E volò via introduzione alla Terra dei Sogni - di Luca Carulli
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© Testo pubblicato su autoriemergenti.it in data 13/05/2008 alle ore 23:58:43
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Mi affacciai alla veranda di casa mia, immersa nella campagna tra lunghe distese di erba per assaporare la dolce notte d’estate.
Il cri cri dei grilli mi accompagnava teneramente in uno stato d’animo di serenità, trasportandomi con la mente al ricordo di notti come questa, quando ce ne stavamo seduti ad ascoltare il vento.
Una lieve brezza scosse lentamente i giovani ciuffetti d’erba ed una farfalla colorata si lasciò trasportare, impaurita, da quel soffio caldo.
Passò sopra le nostre teste, quasi danzando, muovendosi a piccoli balzi fluttuante nell’aria. E volò, ed ancora volo’, fino a perdersi nell’immensità di quel prato fiorito.
Quel soffio improvviso la colse impreparata trasportandola in posti che non conosceva. Si sentì smarrita e indifesa, così piccola e fragile di fronte alla sua vita. Aveva perso l’orientamento, il nord, il sud, non sapeva dove andare, restò immobile a pensare se tutto questo avesse avuto un senso, rifletteva, sbatteva le ali in cerca di una risposta che non arrivava.
Quel vento, quel leggero alito di vento, l’aveva portata via.
Non riusciva a capire, a darsi pace, come poteva cambiare così improvvisamente il suo destino che in un giorno uguale a tanti altri si era rivelato inaspettatamente diverso, sottoponendola a una nuova prova, forse quella più importante...doveva crescere. Mentre era immersa nelle sue riflessioni, un fiore, poco distante da lei, con voce dolce e calma le chiese:
- Devi essere molto preoccupata! Non ti sei neanche accorta di quello che ti circonda, cosa ti è successo? Ti sei forse smarrita? –
La piccola farfalla non si era accorta di niente, nulla per lei non aveva più senso
e non le importava quello che le stava attorno.
Così il fiore, vedendola persa tra i suoi pensieri, cercò di attirare la sua attenzione.
Con tutta la forza che aveva aprì i suoi petali che formarono una splendida immagine simile al sole, che, riflettendone i raggi, accecò la giovane farfalla riportandola alla realtà.
- Mi hai fatto stancare ma come vedi ce l’ho fatta ad attirare la tua attenzione – disse fiore.
La farfalla si voltò verso la voce, accorgendosi solo allora della bellezza del fiore.
- Sei bellissimo - esclamò la farfalla.
- Dalle mie parti non esistono fiori belli come te -.
- Posso sentirti? –
- Sono qua apposta – rispose.
La giovane farfalla si posò sopra di lui e lentamente assaporò il suo nettare, di colore oro, ma così lucente che avrebbe attirato chiunque.
- Ora cosa farò, dove andrò? Non ho più amici qua, come potrò crescere o vivere in questo modo, qualcuno verrà e mi mangerà! –
Fiore sentendo la piccola farfalla così disperata cercò di rassicurala, ma sapeva che la sua piccola amica doveva riuscire da sola a superare le sue difficoltà.
Lui era solo un compagno di viaggio. I giorni passavano e la piccola farfalla non riusciva ad allontanarsi da quel posto. Ogni giorno si spostava di qualche fiore, ma poi, a sera, tornava sempre sotto il suo fiore amico.
Fu così che una notte Fiore e Farfalla si misero a contemplare il cielo stellato.
- Guarda quel punto lassù, è una stella e quella più luminosa si chiama Luna –
La farfalla rimaneva in silenzio ascoltando meravigliata quello che l’amico Fiore le stava insegnando.
- Ma come fai a sapere tante cose? – chiese farfalla interrompendo il dolce silenzio.
Fiore rispose:
- Ogni giorno, in questo prato, passano tanti piccoli amici ed ognuno di loro ha sempre una storia da raccontare.... Molte volte provo invidia per loro, ma poi, mi rendo conto che a me la vita ha dato altri doni. Ti sei mai chiesta perché noi guardiamo sempre il cielo? Questo perché ogni volta che il sole ci guarda e noi apriamo i nostri petali, coloriamo il mondo, arricchiamo l’aria di profumi, facciamo innamorare e poi, quando vediamo qualche amico in difficoltà, gli insegniamo a guardare in alto ed a comprendere di quanta bellezza è piena la vita. –
La farfalla, distesa sopra il fiore, non parlava, ascoltava fissando quell’immenso cielo stellato. Fiore proseguì dicendo:
- Invece di rimanere ferma a pensare che tutto ciò che ti è accaduto sia per te la fine della tua esistenza, prova a rialzarti e ad accettare questo evento come un’ esperienza che ti ha arricchito e che ti sta facendo crescere. Prova a lasciarti muovere dal vento,
prova a lasciarti andare alla vita. –
Alle prime luci dell’alba, Fiore aprì i suoi petali dorati verso il sole, accorgendosi che la sua piccola amica era andata via. La immaginò perdersi dolcemente fra i mille colori di prati lontani, lieta e spensierata.
Quella notte, tra il silenzioso brusio della vita del prato, ci sembrò sentire, mescolate nel vento, queste parole:
- Vola farfalla, lasciati trasportare da questa meravigliosa esperienza che è la Vita -.
Luca Carulli
