Il sogno di Poseidone - di Domenico De Ferraro
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© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 08/07/2007 alle ore 17:58:34
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IL SOGNO DI POSEIDONE
Poseidone nome dato in onore del re dei mari
era un piccolo cefalo dorato con una macchietta nera sull’occhio sinistro .
Quando nacque Poseidone insieme ad altri circa
trenta fratellini e sorelline, la mamma ed il papà la signora Cefalina ed il signor Cefalino invitarono un sacco d’amici alla festa
della loro nascita .
Giunsero così dai lontani mari freddi
e tropicali, amici e parenti e con loro tanti
doni per i piccoli appena nati.
Fu una gran festa , e si divertirono molto
i congiunti invitati.
Papà Cefalino De Cefaloni lisciandosi i baffetti
fù veramente soddisfatto di quella covata,
che alla sua signora moglie regalò una collana
di perline, decorata a mano ,
lavorata nei lontani mari del sud.
Dopo quella gran festa , i pesciolini iniziarono
a pinnegiare di qua e di là sempre accompagnati dalla mamma e dal papà.
Sfilando tutti allineati , birichini e sorridenti tra l’alghe e le rocce
in fondo al mare. Era una bella scena di famiglia , tutte le comare del d’intorno mare , non facevano altro che parlare bene
di quella famigliola. La signora calamara apostrofava i suoi piccoli , sul modo corretto
del nuotare dei piccoli cefalini
perfino la scorbutica signora Dentice ne rimase incantata e ne parlava bene con chiunque avesse ad incontrare.
Poseidone cresceva nel gruppo insieme ai suoi fratellini e sorelline si divertiva un mondo con loro soprattutto quando si ritornava a casa all’interno d’una piccola grotta sottomarina
e si poteva giocare di nascosto a tirare i sassolini
o giocare con la palla di corallo.
Anche se continuava ad essere una ammonizione
da parte dei genitori a non avventurarsi da soli lungo il grande mare per Poseidone e i suoi fratelli era una tentazione irresistibile .
Il grande mare non aveva un fine ne un inizio , un mistero profondo. Spesso Poseidone notava delle luci verso la superficie,
dell’ombre vaghe che l’attiravano confuso,
avrebbe voluto nuotare verso di loro andare
a vedere cosa fossero.
Ma la paura , e le raccomandazioni dei genitori
lo fermavano facendogli bloccare la pinna ,
e ritornare a nuotare dritto verso altre mete.
Per diverse notti Poseidone sognò ,
di vedere da vicino quell’ombre e quelle luci
in superficie, colori e figure leggiadre nella luce solare ma mentre nuotava felice verso di loro
si trovava prigioniero in una grossa rete insieme ad altri pesci grandi e piccini.
Il bel sogno si tramutava in un incubo ,
si svegliava di colpo impaurito correva a nascondersi sotto la grande pinna
della mamma in attesa che passasse
quello strano spavento.
Una bella mattina, uno stridulo suono corse fin sotto al mare era una fischio prolungato e potente da far vibrare le squame dell’ udito.
In lontananza apparve una grande ombra oscura
s’ avvicinava sempre più verso di loro.
Papà Cefalino corse a vedere cosa era e dopo aver quasi volato a pelo d’acqua,
vide con suo stupore un gigantesco transatlantico
avvicinarsi minaccioso sbuffando grossi nuvoloni neri dalla canna fumaria verso la costa.
Corse a più non posso, per avvertire tutti gli altri abitanti di quel breve tratto di mare dell’imminente pericolo .
Corse a perdifiato per mettere in salvo l’intera
sua famiglia, facendo lunghissimi balzi in avanti.
Mamma Cefalina preoccupata come non mai teneva i suoi figlioli al riparo dentro una piccola caverna marina, ammonendoli di non muoversi
da lì per nessuna ragione al mondo.
Una volta tutti al riparo, il grande transatlantico giunse nelle loro vicinanze ed il timore intuito divenne subito terrore poiché nel suo passaggio delle grandi onde smossero ogni cosa , provocando
vortici e correnti che risucchiarono tutto ciò che vi finiva dentro.
Poseidone fù uno dei tanti piccoli pesciolini
ad essere , risucchiati dalla corrente e venne trasportato lontano dalla sua famiglia.
Furono ore e giorni duri , ritrovarsi solo ,
in mezzo al grande mare,
indifeso , preda facile di tanti malintenzionati.
