Racconti - testi pubblicati - E
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| di Anna R De Santis | |
| di Luca Carulli | |
| di Arcel Nis | |
| di Arcel Nis | |
| di Anna R De Santis |
Alcuni testi di racconti in ordine casuale
The Spot Man
Rientravo a casa soddisfatto della mia giornata. Come sempre. Ero un bell’uomo, alto, fisico asciutto, intelligente e soprattutto ricco. Avevo il mondo in mano. «Che spettacolo...» pronunciai quelle parole mentre frenavo davanti al cancello automatico di casa mia: una mega villa a Beverly Hills, scavata su di un immenso prato di erbetta soffice come schiuma e una piscina che poteva competere con una laguna giamaicana. Possedevo inoltre un campo da golf, tre gazebi posizionati...La musicista
Un tizio conosce una donna e ne rimane colpito,vorrebbe rincontrarla ma non sa come fare ,trova il suo numero di telefono su l’elenco ma non riesce a chiamarla, viene assalito da mille titubanze pensa che non è opportuno,forse potrebbe disturbarla ,forse lei non gradirebbe e la sola idea di fare una figuraccia lo fa desistere. Allora decide di rinunciare ,si convince che non è il caso di cercare questo incontro e decide di pensare ad altro.continua rassegnato una vita di...Ubilendi
continuo a tessere tele attorno ai fogli mentre i soliti impercettibili suoni si diramano tra le mie cellule. Rossi ricordi colorano un po’ quella mattina noir fra il fumo e lo sfocato sole che testardo sfonda la mia finestra. I numeri cominciano a sommarsi e poi a dividersi come in un loop, eseguono sempre lo stesso movimento. Penso agli errori, alle urla e alle digressioni ; incalza in me l’agitazione rendendomi spaesato anche nel mio corpo. Uccidere l’impotenza del...Fratture
La prima volta che sono tornato da una paese lontano è stato all’età di quattordici anni: a Dublino in Irlanda, lì conobbi per la prima volta il significato della frattura, dagli affetti e dalla sicurezza che ti è data dalla loro vicinanza. Quando tornai da quell’isola straniera ero già cresciuto di 15 giorni di più rispetto a quando ero partito. Dopo l’Irlanda sono venuti altri innumerevoli viaggi e ogni volta ho amplificato il...L'ultima foglia
Ma cosa è accaduto? Sola, sono rimasta sola. Abbandonata. Mi viene da pensare che possa essere colpa mia. Deve essere colpa mia, non vedo una valida alternativa, anche se mi chiedo dove abbia sbagliato. Quali sono state le cause che hanno fatto sì che tutti si allontanassero da me? Un epilogo inaspettato e doloroso. Penso di aver fatto la mia parte fino in fondo stando ben attenta a non occuparmi dei fatti altrui. Ecco cosa deve essere stato. Troppo riservata. Dopo un...Si cara tutto bene
Traffico intenso ma scorrevole. Un luogo comune oramai. Scorrevole quanto basta per potersi piazzare comodamente in corsia di sorpasso e dedicarsi ai propri pensieri. Intenso quanto basta per per potersi dedicare ad un certo tipo di pensieri. Pensiri intensi. Come sempre. Come al solito. Come al solito tutto quasi ok. Ok la giornata lavorativa, ok i rapporti interpersonali, ok l’estratto conto, ok la macchina nuova appena ritirata. Profumo piacevole di nuovo, di plastiche, tessuti...Indovinello zen
è il vento che muove la bandiera ? Oppure, è la bandiera che muove il vento? (Tesi.) Ti trovi sotto la bandiera e senti il vento sul tuo volto? Allora è il vento che muove la bandiera; e tu guarderai la bandiera mossa dal vento. (Antitesi.) Ti trovi a casa e sei sdraiato sul tuo letto? Attraverso la finestra della tua stanza guardi la bandiera che si muove al vento? allora è la bandiera che muove il vento. (Sintesi.) Dipende da dove ti trovi.Corrispondenze
Il sole non era ancora sorto. Non si distingueva il mare dal cielo.* ATTO I 18/XI/2004 Vicolo delle Orsoline "Mi piacerebbe che il tempo si fermasse qui...o meglio, mi piacerebbe poter non esistere più agli occhi degli altri. So che prima o poi questo senso d’interminabile sconforto, caos e indecisione passerà e forse, poi, saprò comportarmi da uomo. Vorrei imparare ad ascoltare e a valutare. So che questo flusso, questo incessante scorrere dentro...L'uomo offeso dagli uomini
Sedeva sempre sulla medesima panchina in viale della Regione sotto un albero che con i suoi grandi rami lo proteggeva e lo accoglieva sotto la sua benevola ombra. Era sempre sorridente con le persone che lui conosceva e quando qualcuna di esse gli passava davanti lui si alzava e sorridendo salutava e si informava della salute dei familiari di quella persona. Erano più di quaranta anni che passava le sue giornate in meditazione solitaria sempre seduto su quella panchina. Da giovane...E LA MUNNEZZA CHE NE DICE?
E LA MUNNEZZA CHE NE DICE? mini-racconto di Anna R. De Santis (depositato 13-02-2008) - Non ce la facciamo proprio più...! Ci state dando troppo fastidio. - In questa strada... come ci state voi ci dobbiamo stare pure noi. - Ma voi puzzate! - Noi puzziamo?! Noi siamo la meglio munnezza! Noi siamo rifiuto umido. Umido! Possiamo diventare concime, noi. Mica...
