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Racconti - testi pubblicati - F

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di Arcel Nis
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di Alessandro Borrini
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di Fabio Forcelli

Alcuni testi di racconti in ordine casuale

Il pesce nel fiume

Il pesce aveva abboccato. Albert liberò il mulinello e lasciò girare veloce la bobina. Era un pesce enorme. Lo sentiva. Poi il filo si afflosciò. Albert sentì una fitta al cuore. Lo aveva perso? Indietreggiò di qualche passo. Forse il pesce si era nascosto sotto un sasso, sì, doveva essere proprio così, l’esca si trovava ancora in bocca al pesce; non doveva fargliela sputare fuori! Albert cautamente risalì la corrente del fiume;...

La leggenda del santo ingollatore

La leggenda del santo ingollatore Nel piccolo paese di *, incastonato nell’interno dell’isola, la vita trascorreva in modo assolutamente normale, tanto che potevi sentire, fin dalla piazzetta principale, le rimostranze di qualche pecora pascolante nelle campagne d’intorno, od anche il boaro intento a riprendere – con mugghiî ancor più volitivi – la vacca indecisa od il mulo lavativo, oppure, – perché no – con orecchi ben’attenti, si poteva pur...

L'Ombra dei morti parte 11

L’OMBRA DEI MORTI Mi toccai la tempia e sentii qualcosa di viscido, appiccicoso e caldo: sangue, il mio. Avevo troppo male alla testa per capire cosa stava succedendo intorno a me. Mi accorsi di essere accasciato per terra. Sotto di me: asfalto umido, gomme masticate, mozziconi di sigarette e cacche di cane, una distesa di cacche di cane. Guardai l’ora sul mio orologio digitale trovato nel fustino del Dash: erano le undici e mezza. In quelle condizioni non potevo farcela a...

Al mare

Durante uno dei miei soliti viaggi, alla ricerca di chissà che?in una bellissima spiaggia spagnola trovai una grossa conchiglia a chiocciola,la avvicinai all’orecchio e sentii un rumore di onde ,mi venne voglia di nuotare ,entrai in acqua, mi allontanai per circa 150 m dalla riva e mi immersi.nel mare era caldo e trasparente , nuotai fino in fondo , sordo e felice ,e mi venne in mente mia madre che non cera più, un senso di calma e serenità mi pervase, ebbi voglia di...

Susanna

Susanna strisciava nella sterpaglia, i gomiti e le ginocchia a terra, sulle foglie d’autunno nel bosco vicino alla casa della nonna. – Vado a fare una passeggiata nel bosco – aveva gridato mettendosi la mantellina gialla che aveva ricevuto per il suo compleanno. – Non fare tardi – le aveva risposto la nonna dalla cucina – la torta di mele è pronta. – Ritorno subito – e subito Susanna era uscita dalla porta che si apriva nel giardino. Aveva attraversato l’orticello, con un...

Taxi!

Chiamai un taxi e dissi al conducente di portarmi all’aeroporto. Gli dissi di far presto, poiché dovevo prendere un volo alle 11.20. Sul sedile accanto al mio, vidi che c’era una valigia e subito chiesi al tassista a chi appartenesse. Distrattamente rispose che senza dubbio l’aveva dimenticata il suo ultimo passeggero, un anziano signore dai capelli bianchi: all’inizio non vi feci molto caso, preso com’ero dalla paura di perdere il mio volo, ma un attimo...

La seconda strada per il paradiso

Dopo una lunga e coraggiosa vita, un uomo giunse nell’aldilà e fu destinato al paradiso. Era un tipo pieno di curiosità e chiese di poter dare prima un’occhiata anche all’inferno. Un angelo lo accontentò. Si trovò in un vastissimo salone che aveva al centro una tavola imbandita con piatti colmi di pietanze succulente e di golosità inimmaginabili. Ma i commensali, che sedevano tutt’intorno, erano smunti, pallidi, lividi e scheletriti da far pietà....

Il telefono la sua voce

Era un giorno come tanti altri, io e mia moglie avevamo finito di pranzare. Eravamo intenti a sparecchiare allorquando squillò il telefono. La voce che mi giungeva attraverso la cornetta era la voce di una persona anziana e sofferente che mi diceva: “ Luigi , figlio mio vieni ad aiutarmi sono sola ammalata ferma nel letto e non posso muovermi e da due giorni che non mangio nulla !” Io avevo obbiettato che non ero suo figlio Luigi, ma lei con insistenza mi disse che lo...

Il contadino Ernest

Mungeva le mucche. Rimuoveva il fieno. Segava l’albero. Spaccava la legna. Tosava la lana. Potava la vite. Cucinava l’arrosto. Lavorava dalla mattina alla sera. Viveva con tre mucche, dieci galline, quattro pecore, un cane, due gatti. Ernest però si sentiva solo. Si guardò intorno. La fattoria aveva un gran bell’aspetto. I fiori e le piante incominciavano a fiorire. Ernest se ne rattristò: – non è giusto! – Gli mancava una donna. Stava buttando via...

Cose che succedono sui treni regionali

Fredda e grigia era la mattina. Il giovane ragazzo sedeva sulla panchina in attesa del cantato treno delle 07:40. Un tedio totale lo invadeva. Andare all'università per un motivo futile era tra le cose che più odiava al mondo. Cercare libri, salutare gente di cui non ricordi niente, perdere tempo in file inutili e impiegatizie. Quella per lui era una delle tante forme della banalità del male. Ma bando alle citazioni colte. Seduto sulla panchina fredda e buia senza il paltò, un leggero...