Non sapendo cosa fare incominciò a nuotare
a più non posso in lungo e in largo per il grande mare, gridando con tutte le sue forze i nomi
dei suoi fratelli e delle sue sorelle , che non vedeva più. Fu così , nuotando sfinito , affamato
riuscendo chi sa come a sfuggire ai tentacoli d’una grande medusa.
Nuotando a più non posso sempre più verso
il fondo , si rifugiò al fine in un vecchio veliero disteso sul manto sabbioso .
Dei grandi cannoni di bronzo ,e grossi botti erano disseminati ovunque, Poseidone s’infilò dentro,
in attesa che passasse il pericolo per poter
ritornare a ricercare la sua famiglia.
In quel luogo oscuro tra le travi corrose di legno , ebbe modo di fare amicizia con un simpatico pesce pappagallo di nome Glauco giunto sulla scia spumosa dell’eliche
del grosso transatlantico .
Aveva viaggiato a lungo , schivando le fauci di pescecani e grandi pesci predatori sempre pronti a volerselo pappare in un sol boccone.
Aveva infranto, causa la sua innata curiosità
la regola d’ allontanarsi sconsideratamente
dalla barriera corallina ove vivevano tutti gli altri componenti della sua famiglia.
Dopo essersi presentati e raccontato le loro rispettive vicissitudini
Poseidone e Glauco si giurarono eterna amicizia, d’aiutarsi fraternamente a ritornare a casa per poter riabbracciare i loro rispettivi familiari dispersi.
I due amici impauriti , dopo essere rimasti a lungo al riparo dentro la pancia del vecchio veliero ,
ed essersi raccontato ogni cosa della loro vita , spinti da un certo brontolio allo stomaco
incominciarono a veder doppio dalla fame ,
con prudenza
si spinsero intimoriti fuori in mezzo al mare
alla ricerca di qualche alga da sgranocchiare
o mollusco o rametto d’erba marina
da mangiare. Nuota nuota trovarono ogni ben
che soddisfò la loro fame.
Finito il bel banchetto , il pesciolino
Pappagallo Glauco cantò delle belle canzoncine che fecero
addormentare Poseidone beatamente.
Dopo aver dormito tutta la notte nella pancia
del vecchio veliero in fondo al mare ,
Poseidone e Glauco furono svegliati dalla luce
del sole. Schizzarono lesti dal loro nascondiglio
e facendo mille capriole rincorrendosi l’un l’altro , ripresero il loro viaggio .
Ma questa volta non riuscirono a fare tanta strada , poiché tutto
un tratto si sentirono presi in una grande rete trainante che faceva
man bassa d’ogni forma viva in fondo al mare.
Poseidone voleva gridare, ma si sentiva inerme era rivivere quel suo sogno che faceva da piccolo, ma adesso purtroppo era tutto vero e lui non poteva fuggire a nascondersi sotto la grande pinna
della mamma poiché era solo, indifeso contro qualcosa che aveva sempre temuto
un dì s’avverasse.
Si vide portare verso la superficie ,
l’azzurro del mare diveniva celeste e bianco ,
non riusciva a distinguere bene le forme , vedeva grandi braccia tirare su
la grande rete, e uno strano essere con un grande barba scura ridere soddisfatto di sé. Furono attimi terribili, provò a chiamare Glauco ,
lo cercò tra le centinaia di pesci e piccoli calamaretti ,si girò e rigirò, poi tutto d’un tratto lo vide balzar fuori con in capo una grande alga verdognola e sorridergli .
Poseidone sono qui , tutto bene, come riusciremo
a fuggire adesso da questo imbroglio?
Sempre gridando Poseidone rispose :
Non lo sò
Prova a farti venire qualche idea mondo pesciolino !
Se no finiamo entrambi in padella!
Poseidone pensò tra sé :
Ora sé ci fosse papà saprei cosa fare.
Dopo essere stati tirati su in barca , il pescatore contento apri le rete e la svuotò sul fondo
della barca, aveva fatto una buona pesca, al mercato tanta roba fresca l’avrebbero pagata
sicuramente bene.
Forse da quel pescato avrebbe potuto anche portarne un po’ a casa , e chi sa regalarne un po’ a mastro Biagio che gli aveva aggiustato
la rete il mese scorso senza prendersi pagato.
Era contento il pescatore prese a cantare , pensando di ributtare
di nuovo la rete in mare per un ultima volta
e far ritorno piano verso la costa.
