di quella pia madre
e di quel santo padre non vedere nascere anche in questa
sua casa il loro divino bambino concepito con tanta fatica ,
tra tante peripezie e sacrifici , sfuggire al male mi creda è dura.
Luce, speranza per ogni uomo di buona volontà salvezza
nel periglioso cammino dell’esistenza vita che scaccia l’ombre della morte, nasce povero in quella notte fredda per essere così
figlio di tutti . Ritornare ad essere bambino , come lui ,
innocenti più buoni non crede signor Antonio .
Non so che dirle mi prende di contropiede , non pensavo
di far del male non facendo il presepe.
Poi guardi quanta strada ancora a noi ci tocca fare
abbiamo dovuto deviare e allungare la marcia di tre giorni
per venire a casa sua dopo aver saputo la notizia del suo rifiuto.
Abbiamo con noi i regali a chi mai li daremo
questo nostri umili doni , ma ci faccia lei quest’anno
forse il più bel regalo a noi mai fatto.
Vedrà cosi felici tre poveri vecchietti ,prepari anche lei il presepe
c’ ascolti vedrà ne rimarrà contento e quando giungerà l’epifania ci potremo rivedere, salutare ,scambiarci qualche regalino non trova? Non so vedremo , non sono molto convinto vedrò cosa posso fare adesso non prometto nulla dovrò pensarci su .
Gaspare si fece avanti ed abbracciò Antonio e disse :
Il presepe è lo specchio della vita, mio caro amico.
Sia buono gli sussurrò nell’orecchio prima d’andarsene .
Arrivederci caro e ci pensi su non faccia passare molto tempo
che Natale e alle porte,disse Baldassarre.
Non passò molto tempo che senti bussare di nuovo
alla sua porta s’alzò ed andò ad aprire era un signore dalla lunga barba bianca con un grosso cappello in testa, buongiorno
fece il venerabile vecchio .
Cercate qualcuno in proposito disse Antonio confuso.
Si disse il vecchio cerco il signor Antonio .
Sono io come possa essere utile?
Ma prego s’accomodi non rimanga sull’uscio una tazza di the?
No grazie preferisco un buon caffè, un espresso napoletano. Dunque caro Antonio vengo subito al sodo sono qui per capire perchè quest’anno ti ostini a non voler fare il presepe ,qualcuno
ti ha fatto un torto, ti ha mancato di rispetto ? dimmi
provvederò a risolvere ogni cosa.
Mi sento imbarazzato , da poco sono andati via
I tre magi ho provato a spiegare le mie personali ragioni.
Vedi non che io non voglio fare il presepe perché ho subito
un torto e per voler cambiare, sentire queste feste in modo diverso
l’albero cresce ,germoglia dà alla fine i suoi frutti ,origine della vita
vederlo ornato di palline colorate di regalini appesi
m’intenerisce assai, io solo questo voglio fare, nient’altro.
Comprendo ma questo tuo rifiuto purtroppo ha causato un sacco
di problemi ed io ho dovuto scendere fin qua giù dalle cime
dei monti innevati , mettermi il cappotto pesante e venir a parlar
con te di questa storia a quattrocchi dopo che sono venuti
a lamentarsi tutti i pastori, il vinaio, i soldati perfino erode
che è un superbo di natura quando ha saputo
che tu non volevi fare il presepe sé messo a piangere.
Per non parlare poi di Giuseppe che mi ha tanto commosso.
Ha detto che era colpa sua sé non ispirava e rappresentava
più l’esempio del buon padre di famiglia.
Antonio per favore non arrechiamo dispiacere a nessuno
fai il presepe t’aiuto io se hai pochi soldi
domani te li mando tramite Gabriele, d’accordo ?
Va beh come posso rifiutare , ma ditemi voi chi siete ?
Antonio mio non mi hai riconosciuto io sono Babbo Natale.
Perdonatemi sé non vi ho riconosciuto , vi ricordavo più grasso.
Ho dovuto fare un po’ di dieta, invecchio anch’io ,cosa vuoi fare me la consigliato il mio medico causa il soprappeso le preoccupazioni etiche e politiche, lo stress dei preparativi un po’ anche a dire il vero
e che son vecchio e debbo riguardarmi la salute.
Mi deve scusare sé per caso vi ho mancato di rispetto .
No ci mancherebbe cosa dici ti perdono non aver paura
in questi giorni dobbiamo essere tutti più buoni.
Allora caro Antonio mi raccomando passiamo queste feste
di fine d’anno in santa pace facciamo l’albero ed il presepe mettiamolo quest’ultimo sotto l’albero insieme ai nostri regali desideri e speranze per un domani migliore , al sogno d’un bene
che congiunge il cielo e la terra attendiamo aldilà di ogni dogma
seguendo la natura del nostro essere diritti verso sera
in quella notte fredda piena di stelle il miracoloso evento
che nasce in una misera grotta sogno d’una notte d’inverno
tra il bue e l’asinello la nostra comune storia d’un popolo
alla ricerca di ciò che noi tutti chiamiamo e definiamo amore.