Scrittori
.: Home page .: Preferiti .: Testi pubblicati .: Libri .: Link utili .: Login
Cosa cerchi ?

Il recidivo - di Monica Murer

Sei in: Autori emergenti > testi pubblicati > Racconti > Il recidivo

© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 11/12/2006 alle ore 19:25:25

 

L'autore si assume la responsabilità di quanto pubblicato.

 

- Cosa credeva di fare? Si è reso conto della gravità della sua azione?
- Signor Giudice, Lei deve perdonarmi, non avrei mai creduto di arrivare a tanto...
- Qui le scuse non servono.
- Come può condannarmi, Signore? Lei non è mai caduto in una passione del genere?
- Vorrei ben vedere! Secondo Lei, starei seduto qui, a giudicarla, se anch’io avessi commesso una tal criminosa azione? Forse Lei davvero non se n’è reso conto! Si può sapere cosa l’è passato in testa? Fare una cosa del genere! A dei bambini! Riesce a percepire lo sdegno e il disprezzo di questa giuria, Signore? Riesce a sentire la MIA indignazione?
- Vostro Onore, erano così belli, così vivi... Non ho resistito... Era come sfiorare il profumo di una rosa... Avevo tra le mani la gioia della bellezza... Quei bambini... Li ho presi e li ho toccati... Nessuno sa quanto avrei voluto stringerli ancora a me, più forte, più forte, più forte ancora...
- Basta! Si fermi, per l’amor di Dio! Si ricordi che tutto ciò che Lei dice è messo a verbale, analizzato come testimonianza e potenzialmente utilizzato contro di Lei...
- Sì.... Sìììì... Scrivete tutta la mia passione... Quello scendere su di loro con le mie mani... Avvertire il loro candido respiro... Il più piccolo, il moro, sentivo la sua risata, la risata dell’innocenza, mi faceva impazzire... Il mio amore per lui cresceva ogni volta che lo sfioravo...
- Vuol veramente usare la parola “amore” in un discorso simile? Crede davvero di poter parlare di “amore” per giustificare il suo gesto? Un sentimento così nobile ed elevato in bocca ad uno come Lei! Dovrebbe vergognarsi... Sapere poi che Lei non è il solo... Quello che voi fate è peggio di una malattia... Riuscirò a debellare questo morbo putrido della nostra società... Non mi guardi in quel modo. Sì, ho parlato proprio di morbo. Siete una malattia del sistema. Dei bambini...
- Signor Giudice, io amo quelle creature... Amo guardarle e sentirle dentro di me, con tutta la forza della loro purezza e della loro ingenua passione... E dire con quanto timore ho avvicinato le mie mani su di loro! Il mio indice tremava di desiderio e paura... Primo tocco... Secondo tocco... Al terzo la mia mano era diventata amante esperta... Ne volevo di più... Di più...
- Cosa crede? Di ammorbidire questa giuria, parlando del suo “coinvolgimento” emotivo? Si sta sbagliando di grosso. Forse Lei non sa chi sono io. Lei non sa che io Le farò pagare tutta la sua perversione, tutta la corruzione della sua anima: io rappresento la legge, lo Stato, sono l’autorità che punisce ogni forma di depravazione ed ogni essere depravato. Guardi la sua fedina penale: Lei è un recidivo... Ammetta, vi sono stati altri casi del genere? Ricordi il giuramento... “Giuro di dire la verità, soltanto la verità, nient’altro che la verità”.
- Sì, Vostro Onore. Non è la prima volta.
- Mi parli di quella donna, quella trovata nella sua stanza con un unico velo addosso...
- Quella notte l’amai, più di quanto avessi mai potuto immaginare... I lunghi capelli rossi le arrivavano fino alle spalle, cadendo in dolci boccoli di seta ed io...
- Stiamo divagando. Riconosce, dunque, la sua colpevolezza?
- Sì, Vostro Onore.
- Se Lei si trovasse al mio posto, si infliggerebbe la pena prevista in questi casi?
- Sì, vostro Onore.
- Bene. Per quanto mi riguarda, ho concluso quanto avevo da dire. Lei ha diritto ad un ultimo tentativo di difesa, prima del ritiro della giuria, se desidera.
- Grazie, Vostro Onore. Ora mi rivolgerò a Voi, miei cari Membri della Giuria: avete mai amato qualcosa al punto da sentirla vostro per sempre? Avete mai urlato di desiderio perché non volevate assolutamente perderlo mai, mai e poi mai, fino a che avete dimenticato della vostra stessa esistenza? Chiudete gli occhi, Mia Giuria. Pensate alle Vostre dimenticate passioni adolescenziali, quando conquistare il mondo sembrava possibile. Esse sono ancora sepolte in Voi. Ed è ciò che è successo a me... Io amavo la pittura da giovane e l’amo ancora adesso.