Svuotata per intero la rete ,
Poseidone cadde in mezzo
a tanti pesci , in tanti piangevano e si disperavano gridavano: Voglio la mia mamma. Poseidone senza farsi prendere
dal panico , dopo essere finito accanto ad un polipo monco d’un tentacolo provò a guardare meglio dove si trovava e guarda qua guarda là, cosa vedono i suoi occhi i suoi fratellini e le sue sorelline disperati e piangenti.
Oh Dio! disse : mondo pesciolino i miei fratelli e le mie sorelle !
Provò a chiamarli e loro dopo averlo riconosciuto e riabbracciato gli raccontarono come fosse malauguratamente caduti anche loro nella rete mentre nuotavano tutti insieme alla ricerca
di cibo al largo d’un promontorio.
Mamma e papà, sono salvi ?
disse Poseidone .
Non sappiamo nulla dove sono finiti , erano scesi in fondo al mare quando noi in attesa della loro risalita dagli abissi,
siamo stati presi nella rete per nostra sfortuna.
Come faremo adesso ad uscire da qui Poseidone,
gli chiesero tutti in coro.
Poseidone si gratto il capo con la pinna e disse non lo sò mondo pesciolino ci vorrebbe solo
un miracolo.
Così l’inaspettata sorte giunse come il vento
di ponente.
Un surfista astigmatico e anche un po’ miope privo degli occhiali mentre provava una tavola
da surf con vela , corse come il vento su d’un onda poi un’altra ancora per andare a speronare
con un gran botto la povera barca del pescatore.
L’urto fu molto forte , la barca si catapultò ruotandosi su se stessa fece cadere in acqua il pescatore e l’intero pescato di quel giorno.
Le parolacce non si possono elencare . L’imprecazione furono
tante. Il pescatore infuriato nero voleva stringere le sue grandi mani intorno al collo dell’orbo surfista, che poverino avendo ingoiato molto acqua e in stato confusionale gridava: Aiuto aiuto salvatemi ve ne prego annego! Intanto i pesciolini di nuovo liberi nel mare nuotarono lesti lontano da luogo , per ore tutti insieme uniti in branco, e solo dopo essersi sentiti stanchi e sfiniti e nascosti in una grande grotta marina si dissero salvi.
La gioia di ritrovarsi fù grande Poseidone riabbraccio felice
come non mai i suoi fratelli e le sue sorelle .
Un pesce trombetta , ed un pesce chitarra insieme
ad un pesce tamburo presero a suonare un motivo allegro che allietò l’incontro.
La notizia della loro liberazione non tardò a farsi udire, di bocca in bocca sull’eco dell’ onde marine la lieta notizie si sparse
per i sette mari. Un anziano merluzzo conoscendo per caso i genitori dei pesciolini salvi, corse lesto a cercarli , li trovò al calar del sole afflitti e disperati , gli comunicò la felice notizia.
Schizzarono nell’acqua ed abbracciarono l’anziano merluzzo fecero giro tondo quanto è bello il mondo , e dopo averlo tanto ringraziato corsero dai loro piccoli che l’attendevano intimoriti
nella grotta.
Ci fù così una gran festa durò tre giorni , tantissimi invitati
che mamma Cefalina stremata e felice
d’aver ritrovati i suoi figlioli
s’addormentò di colpo in una conchiglia .
Nel bell’evento in corso
segui inaspettato anche la promessa di matrimonio d’una sorella di Poseidone con Glauco il pesce pappagallo suo amico
della passata avventura.
In seguito ebbero tanti pesciolini pappagallo
che fecero la gioia dei zii e soprattutto
di Poseidone che amava molto i bambini.
Per questo aprii una scuola di salvataggio ,
e insegno a tutti pesci dei sette mari come difendersi e cosa sapere sul quel grande
essere che ha il nome di Pescatore.
Il mare dopo tante avventure sembrò ritornare sereno e piatto riscaldato dall’estivo sole, solcato in volo solo da qualche gabbiano solitario, bianco come una nuvola in mezzo al cielo azzurro,precipitante in acrobatiche picchiate a caccia di qualche cosa da mangiare.
Ma questa è un’altra storia che vi racconterò
un altro giorno adesso vi basta sapere che i nostri amici son felici là giù in fondo al mare tutti insieme cullati dal canto marino
delle sirene regine di tante mitiche leggende mediterranee.
